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Poesie di Fedel Franco Quasimodo

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  • 06 luglio 2013 alle ore 20:06
    Divino desiderio

    Oh Gesu', Gesu' mio!
    Che io sia tuo strumento
    indefettibile di misericordia.
    Segno visibile dell'amore
    che Tu nutri
    anche per chi non ti cerca.
    Mi flagelli con prove,
    a volte insostenibili
    e mi stendi la forza
    per tenere alta la Croce.
    L'ambulare e' pesante
    per l'erta ghiaiosa.
    paradiso ultima meta;
    premio per un'anima
    che si volge a te,
    perdutamente radiosa.

  • 25 agosto 2011 alle ore 10:24
    Il grande concerto

    Sette stanze buie
    Giacciono fredde,
    sganciate da un’anima.
    Ed ecco, incantato scorgo
    Una giovinetta,di sfolgorante
    Bellezza;
    inebriata di sole;
    Spegne la sua arsura
    In un’oasi fresca e verdeggiante.
    Si fa sera.
    Il palcoscenico stellato
    Offre un concerto d’eccezione.
    Musiche di pianoforte:
    i piu’ grandi musicisti della storia,
    suonati e arrangiati,
    con un estro che non ha eguali.
    Cori di serafini,
    con voci baritonali,
    accompagnano
    la fresca giovinetta.
    Stuoli di putti alati
    Le danzano intorno,
    con riverenza,
    intonando salmi di gloria.
    La Passione e la Resurrezione
    Di Gesu’,
    celebrati con mistica
    e poderosa armonia
    di suoni e colori.
    I Profeti Geremia e Isaia
    Applaudono appassionati
    L’artista di Grammichele;
    si commuove, fino alle lacrime
    Samuele.
    Un aureo Rosario,
    cinto sul collo
    dalla Vergine Maria.
    Come un dolce rivolo d’acqua
    La pace del Signore
    Scende silente,
    nell’oblìo di ogni colpa.

    “Il primo giorno dopo il sabato Maria di Magdala e l’altra Maria si recarono alla tomba. Ma,entrate
    Non trovarono il corpo del Signore Gesu’. Ecco due uomini apparire vicino a loro:”Perche’ cercate
    Tra i morti colui che e’ vivo? Non e’ qui e’ risuscitato” Dal Vangelo S. Luca 24, 1-12



     a mamma Giuseppina,recentemente scomparsa

  • 13 maggio 2011 alle ore 8:21
    Fotografie

    Quelle foto
    Ti incorniciano
    Cosi’ come sei.
    Ti regalano
    La giovinezza sempiterna.
    Ti rinchiudono
    In una spendida stanza,
    dove regna
    il giardino dell’infanzia.
    Non aggrava
    Gli acciacchi della vecchiaia
    La foto
    Mostra il sorriso;
    esclude ogni ombra
    di tristezza.
    Le gambe del bimbo
    Non cessano di irrigidirsi
    Sul cavalluccio a dondolo.
    La culla non smette
    Di dondolar
    L’infante in posa
    Col lindo completino.
    La pena di una guerra;
    le mitraglie non urlano;
    gli aerei non decollano
    per funeree missioni.
    Fotografie:
    richiamano la nostalgia
    del tempo che fu;
    di un mondo che ora non c’è;
    realta’ che non sara’ piu’.

  • 12 maggio 2011 alle ore 8:17
    Facce sorridenti

    Facce sorridenti
    Lacerano l’oscurita’.
    Demoni maledetti
    Erranti
    Per la citta’.
    Ti stringono le mani
    Per piacere di conoscenza;
    frode e infamia
    archetipi
    di una scienza.
    Attirati:
    dalla sigaretta
    che hai in bocca;
    dal gonfiore di una tasca.
    Alcun rossore
    A chiedere con petulanza.
    Numerosi e spavaldi.
    E’ meglio averli sempre
    Di fronte.
    .

