username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

20 novembre alle ore 15:53

Pensieri Sulla Follia

Il racconto

Si può impazzire all’improvviso?
Cosa scaturisce nella testa quando ciò avviene?
Non capisco o non mi è dato sapere.

La mente è così infinitamente vasta che quasi spaventa l’idea di dover o voler afferrare qualcosa che va oltre ogni comprensione.
Un dolore, una gioia, un sentimento puro, uno buio, un altro a caso, l’altro pure;
tutto ciò come può portare un uomo ad impazzire?
Non parliamo di follia goliardica o triste, ma di quella follia che scatta e che acceca il corpo; come se il cervello iniziasse ad emanare una luce così forte e devastante, che ogni cosa diventa nulla. Si aprono le porte dell’intelletto come in un esplosione nucleare; e fuori tutto.

La fragilità dell’uomo che implode di fronte a troppo provare, a troppo sentire; quell’attimo in cui si spezza tutto ciò ch’è connessione ed unione, BAM! Quell’attimo in cui ci si perde quasi per sempre, come se si superasse quella soglia dell’aldilà inconsistente della mente che dilaga come un immenso fiume di lava enorme che ingloba tutto.

Cosa avviene nella testa quando s’impazzisce all’improvviso?
Mi domando quale delle miliardi ipotesi posso credere per capire quando avviene quell’attimo.
E mi chiedo come si fa a tornare indietro dopo che si è varcata quella soglia dell’infinito perdersi in quel chiarore turbolento di pensieri ed emozioni.
Come si fa?

Avevo un amico caro al quale erano accaduti episodi del genere; e lì, in quel caso, sapevo cosa poteva essere stato.
Ma quando accade più di una volta e si ritorna in sè, siamo mai veramente noi a tornare? o in quel frangente perdiamo, rinunciamo a qualcosa che non sappiamo?
E' veramente tornato indietro? o finge a se stesso? 

Si dice che "gl'occhi sono lo specchio dell'anima"; penso si dica ancora.
E quando guardavo quei suoi occhi innocenti, ho sempre creduto fosse tornato in lui; ma quando la fragilità emotiva si fa spazio tra i propri mostri, chissà se davvero torniamo in noi.

Caro amico, spero tu possa tornare da quel mondo perduto chiamato follia. 
 

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento