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Autore

Flavia Spadiliero

in archivio dal 07 lug 2016

Torino

17 luglio 2016 alle ore 18:08

Elena e Dick Secondo Capitolo

Intro:  Si sentiva quasi sollevata, non avrebbe più sentito addosso  il suo sguardo accusatorio ,non si sarebbe più sentita in colpa per cose che non aveva fatto . Sarebbe stata libera. Libera di respirare. Finalmente.

Il racconto

Elena ,tornò a casa carica di sacchetti di pizza , pane e focacce. Posò i sacchetti sul tavolo della cucina e salì in mansarda per una doccia veloce.
Gli altri sarebbero arrivata fra poco ,affamati dopo un pomeriggio di sole e di mare. Si stava asciugando i capelli quando sentì le loro voci allegre provenienti dalla scala che ,dalla strada ,saliva fino a casa.
La scala  faceva  parte della strada che congiungeva via Massa alla strada dell'ospedale. Sanremo è tutta un saliscendi di stradine  ,scale lunghissime e cunicoli. In alcuni punti ,tra una casa e l'altra sono ancora esistenti i ponti che in epoche remote servivano come via di  fuga in caso di incursioni piratesche .
Nei secoli , i tanti terremoti, avevano devastato più di una casa e non tutte erano state ricostruite, solo nelle vie del centro . Il resto in alcuni punti recava ancora le tracce dell'ultima devastazione.
La loro villetta era una graziosa costruzione bianca ,sorta al posto di una identica casa in legno ,crollata sotto l'azione delle termiti . La vecchia casa era nel più puro stile liberty ; questa, al contrario era molto moderna e stilizzata con linee geometriche pulite . Spiccava per originalità fra le vecchie case grigie ,per il suo bianco accecante. Era divisa in due parti  : il piano terra  e il giardino appartenevano ad un signore sanremasco ( sanremasco vuol dire originario di Sanremo mentre sanremesi sono quelli trasferiti da altre regioni : pescatori ,calabresi ,piemontesi ecc. ecc. )la parte superiore  cioè il primo piano e con il bellissimo terrazzo e la mansarda era la loro casa.
​Era tutto un salire e scendere di scale : dalla strada al cancello ,una lunga scala. Dal cancello due rampe per arrivare al terrazzo e una scala a chiocciola per salire in mansarda.
Scale come una metafora della vita  , si è alti o bassi a seconda della prospettiva in cui si guarda
​L'ingresso dava direttamente su un living alle due estremità del quale si trovavano , a destra la camera da letto matrimoniale e a sinistra la cucina ,il cucinino, un disimpegno e il bagno con vasca .
In mansarda , i letti dei ragazzi e altre brande e sacchi a pelo per eventuali ospiti ,lo stanzone unico poteva ospitare tranquillamente una decina di persone e un piccolo bagno con doccia completava il tutto .
Il rientro dal mare era seguito da un rituale ,al quale Elena non transigeva . Ognuno doveva scrollare il proprio asciugamano e doveva metterlo ad asciugare sulla ringhiera in modo da averlo asciutto per il giorno dopo.
:- Si mangia ? -domandò Alan
:- Ho fame-- dissero in coro Gina e Tania, mentre Eugenio andò direttamente ai sacchetti e prese una fetta della sua focaccia preferita e sedette vicino al tavolo per mangiarla in pace . Gina , afferrò una fetta di pizza :- Vado prima io , dopo esco con le nuove amiche - corse su per la scala a chiocciola , accese la radio a tutto volume e preparò l'occorrente per la doccia.
:- Come sarebbe 'nuove amiche ' ? - domandò Eugenio - Dille di abbassare il volume- Ordinò a Tania.