  • 11 maggio 2011 alle ore 8:02
    Esperia

    Belve straniere
    Calano
    Festanti;
    bramose e affamate,
    irrompono
    in case fredde
    e illanguidite.
    Pietre sparse
    Spaccate dal sole.
    La pieta’ di Dio
    Si ritrae,
    vinta e zittita

  • 10 maggio 2011 alle ore 8:35
    Era di decadenza

    Fitte assassine
    Percuotono il core.
    L’indifferenza e’ padrona.
    Senza alloggio versa lo stupore.
    Folle questuanti
    Inneggiano al Redentore.
    Moltitudini di ingrati
    Bandiscono il Salvatore.
    Gli occhi del demonio
    Fissano la terra.
    Cattedrali del male
    Si cristallizzano
    Su rocciosi capisaldi.
    Una partita ambita e guerresca:
    il possesso del cuore.
    L’acredine increspa e corrode
    Quell’organo vitale.
    L’acqua di mare
    Stria la carena di una nave.
    Cuore caldo e appassionato
    Retrocesso
    A gratuita compassione.
    Agglomerati di ghiaccio
    Soffocano
    Probabili fonti di sentimento.
    Son certo
    Che serberai
    Il salmeggio funebre

  • 22 aprile 2011 alle ore 11:25
    Dimenticare

    Dimenticare: infinita forma verbale
    Di un qualcosa
    Che ti fa rasserenare.
    Scordare il male subito,
    senza alcuna giustificazione;
    spalmarsi la coscienza
    di un delicato fiore di loto.
    Obliare che sei egoista
    E fingi di fare a meno degli altri.
    Dimenticare
    Che l’obbrobrio e la ripugnanza
    Non ti riguardano;
    perche’ in casa hai buttato
    tutti gli specchi
    La voce del poppante
    Grondante verita’
    Ti inchioda alle responsabilita’
    Sarai perduto per sempre

  • 21 aprile 2011 alle ore 8:29
    Costantino

    Coraggioso Imperatore.
    Dinanzi al nemico
    Non batte all’impazzata il cuore.
    Sul bianco cavallo
    Costantino precede
    L’agguerrita legione.
    Un combattente
    Che trabocca di umilta’.
    Riconosce sopra di se’
    La cristiana divinita’.
    Comandante ardente ed invitto
    Consacra
    Cristo in un Editto.
    La marcia delle legioni
    Scorre lenta ed inesorabile.
    Lo storico ponte
    Gia’ si staglia all’orizzonte.
    La truppa di Massenzio
    È battuta e volta in fuga.
    La croce di Gesu’
    Ha mantenuto la promessa;
    vittoria per Costantino
    limpida e schiacciante
    E i pagani legionari
    Ubriachi di trionfo,
    scendon da cavallo
    per adorar
    Iddio sulla Croce.

  • 22 marzo 2011 alle ore 8:09
    capolinea

    Capolinea

    Il capolinea e’ raggiunto:
    fine della corsa.
    Male e angoscia
    Stretti al corpo
    In una ferrea morsa.
    Il punto del non ritorno
    E’ visibile a un cieco.
    E’ macchiato di sangue.
    Davanti a uno specchio
    Si mette in posa
    Una barba di tre giorni
    E un capo  spettinato.
    Il calice si leva,
    tremante
    e liba
    all’ennesimo fallimento,
    per poi andare in frantumi

  • 15 marzo 2011 alle ore 8:01
    anacoreta

    Anacoreta

    Lassu’,
    abbarbicato sulle creste dei monti;
    refrattario alle intemperie;
    indifferente
    all’alternarsi del giorno e della notte.
    Ti e’ sufficiente un pasto
    Di pane e acqua
    Affrancato da rumori,
    scruti la tua coscienza.
    Filosofeggi
    Su errori e storture del mondo.
    Consapevole che in fondo
    Puoi solo cambiar te stesso

  • 03 maggio 2010
    Quarto anno

    Relativo
    il decorso del tempo.
    La memoria dei tuoi cati
    fissa l'eternità.
    La luce del Padre
    riscalda di misericordia
    fredde e nude ossa.

  • 04 dicembre 2006
    Il pozzo del senza Dio

    Quel Cristo
    che non più vedi,
    mentre costeggi i marciapiedi.
    Quell'uomo fatale
    seguirlo per te non vale.
    Troppi impegni gravosi,
    tanti oneri esosi
    Egli chiede
    al tuo orgoglio reboante;
    il suo messaggio è tanto
    rivoluzionario e provocante.
    Pietà degli altri non hai
    e sei ingeneroso con te stesso,
    mentre erutti infamie
    come un perverso.
    Perché l'hai trascurato,
    perché l'hai torturato
    ogni giorno
    col tuo peccato
    Il Crocifisso è sempre adagiato
    alla parete.
    Due occhi chiusi
    in un corpo martoriato,
    non smettono di vedere
    e di cancellare.
    Ma il Figlio dell'Uomo
    quando verrà,
    osserverà qualcuno
    indossar un abito elegante
    per banchettar alla sua mensa?