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Poesie di Fedel Franco Quasimodo

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  • 23 ottobre 2013 alle ore 18:47
    Resurrezione

    Ma non eri finito?
    Non eri seppellito?
    Tutti ti davano per spacciato,
    fatto ormai scontato;
    tutto pelle ed ossa
    con un piede nella fossa.
    Ma ora sei ancora qui,
    piu' in forma e in gamba che mai,
    ad affilare le tue armi,
    ad incedere con passo sicuro,
    scavalcando ogni ostacolo.
    Le ingiurie non t'intaccano,
    le lusinghe non ti attentano,
    le tentazioni non ti prendono.
    Sei qui magicamente,amico,
    audace compagno di ogni battaglia,
    esempio di una fede,
    incarnazione di sublime virtu'
     

  • 21 ottobre 2013 alle ore 18:49
    Ermetico

    Chiuso in un piccolo vano,
    decanti i classici ,frutto di lunghi
    e autodidatti studi.
    Linguaggio semplice e forbito,
    in uomo che sublima il patior.
    Musica in versi scrivi nel pentagramma
    di una rima.
    La chiave d'inizio
    un impegno sociale, che proclama
    con risolutezza e temerarieta',
    l'ammirazione per i patrioti della liberta'.
    Un satellite nello spazio
    attira la tua attenzione,
    nel magnificare i progressi
    della scienziata umanita'.
    una sofferta riflessione
    sul dramma della solitudine interiore,
    che cerca invano una convincente risposta
    ad inquietanti quesiti mai risolti.
    Musica soave,
    a tratti eterea e celestiale, per le mie orecchie.
    Note solenni per una ristretta cerchia di iniziati,
    che amano la vita ,non temono la morte,
    comprendono cio' che esprimono
    parole allegoriche e contorte.
    Al cugino Salvatore

  • 19 ottobre 2013 alle ore 20:07
    Piazzale Loreto

    folta torma di dimostranti
    si aggira sul piazzale,
    inquieta,plaudente,
    festante,sghignazzante.
    Rabbia ventennale repressa
    esplode ad alto potenziale.
    Tanti colpi si susseguono
    su un corpo vestito di orbace
    con sinistro scricchiolio.
    Quel cranio nudo
    e' morto giustiziato,
    ora pende rivoltato.

  • 18 ottobre 2013 alle ore 18:46
    Il giardino dei pensieri

    I miei pensieri non sono i tuoi.
    assurdi criteri di ragionamento,
    forte smania di adottare certo portamento;
    frenesie che durano i l lasso di un momento.
    La tua sapienza soprannaturale e' cio che chiedo
    di ricevere.
    Mistero glorioso: si manifesta gratuitamente
    a chi lo invoca in totale raccoglimento,
    lontano dal frastuono delle sirene;
    distante dal clamore della gente;
    nei segni che effondi la verita' mi sforzo
    di intravedere;
    amore disinteressato palpita sempre per me
    nonostante non sia corrisposto.
    Il sussurro di fedele alleato bisbiglia alle mie orecchie
    e non posso far finta di non sentire.
    Uno sguardo al passato:amore sognato
    in cornice di concretezze;
    l'illusione motiva un'inutile esistenza, ma non serve
    a temperare l'impazienza.
    Mistero gaudioso:entita' di vita arcana,
    densa di incognite e speranze,ricca di superbe gioie
    e di vane lagnanze.
    Mistero divino: sacro spirito che aleggia su di me
    con battito soave e elggero.
    Sconfitto sembra per la sordita' degli empi,
    inviso per l'egoismo degli stolti:
    ma attende propizio per sfilare con passo trionfante.