​La ragazzina salì a malincuore la scala borbottando fra se - ''sempre ordini, solo ordini , mai una frase carina '' . Soffriva molto per la freddezza del padre ,ma non gli rispose  perché temeva le sue sfuriate e anche le botte . Con Gina non andava molto d'accordo ,anche se si volevano bene ,ma lui era davvero troppo severo. Elena fece un debole tentativo,  inutile per difendere la figlia :- Sono giovani ed è normale che facciano amicizia in vacanza .-
:- Tu basta che la difendi ,e sta venendo su tale e quale a te . Senza un minimo di serietà-
​Elena non rispose. Non aveva  voglia di litigare , specie davanti ad Alan che la guardava sempre con disprezzo . Fotocopia del padre da cui prendeva il cattivo esempio .
​Aspettò che anche il ragazzo salisse per la doccia e chiese .-Vieni con me stasera ?
​:- Perché che c'è stasera ?
​:- Quando ti faccio una domanda abbi la cortesia di non rispondere con un'altra domanda , basta un si o un no!-
​:- Se non mi dici dove vai non posso rispondere e non voglio certo finire ad una delle tue 'serate culturali' .- Rispose ironico.
​:- Pesavo lo sapessi ,visto che non si parla d'altro, che oggi è il quattordici agosto ed è la festa della Madonna della Costa , patrona di Sanremo . E' anche la festa dei pescatori e stasera ci saranno i fuochi. E' l'evento dell'anno perché ripetono lo spettacolo fatto a luglio durante la gara con Montecarlo , e il vincitore si esibirà stasera.-
Lui alzo le spalle :- Per me possono anche non farli . Certe manifestazioni le lascio a te e alle ragazze . Credo che andrò al cinema con Alan ,all'Ideal danno Rambo in prima visione. -
​:- Come vuoi , noi siamo giù al Porto Vecchio con i pescatori-
:- Coi pescatori ? non c'è niente di meglio?-
​Non le diede la possibilità di ribattere ,si avviò verso il bagno .
''Perché non finisce mai un discorso ?'' si domandò Elena. Faceva sempre così ogni volta lasciava la frase in sospeso e fra loro calava un muro di silenzio.
​Andò in cucina a preparare la cena . A volte si sentiva come una colf senza stipendio, legata mani e piedi e sfruttata come una schiava.
​Cenarono in silenzio , come sempre , per non disturbare il telegiornale . Rito sacro ,guai a parlare ,disturbava gli speacker ed Eugenio non avrebbe potuto capire ogni singola parola di ciò che sentiva.
Gina e Tania ammiccavano e ridacchiavano fra loro , si capivano al volo. Avevano conosciuto dei ragazzi la sera prima e li avrebbero rivisti fra poco ,insieme con un gruppo di nuove amiche trovate in spiaggia . Si sarebbero divertite .
​Dopocena uscirono tutti . Elena ,uscì per ultima  dopo aver rigovernato e messo in ordine la cucina . Quando raggiunse porto Vecchio ,lo trovò gremito di folla . Tutti i turisti e anche i residenti volevano veder il meraviglioso spettacolo dei fuochi pirotecnici. Il muraglione del molo era pieno di ragazzi . Tutta la gioventù vacanziera si era data appuntamento  lì per lo spettacolo e perché no anche per qualche amore nascente . '' L'amore vacanziero''- pensò Elena. Solo lei era sola , o meglio si sentiva terribilmente sola. Non aveva fatto amicizia con nessuna delle signore che incontrava durante le sue passeggiate solitarie ,nel pomeriggio ,perché era sicura che il marito non le avrebbe  permesso di frequentarle e riceverle in casa. Da loro non veniva mai nessuno .
Da un lato della piazza ,scorse il gruppo dei ragazzi di colore , gli stessi che durante il giorno giravano per le spiagge carichi di indumenti, borse e tappeti. I cosiddetti ''Vu' cumprà'' che erano al principio della loro invasione dell'Europa. Tra loro si stagliava la figura alta e ben fatta dell'uomo della barca verde. I loro occhi si incontrarono per pochi istanti ed Elena provò un brivido lungo la schiena . Senza farci caso ,si spostò per avere una visuale migliore.
Due spari , due cannonate annunciarono che di lì a un secondo o due sarebbe partito il primo sparo colorato.
