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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

27 maggio 2013 alle ore 18:07

Sotto le note di un Sax Blue

Il racconto

“Mi suoni qualcosa, Pedro? La mia vena malinconica vuole una melodia di sottofondo, amico mio”-! Riuscii a dire sotto gli occhi incuriositi di Pedro.
“Va bene, come desidera il nostro principino”-! Disse prendendo in mano il suo sax.
Iniziò a suonarlo con cura, in modo delicato e passionale, come se quel suo piccolo strumento musicale fosse la donna che tanto aveva bramatoe fu così che, quando smise di suonare, gli domandai:
“Hai mai amato qualcuno come ami e ti è a cuore quello strumento, Pedro”-? Chiesi fissando il vuoto mentre la melodia del suo sax era ancora viva in me e scorreva inesorabile anche se terminata.
“Eheh.. ma che ti prende? Nessuno può competere con Blue, il mio incredibile sax”-! Disse pulendolo con un fazzoletto ricamato mentre sorrideva.
“E’ il suo nome,vero? Blue, il nome di quella donna, eh Pedro”-? Dissi con un sorriso beffardo mentre lui, stupito, si fermò e si voltò a guardami mentre io, che m’ero alzato, lasciai la sala.

Non lo disse mai, Pedro, ma il suo sax glie lo aveva regalato qualcuno di speciale. Mai avrei pensato che il suo nome corrispondesse a quello della persona a cui avesse tenuto tanto in passato; credo che il vedere le donne come oggetti del sesso e portatrici d’ignoranza, fosse dovuto al fatto che dopo quella persona, mai nessuno più vi sarebbe entrato in quel suo gelido cuore.
Cercai di capire più che chiedere ma non tutto mi fu chiaro; quello che sapevo, era che la sua donna fosse morta in un qualche incidente nel suo paese natio e quel che mi spaventò di più, fu lo scoprire che lei fosse sua sorella adottiva. Vedere con quale cura egli desse al suo sax, mi fece riflettere su che tipo di persona potesse mai essere la sua donna.
Scorgere l’amore, l’affetto e la comprensione di quell’uomo gelido verso un oggetto come una persona, mi portò a pensare che dovesse far parte della famiglia, e un po’ c’azzeccai.
Domandai a Lilly qualche informazione sul nome del sax chiedendogli che nome fosse mai Blue e lui mi rispose dicendo che non tutti i nomi sono veri e che ci sono alcuni che richiamano un certo ricordo ,o che si riferiscono alle iniziali di qualche luogo o semplicemente al cielo blu che stava ad indicare il paradiso delle anime perdute.
La cosa che mi colpì profondamente nel corso degli anni, era che lui non stette con nessuna donna in modo fisso e serio; la sua vita fu inondata di avventure e morì col ricordo fisso del suo tormentato amor perduto.

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