  • 17 ottobre 2013 alle ore 18:42
    Squatter

    anarchico ti professi
    nel deserto metropolitano.
    Orecchino sul naso
    capelli non piu' veri
    e tatuaggio sul petto:
    mini quadro allusivo
    di un occupante abusivo.
    Loquela rabbiosa e fluente;
    rifiuti il dialogo con chi ha promesso
    senza mantenere niente.
    Le leggi dello stato
    relegate nell'immondizia:
    turpiloquio sfoderi
    con grave dovizia.
    Cattivo,forse,
    ma anche vittima:
    di una famiglia
    che non ti ha mai parlato
    e ti ha solo sopportato;
    di un lavoro dignitoso,
    tanto cercato con affanno
    ma da altri accaparrato
    con inganno;
    di chi si professa cristiano
    ma si guarda bene
    di tenderti la mano.

  • 16 ottobre 2013 alle ore 10:47
    Dialogo con Morfeo

    E se ti dicessi o Morfeo,
    che di vivere sono stanco?
    Agonia di un pianto che sempre scorre,
    e tutto brucia al suo passaggio.
    e se ti confessassi che questa sera
    vorrei dormire profondamente
    e non svegliarmi piu'?
    Ma Morfeo tu leggi nei miei pensieri:
    il tuo capo non piu' ritto
    ma piegato, i tuoi occhi arrossati
    gonfi di pianto,
    le gote,prima rosse,
    tutto ad un tratto imbiancate;
    linee inequivocabili
    che non sei d'accordo con me.
    se io arbitrariamente scomparissi,
    dove troveresti un uomo
    a cui donare
    sogni appaganti,unici ed esclusivi,
    sonni ristoratori di ambasce??
    un collage di incubi ricorrenti
    e giocose fantasie?
    Perdonami, o Morfeo,
    la mia ora non e' ancora giunta.
    I rintocchi di morte
    ci sorprenderanno insieme
    per condividere una uguale sorte.

  • 14 ottobre 2013 alle ore 17:38
    lacrima

    Non sono che una lacrima;
    una sola direzione prende il mio cammino:
    solo e sempre scendere.
    Ognuno mi ha conosciuto:
    la gioia e la mestizia nel lamento
    di un lattante;
    la solitudine di un errante;
    il congedo di un morente.
    Il pensiero mi forgia,
    il sentimento mi avviluppa,
    il volto mi tradisce.
    Vorrei essere d'acqua dolce
    per zuccherar ogni amarezza,
    ma cio' non mi e' concesso.
    Vorrei scomparir dalla faccia della terra
    per annullar la radice del dolore.
    Vorrei diventar stilla di rugiada
    per abbeverar chi ha sete di acqua e di giustizia.
    Non sono altro che una lacrima
    che mai muore
    perche' sgorga da una fontana
    sempre zampillante
    che e' l'umanita'.

  • 13 ottobre 2013 alle ore 17:28
    Se

    Se provassi un po' a spiarmi con dolcezza
    se riponessi la leggerezza
    in un angusto ripostiglio
    non mi parleresti cosi'.
    Una cappa di sospetto mi circonda
    in ogni momento.
    I tuoi sguardi furtivi cercano invano
    i miei.
    Ma gli occhi si nascondono
    dietro una lena di serieta' ipercostruita,
    di alacrita' esasperata:
    tanto e' il disagio di affrontare il tuo viso.
    Se conoscessi la mia storia
    non m parleresti cosi'.
    L'arroganzaa ossessionante
    rivelano un desiderio velato
    di comunicare con me.
    Ma il cuore non risponde
    la mia bocca parole non effonde.
    M'hai in fretta isolato dalla schiera
    dei tuoi amici:: sono tanto diverso da te.
    Ma se leggessi sino in fondo il mio comportamento
    inquieto, discreto, che assumo pe rprovocare te
    finiresti di detestarmi,capiresti che tra noi
    un dialogo e' possibile.
    Io di te sono simile..