​ Per mezz'ora fu un susseguirsi di spari di luci di fiori che nascevano in cielo e ricadevano sull'acqua, di stelle colorate , di cerchi , di cuori di fontane luminose che salivano dall'acqua e nell'acqua ricadevano in una pioggia di stelle, tra spari gioiosi e grida di ammirazione e applausi a non finire.
​I proprietari dei cani tenevano i loro piccoli amici pelosini fra le braccia per rassicurarli e li accarezzavano con tanto amore.
Dopo trenta , forse quaranta minuti , altre due  cannonate
​annunciarono la fine dello spettacolo salutato da tutte le sirene delle imbarcazioni e dalle sirene dei pescherecci che stanotte sarebbero rimasti in porto.
​Al termine dei fuochi era previsto un concerto , a Porto Sole , dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo per chi amava la musica e in fondo Sanremo è pur sempre la città della musica .
Elena , aspettò che la folla diradasse nella varie direzioni di piacere , chi aveva bimbi piccoli : verso casa , alcuni verso i ristoranti ,altri al concerto . In breve  non ci fu più tanta confusione . Anche i pescatori  , che avevano partecipato alla cena collettiva tradizionale , stavano andando via mentre le donne raccoglievano piatti di carta e avanzi di cibo e pulivano il posto dove avevano cenato .
Elena tornò verso casa ,malinconica .
Rientrarono anche gli altri , prima Alan ed Eugenio :- Quelle due sono ancora in giro - domandò ,con la solita arroganza.
:- Stanno per arrivare - rispose Elena- in fondo è appena mezzanotte e siamo in vacanza-
​:- Vacanza o no le voglio a casa entro mezzanotte.-
​Si sentirono le voci delle due incriminate , che salivano le scale cantando ..... '' quella tua magliettaaaaaa  finaaaaaaa.....'' entrarono in casa ridendo  ma basto un'occhiata severa del padre e il riso morì dalle loro labbra.
.- Ciao pa', ciao ma' ,noi andiamo a letto . - baciarono la mamma sulla guancia e salirono di corsa la scala facendo a gara per arrivare prime al bagno . Alan non aveva detto una parola, baciò sulla guancia il padre e si avviò anche lui verso la mansarda .:- Non dimentichi niente ? - domandò Elena :- Ah già, buonanotte ma'- la salutò lui,  con un piede già sulla scala e come sempre non ricevette nessun rimprovero dal padre.
 Elena, era ormai abituata al comportamento maleducato del figlio ma sapeva che era inutile protestare finché Eugenio continuava a proteggerlo .
Si preparò per andare a letto ,dopo essersi accertata che porte e finestre fossero bloccate contro le incursioni notturne dei malintenzionati. Era compito suo verificare ,che le serrande fossero bloccate e le porte ben chiuse.
​A letto, il marito ,le comunicò la decisione di partire al più presto :- Ho pensato di partire domenica , sedici, perché domani è festa ed è meglio non muoversi ; mentre domenica saranno ancora tutti in spiaggia e non troveremo tanto traffico .
​:- Non possiamo partire lunedì ?- domanda inutile ,pensò
​:- Lunedì devo essere al lavoro ,sai che noi non chiudiamo e la signora Carla deve andare per forza in ferie .-
Si girò dall'altra parte e dopo poco dormiva . ''Sempre così pensò, lascia le frasi in sospeso e non aspetta risposta''.
​Quella notte pianse in silenzio e non era la prima volta.
​La domenica mattina ,alle dieci, erano tutti pronti : valigie chiuse e caricate in macchina e ogni più piccolo dettaglio verificato . Elena si fermò qualche minuto per sistemare le ultime cose e lasciare la casa pulita per il prossimo rientro.
​:- Che strada facciamo ? - domandò Alan
:- Il Nava - preferisco viaggiare comodo ,rispose il padre. Il parere delle donne non era richiesto .
