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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

25 febbraio 2015 alle ore 20:22

Il Teatro Degli Amori

Il racconto

In un paese della Valle della Loira ci vivevan due mucchietti di gentil persone che si cibavano di lavoro e d’illusione.
Nell’occhio del ciclone, Teseo e Giunone, giovani fanciulli dal nobile cuore che sfociano, nel buio, in una clandestina relazione che di mal inganno, di certo, non duole ma che sulle bocche inviperite dei corrispettivi contendenti alle loro grazie, tiravan su di essi lingue aguzze e peggior affanni.
In un dei castelli che sorgevan sul pio fiume, le loro voci si udivan squittire e le leggiadri carni ardenti schiudersi in secreti amanti.
Nel loro viver di beatitudini e magie, il filo della felicità si spezza in un vortice di bugie portando la leggiadra Giunone a decidere di attraversare infinite lande desolate per allontanarsi da quel suo gentil amore.
Ma un giorno un coraggioso condottiero giunto nelle terre lì vicine, scorge la bellezza di Giunone che, controcorrente, vien rapita dall’impavido dormiente ed il povero Teseo, con la tristezza nel cuore, cede all’inganno del malsano amore.
Lucilla, figlia del panettiere, rinchiude il cuore dell’amato Teseo che, con la scomparsa di Giunone, tende la mano a quel cattivo affare.
Ma quando Giunone, scappata dalle grinfie dell’ignoto vigore, viaggia lungo e in largo fino a ritrovare le braccia del suo perduto amante, sente affine il tradimento dell’amato compagno e con il rammarico sulle guance scappa, corre, verso le nuove france.
Bella e vispa la Lucilla che, battendo a ridosso sul chiodo ben saldo, accattiva il suo miglior pupillo. Non fu, poi, brava fino a tanto ma, con la ferita ancora aperto nel petto, il povero Teseo donò parole di conforto all’amata fuggita in chissà quale posto; colpita da così tanto prospetto, la disperata e piccola Giunone, abbracciò quel segno come se l’invito fosse aperto.
Ma quando, innamorata concezione, decide di raccogliere le parole del vento, il suo Teseo respinse le foglie per dispetto.
Morta di dolore, allora, derise il suo angelico cuore accontentandosi dei gentil sussurri di quei teneri amanti che nel lungo viaggio furono, per essa, pur presenti.
La storia muore con il povero Teseo che diviene vittima di Lucilla, l’infida lucciola di libidine spiglia e della bella Giunone che dà in pasto ai cani il suo cuore, vendendo il corpo in cambio di calore.
Così Teseo perduto nella scelta presa gettando la sua resa, domina con insensato sgomento il mostro che si è scelto e la bella Giunone, perduta nel suo amore, accetta con inesorabile rassegnazione un giovinotto di buona intenzione.

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