  • 12 ottobre 2013 alle ore 18:10
    Depressione

    Abisso senza fine e' meta
    di felicita' impoverita.
    La difficolta' a comunicare
    con gesti e parole
    aggredisce un cuore che batte piano piano,
    nel suo inguaribile grigiore.
    Depressione e' il mio nome.
    Sono la bestia che stordisce ogni azione.
    I miei sotterfugi sono numerosi;
    a nulla serve il farmaco che con parsimonia assumi:
    l'angoscia e' freno che ogni istante
    mordi e consumi.
    L'ansia ricorrente
    ti regalo in abbondanza;
    di attacco di panico ti mitragliero'
    ad oltranza;
    in una pubblica piazza
    o in uno stretto ascensore
    il ghigno della bestia
    fa di te cio' che vuole;
    irridendo senza scampo,
    imperlando di sudore,
    soffocando grida d'aiuto
    in fossa profonda,,
    immergendoti
    nella piu' appiccicosa fanghiglia.

  • 11 ottobre 2013 alle ore 18:08
    Non chiamarmi

    Non chiamarmi vate:
    non mi circondo d'immensa ispirazione;
    non appellarmi veggente:
    non leggo il futuro in una palla di vetro;
    non dirmi che sono poeta:
    il plettro con cui presumo di vibrare le corde
    della tua anima,
    strimpella a vuoto una canzonetta,
    stonata e frivoletta.
    Chiamami buffone. ridicolo saltimbanco
    ora triste,sofferente
    ora allegro e mattacchione.
    Un anonimo carente di ragione.
    un tipo un po' diverso
    che si rispecchia in un verso,
    poco incline all'azione.
    Gioco con la rima
    per guadagnare vana stima,
    inseguo il grande sonetto
    e mi faccio lo sgambetto.
    Ma insomma: chi s ono veramente?

  • 10 ottobre 2013 alle ore 18:19
    Il volto del dittatore

    Mascelle quadrate
    sguardo fermo e sicuro,
    occhi vitrei e fez sul capo:
    ecco a voi Mussolini.
    Un passato anarcoide,
    una tempra socialista, creatore di una ideologia fascista.
    Un popolo esulta e si infiamma
    alle tue magnetiche parole;
    labbra serrate subiscono ogni prevaricazione;
    un impero africano
    destinato a miraggio vano;
    un'alleanza col Nazismo
    per abolir ogni pacifismo.
    una guerra inutile spezza l'Italia
    in due tronconi;
    le sirene urlano e chiedono giustizia
    per i caduti inermi,
    per i soldati fanciulli
    morti combattendo senz'armi.
    Il 25 luglio ha tradito il codazzo
    con in testa il caro Galeazzo.
    Ti viene imposta una repubblica di Salo',
    capo fantasma e senza poteri,
    succube della ferocia delle camicie brune.
    Molti ti hanno adorato
    la gioventu' che hai forgiato
    imbottita di patriottismo>;
    Starace il tuo alter ego
    all'insegna del me ne frego
    una corsa per l'ultima difesa
    per evitare il disonore di una resa.
    L'arresto e la fucilazione
    senza giudice e difensore.
    il martirio in una piazza
    tra gente disumana
    che schiamazza.

  • 09 ottobre 2013 alle ore 12:38
    Vecchio

    Affacciato alla soglia del crepuscolo,
    diranno che sei un'incomoda zavorra;
    diranno che non servi piu'
    e sarai scartato dal tessuto sociale,
    avvolto dalla malinconia
    di non avere piu' nulla da dire
    e nulla da fare.
    Sarai il miglior compagno di giochi
    del nipotino,
    lo affascinerai con il viso rugoso
    e le argentate chiome,
    lo accarezzerai con mani tremanti
    e anche se la forza delle braccia
    e' un pallido ricordo,
    solleverai quel bimbo piu' in alto che puoi,
    come non hai mai fatto.

  • 07 ottobre 2013 alle ore 19:39
    Corteo

    C'e' un grande assembramento oggi in piazza,
    striscioni colorati e fazzoletti sul viso,
    uomini e donne senza autorizzazione
    son pronti alla manifestazione.
    C'e' chi ha in mano i bastoni
    ad inveir contro i servi dei Padroni;
    c'e' chi insulta il Presidente
    mostrando l'avvelenato dente;
    chi invece e' moderato,
    vuol parlamentare con lo Stato.
    Dopo qualche trattativa
    la guerra e' dichiarata;
    i sassi si infrangon sugli elmetti,
    ma si batte in ritirata.
    La carica dei celerini non da scampo:
    chi cade ,chi fugge ,chi scoppia in pianto.
    Una giornata triste che i giornali pubblicheranno.
    e la ragione e la saggezza dove stanno?