:-Papà,  possiamo accendere la radio ?- :- Non se ne parla- rispose ,-sapete che la vostra musica mi da il voltastomaco-
Non parlarono più se non di cose futili come il tempo o la difficoltà delle curve ,fino al Col di Nava.
​La strada correva tortuosa fra decine di paesini e meravigliose montagne fitte di boschi . Una in particolare , piena di alberi di castagno ,che da lontano parevano tante piccole palle verdi appese sul pendio , era la preferita di Tania che l'aveva nominata << la montagna dei Broccoletti<<
​:- Vedi - diceva - se non sembra un vassoio carico di broccoli pronti per essere mangiati ?-
La cosa divertiva abbastanza Elena e le piaceva la fantasia della figlia, mentre il padre e il fratello storcevano il naso.
​L'unica cosa su cui era  d'accordo era che il Nava lo amavano tutti . Il loro entusiasmo si manifestava quando erano in vista del Forte ,in mezzo al verde ,sulla destra della salita , al termine della quale avrebbero potuto finalmente fermarsi e sgranchirsi le gambe in mezzo al verde e respirare aria pura.
​Un meritato spuntino al bar , stranamente deserto , alcuni doverosi acquisti di miele di castagno, di pino e di lavanda e poi di nuovo in macchina via fino a Ceva. Di lì avrebbero preso l'autostrada Savona-Torino  fino a Carmagnola e poi la tangenziale in direzione di Aosta , uscita Caselle Aeroporto ,
​e deviazione per Ceresole Reale . Aria di casa ,ancora una ventina di km e alla deviazione per Feletto Canavese  ,solo poche curve  e finalmente casa.
Avevano viaggiato per quattro ore e mezza in una noia mortale  perché con Eugenio non si poteva ascoltare musica, non si potevano raccontare storielle e nemmeno ridere . Gina e Tania ,preferivano quando andavano con due macchine e loro stavano in quella della mamma dove potevano cantare tutte e tre a squarciagola, raccontare barzellette e ridere come matte. Alan ,non amava questo genere di cose , preferiva stare col padre e fare discorsi seri . Parlavano di Borsa, di azioni o di politica. Sarebbe diventato un noioso uomo d'affari .
Per loro le vacanze erano finite . A metà settembre sarebbero tornati tutti a scuola , ma c'era il tempo per organizzare la grande festa di compleanno che Gina e Tania aspettavano da febbraio . La prima domenica di settembre, tutti i loro amici  e compagni erano a casa ed era il momento buono per rivedersi e rinnovare le amicizie. Eugenio storceva il naso ,ma aveva promesso e non poteva più tirarsi indietro. Alan non era entusiasta ma le sorelle non lo consideravano nemmeno :- Se partecipi sei il benvenuto e se non partecipi mi farai felice - sbottò Gina , un giorno che era di pessimo umore. Iniziarono comunque i preparativi. Eugenio tornò al suo solito lavoro ed Elena alle faticose incombenze di mandare avanti una casa con cinque persone ,tutto da sola .
​Nella buca delle lettere aveva trovato una lettera del comune dove le si comunicava che la sua richiesta di impiego era stata accettata e che l'aspettavano per lunedì sedici settembre alle ore nove ,nell'ufficio del segretario comunale.
​Fece un salto di gioia . Finalmente una buona notizia. Adesso aveva un lavoro ,e per poco che pagassero era pur sempre un po' di autonomia . Sapeva che il comune ,troppo piccolo e povero, non dava stipendi d'oro , ma anche il poco era sempre meglio del niente che aveva adesso. In Municipio avrebbe dovuto occuparsi della biblioteca e di tutte quelle mansioni di consegna documenti, notifiche e controlli dai contadini per tenere a bada l'ufficio d'igiene . In pratica : il messo comunale. Non sarebbe stato un lavoro troppo impegnativo perché gli abitanti erano poco più di millecinquecento ,compresi gli anziani della casa di riposo, ma non vedeva l'ora di cominciare.
