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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

28 ottobre alle ore 15:09

Tenebra

Il racconto

Mi sento più sicuro quando cala il sole.
Sembra che di notte, ci si sente più giustificati a dare alito a sentimenti o atti che, con la luce, sembrerebbero peccati.

Non so se sia più una questione che la luce rischiara troppo le ombre che si portano dentro o se col buio vengono protette intimamente senza che nessuno le scorga o trova.

Anche se, ammetto, spesso vorrei viverle quelle cose al mattino; ma poi mi rendo conto che è proprio nel momento del mattino che il mio cuore si chiude nelle tenebre.
Quando ciò avviene, l'unico pensiero che mi balena nella mente, è che probabilmente in me c'è qualcosa che non va.
Sembra che la tenebra sia lo scettro del mio lato oscuro e la luce, la gabbia sadica della ragione che mi tiene a bada. 
A quale dei due dare più agio di uscire?
O, quanto meno, dovrei cercare di far si che nel momento in cui esce uno, l'altro sia lì accanto a controllare; potrei perdermi in entrambi i casi se non ci fosse un guardiano al loro fianco. 
Sto ancora cercando di capire cosa farmene di entrambi.
 

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