  • 05 ottobre 2013 alle ore 17:45
    Il germe della follia

    Annullamento  di ogni freno inibitorio;
    disconoscimento di ogni ipocrita convenzione
    che porta a superare ogni paura.
    Ragione ormai celata dietro lucida follia,
    si snoda con esaltante mania,
    di affrontar l'insormontabile pericolo,
    di lottar contro i giganti.
    Follia all'ultimo stadio,
    rispettata dai malvagi con orrore,
    scrutata dai savi con timore.
    diadema incastonato in un talento
    che centuplica le forze,
    in dimensione di onnipotenza.

  • 04 ottobre 2013 alle ore 12:29
    Se ritornero'

    Se ritornero' un'altra volta
    su questa terra
    non mi cambierei con nessun altro;
    tornerei uomo,
    inguaribile romantico
    e costante sognatore.
    Risiederei non in Padania,
    ma nella mia spaziosa dimora.
    Roccia d'uomo
    che le avversita' della vita
    non hanno eroso.
    Poetino all'avanguardia
    piazzato in ultima fila
    dietro autori di versi.
    Cantore di Cristo
    e di impegno civile.

  • 03 ottobre 2013 alle ore 9:56
    Il caporale

    Geniale follia
    si annida in autriaco caporal.
    Trascinatore di popolo,
    rivendicatore di torti,
    trascina la nazione
    in gineppraio di morti.
    Missione suprema:
    estirpar la gramigna semita.
    Erba temuta e aborrita,
    perche' alla ricerca di un messia
    che del caporal e' feroce avversario.
    Ma l'antro della iena
    e' nero simulacro.
    La belva innata,
    nella tana intrappolata,
    priva di carne umana,
    bevendo il suo stesso sangue
    si e' saziata.

  • 01 ottobre 2013 alle ore 18:00
    Illusioni

    Dall'alba al tramonto
    percorriamo il sentiero degli affanni,
    popolato da insidie e inganni.Ci industriamo
    a cercare l'impossibile,
    abbiamo paura dell'invisibile
    e la ricerca
    di maghi e cartomanti
    rende piu' rassicuranti.
    Camuffare la codardia
    nel piu' plateale orgoglio;
    affidare a venditori di fumo
    l'incertezza del domani.
    e non capire in tempo
    che la candela e' gia quasi tutta
    consumata nel nulla.

  • 30 settembre 2013 alle ore 18:04
    Invidia

    Turpe sentimento
    che veste l'anima
    di abito nero e trasandato;
    irreversibile fallimento di un uomo,
    angosce per le proprie mancanze,
    vuoto incolmabile di pensieri e ideali.
    Riconoscimento inconfessato
    di possedere
    un'aura infausta e negativa.
    Mostro senza testa
    che tutto corrode e distrugge,
    illanguidendo
    ogni altrui potenzialita' creativa
    e destinato fatalmente
    all'autodissoluzione.

  • 28 settembre 2013 alle ore 18:24
    Amico(acrostico)

    Ansia di comunicare con gesti e parole
    Molti dicono di esserlo,ma pochi veramente lo dimostrano
    Insieme a te si cresce,si scambiano  le proprie esperienze
    Confronto di idee,contrapposizione anche di opinioni
    e sensazioni,ma uniti da un solo ideale
    Oblio di odio,oltraggio non arrechi,ma rispetto e stima
    sempre offri e chiedi

  • 27 settembre 2013 alle ore 18:32
    Sepolcri

    Sbucati dall'antro dell'inferno,
    circolano indisturbati per la citta'.
    Sepolcri imbiancati,
    girovaganti in cattivita',
    vestiti splendenti d'umanita'.
    Pii e docili,
    fanno a gara ad occupar
    i primi banchi di una Chiesa.
    La lode degli uomini anelata;
    quella di Dio calpestata;
    si imbattono nei giusti,
    riconoscono a forza i loro pregi,
    li circondano come api,
    allettandoli con suadenti parole.
    Di giorno parlano di Cristo
    proclamando un'adesione verbale;
    predicando la buona novella.
    Agitando la notte
    la serpente favella.
    Uomini eleganti e profumati
    rispettati ed ammirati
    parlano di giustizia e di pace
    mentre la mente
    dorme e a lungo giace.
    Sepolcri aperti
    di carne putrefatta,
    di pieta' marcita e di empieta',
    volta ad atroce disfatta.