Via da casa per qualche ora e con altri pensieri in testa , si sentiva già libera e felice.
Non disse nulla ai famigliari, continuò ad occuparsi delle solite faccende e della festa che elettrizzava le sue figlie .
​Gina e Tania erano impegnate a decorare il pianterreno per farlo diventare un salone delle feste , Alan acconsentì a sistemare lo stereo e lei si occupò di cibo e bevande. Dopotutto ,in una festa la cosa più importante ,oltre alla musica ,è il cibo e tanta roba da bere.  Mancava la torta che fu il pomo della discordia per un paio di giorni . Chi la voleva cioccolato crema e panna, chi voleva la crostata di pasta sfoglia e frutta fresca con tanta crema pasticcera e chi voleva la meringata tutta panna. :- Visto che avete tutti poche idee ma ben confuse , mi occuperò io della torta . Fine della discussione.-
​Nessuno trovò di che obiettare. Per la cucina Elena aveva totale carta bianca perché erano tutti d'accordo che non avrebbero trovato di meglio.
Una sera mentre erano a cena , Eugenio comunicò in tono solenne :- Domani vado via . Più tardi preparo la valigia e domattina parto -
​:- E dove vai , di grazia ? - domandò sua moglie
​:- Ho deciso che è meglio per tutti se vado a vivere da mia mamma per un po' e poi vedrò cosa fare- I ragazzi lo guardavano attoniti  :- E perché te ne vai ? che ti abbiamo fatto ?  è per colpa nostra ?- le domande si accavallavano tra lo stupore generale 
:- Vado via solo perché ne ho abbastanza di stare qua. Mi sembrate una gabbia di matti ,fate amicizia con chiunque . Adesso pure un paio di negri e chissà che altro mi porterete in casa-
​I ''negri'' erano due compagni di scuola : Antony, che era stato adottato da piccolo e Hawa ,una studentessa, compagna di classe di Gina con la quale avevano un rapporto di affetto reciproco.
:- In questa casa - continuò Eugenio- sta entrando di tutto e non so dove andremo a finire, nessuno di voi ha un minimo senso del decoro . Non si può essere amici di tutti e frequentare cani e porci. Devono esserci delle distinzioni , perché voi due non avete fatto amicizia con i figli dell'industriale o con quelli dell'architetto o del farmacista ? No ,mai il meglio ,per voi sempre  tutti gli straccioni .- 
​:- Papà , sei ingiusto , perché vedi sempre tutto negativo . Dei ragazzi che hai citato ,almeno la metà si droga e gli altri si ubriacano . Noi non siamo così-
:- Quelli sono le famiglie più importanti del paese .
:- Sono la peggior specie di farabutti che esistano . Tali i padri e tali i figli e non voglio che le mie figlie finiscano nella malavita .- replicò Elena duramente. :- Se vuoi andare vai ,tanto una volta che  hai deciso non ti ferma più nessuno . Come hai intenzione di lasciarci ,senza un soldo ? - 
​:- State tranquilli ,riceverete tutti i mesi un assegno e penserò al vostro mantenimento come sempre. E con questo la discussione è chiusa . Se avete domande da fare venite di là in camera, ma uno alla volta.
Tutti e tre andarono a chiedergli chiarimenti  e a tutti  e tre rispose che era una decisione maturata da tempo . Solo Elena non chiese ulteriori spiegazioni . Voleva andare : ebbene che andasse pure. Si sentiva quasi sollevata, non avrebbe più sentito addosso  il suo sguardo accusatorio ,non si sarebbe più sentita in colpa per cose che non aveva fatto . Sarebbe stata libera. Libera di respirare. Finalmente.
Il mattino successivo lui salutò i figli con un abbraccio e un bacio sulla guancia e gratificò lei di una stretta di mano . Uscì dal cancello e dalla loro vita.

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