  • 26 settembre 2013 alle ore 17:35
    Poetando

    Spesso mi chiedo
    perche' getto versi;
    e' forse perche'
    voglio tradurre in arte
    la mia angoscia?
    Voglio lanciare messaggi nobili,
    sublimi, pieni di valori e speranze
    al potenziale lettore?
    O forse perche' e' esigenza insopprimibile
    del mio spirito
    esprimere cio' che penso,
    scavare nel mio io
    alla ricerca della mia identita'?

  • 24 settembre 2013 alle ore 18:08
    Piazza dei Piccoli martiri

    La Morte abbraccia una vita volata;
    la Morte porta via una vita segnata.
    Un bimbo mansueto
    dorme il lungo sonno della Morte,
    vittima di un atroce sorte.
    20 0ttobre 1944:
    un nero boato,
    uno squarcio nel tetto;
    un ignoto aviatore
    regala la Morte,
    e ha una medaglia sul petto.
    Lugubri sirene
    annunciano sinistre
    la Morte che viene.
    Belati di agnelli,
    stritolati dll'acciaio,
    straziati dal fuoco,
    urlano ancora
    all'infame aviatore,
    non oblio o compassione,
    ma solo giustizia.

  • 23 settembre 2013 alle ore 14:56
    Poeti

    Ci son tanti che si fregian
    del titolo  di poeti.
    C'e' quello strettamente agganciato
    alla realta',
    illustra i grandi fatti della storia,
    i piu' importanti sentimenti universali,
    rivisitati con forti tinte emotive;
    un linguaggio ora astruso e frammentario
    ora chiaro e lineare.
    C'e' quello staccato dalla realta',
    cantore della luna,del sole e delle stelle,
    che deve per forza adattare
    ai propr sentimenti
    di malinconia,di gioia,
    di disperazione
    e a volte risulta banale e scontato.
    C'e' il vero poeta che non scrive
    se non per far luce in se stesso,
    non si vende a sette o partiti
    ne' alle mode correnti;
    reputato mediocre,forse,
    ma valente perche' non commette
    l'errore di vantare i propri successi,
    rifugge da ongi inutile esibizionismo
    e la sera ripone i suoi scritti
    nel labirinto della mente.
     

  • 22 settembre 2013 alle ore 19:33
    Libero

    Cos'e' la liberta'
    se non trasvolare i cieli
    ad alta quota
    e accarezzare gli astri del firmamento?
    Cos'e' la liberta'
    se non attraversare gli oceani,
    sfidare impavidamente le procelle
    ed essere spinti dai marosi
    nel ascino degli abissi?
    Cos'e' la liberta'
    se non pensare,decidere da solo,
    senza influenze,condizionamenti,
    senza asservimenti a lobbies economiche
    o a potenti sovrani'
    Anarchia allora
    per qualcuno storia
    di regolare follia,
    ma vera autonomia,
    scevra di remore e pregiudizi.

  • 14 settembre 2013 alle ore 18:40
    Tramonto

    Trionfo e apoteosi di un giorno assolato
    Regno inespugnabile di silenzio e quiete
    Assioma di precarieta' di ogni esistenza
    Mormorio accorato di fauna e natura
    Occulto si presenta nei cuori degli insensibili
    Notte precorre,in vita che non si spegne,
    ma sempre scorre
    Turchese il cielo si distingue secondo
    un copione prefissato
    Occhio beato,nel contemplar la meraviglia
    del creato