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Poesie di Francesca Lo Bue

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  • Il sogno della luce
     
    Per essere lontano dai giorni dell’indeterminazione
    vennero i giorni della grotta.
    Salì il leone della vita,
    fu di nuovo nebbia indeterminata,
    e il corvo nero assunse il marciume della palude.
    Finché si pose una pace di terra dura,
    come una colomba bianca nella ramaglia bruna.
    Il sole fu secco e l’acqua fertile,
    fu aroma di passione e cammini,
    salì la Pietra dagli incensi.
    Fu notte e fu giorno,
    il pane fu tenero,
    la luce sogna e la luna canta lontana…
     
    La città mi chiama per una torre,
    per essere qui dov’è il fiume,
    i nostri nomi e il fuoco intenso delle mani.
    Rimasi muto e sbocciò una ruota multipla,
    fuggì dalla città confusa e dalla casa inquieta.
    Il cipresso mi darà la sua ombra,
    mi ascolteranno i pini della distanza,
    porteranno il canto delle armonie lontane.

    El sueño de la luz
     
    Para estar lejos de los días de la indeterminación
    vinieron los días de la gruta.
    Subió el león de la vida,
    y fue de nuevo niebla indeterminada,
    y el cuervo negro asumió la podredumbre del pantano.
    Hasta que se dió una paz de tierra firme,
    como una paloma blanca en el ramaje bruno.
    El sol fue seco y el agua fértil,
    fue aroma de pasión y caminos,
    subió la Piedra del incienso.
    Fue noche y fue día,
    el pan fue tierno,
    la luz sueña y la luna canta lejana...
     
    La ciudad me llama para una torre,
    para estar aquí donde hay un río,
    nuestros nombres y el fuego intenso de las manos.
    Me quedé mudo y brotó una rueda múltiple,
    huí de la ciudad confusa y de la casa inquieta.
    El ciprés me dará su sombra,
    me escucharán los pinos de la distancia,
    traerán el canto de las armonías lejanas.

  • 18 giugno alle ore 13:44
    Il libro oscuro/El libro oscuro

    Il libro oscuro

    Il Tuo libro è oscuro come il sole meridiano,
    come il raggio di stelle notturne.
    Dove mi porteranno le ali del Libro?
    Tra le vie impietrate del foro,
    nella bianchezza del Tuo volto,
    quando il giorno ci saluta.
    Fulge l’anima dei giorni nel Tuo sedile ancestrale.
    Grazie, Padre dalla lontananza;
    da te caddero gocce di sillabe e lettere,
    il libro oscuro della Poesia.
    Con il libro della Conoscenza andrò per strade impervie,
    nella notte,
    alla dimora dove ardono i ceppi del focolare.
     

    El libro oscuro
     
    Tu libro es oscuro como el sol meridiano,
    como el rayo de las estrellas nocturnas.
    ¿Dónde me llevarán sus alas?
    Entre las plazas hostiles del foro,
    a la blancura de Tu rostro,
    cuando el día nos saluda.
    Fulge el alma de los días en Tu asiento ancestral.
    Gracias, Padre de la lejanía,
    de ti caen gotas de sílabas y letras,
    el libro oscuro de la Poesía.
    Con el libro del conocimiento iré por sendas escarpadas,
    en la noche,
    a la morada donde arden las ascuas del hogar.

    La poesia di Francesca Lo Bue
    Prof. Riccardo Campa
     
    La sua poesia si distingue per una raffinata veste stilistica in un compendio di allusioni e di suggestioni estraneo a qualsiasi discorso logico, preferendo costruzioni complesse e oscure di immagini e di analogie. E' un'ulteriore fase dell'esperienza lirica del frammento che si approssima, nelle testimonianza contemporanee, all'ermetismo, suffragata da chiari intenti esplicativi dell'inquietudine contemporanea.
    E' il cuaderno del destierro, è un memoriale risolto in una favola dello spazio abitato dalle stimmate dell'atavismo ancestrale. La lingua perpetua nelle immagini dissociate dall'immaginazione, la carsica intensità dell'esilio involontario, nel quale si perpetuano le angosciose perlustrazioni dell'intensità istintiva e immemoriale.
    L'essere in più luoghi, predittivi della traversata, è una contingenza che soltanto la parola riesce a decifrare. Diverse modulazioni e variazioni dei registri espressivi connotano le forme poetiche mediante gli aforismi, gli epigrammi, la reiterazione e la brevità.
    L'intemperanza esistenziale si esplica nella naturalezza sensuale e animica. L'artificio verbale consente di intravedere la geografia sentimentale di un'esperienza tumefatta dall'inganno.
    Le complesse relazioni che la poesia instaura con i registri espressivi, si estendono dallo sconcerto all'elogio.

    Un esteso poema frammentario trascende le implicazioni riflessivi, parti della propensione dell'essere nella sua rorida possibilità espressiva.

     

  • 08 maggio alle ore 9:34
    l'eroe- el héroe

    L’eroe

    Il prode s’accinge verso la montagna,
    cingendo la spada d’ossidiana
    percorre il sentiero verso il sole.
    Si ferma nel cuore del prode
    l’eco delle guerre di là dai margini della terra.
    Raggiungerà gli atri degli aurei baluardi,
    chiederà misericordia per gli scampati,
    sgomenti e nudi con l’enigma del suono.
    La montagna del sole ascolta
    il ritmo triste del canto dei confini,
    porta debiti di gratitudini,
    cambiali di malattie e bocche in oblio.
    Grida di fetide prigioni e brusio di ladri
    che sotterrano i tesori delle anime.
    Il prode porterà le lucerne nel cammino scosceso.

    C’era un uomo che scendeva da lontano.
    All’imbrunire, con utensili e buoi,
    portava una domanda nel cuore,
    una tristezza nella bocca sigillata.

    El héroe

    El héroe se acerca la montaña
    embrazando una espada de piedra.
    Recorre el sendero hacia el sol.
    Se detiene en el corazón del héroe
    el eco de las guerras de allende los confines de la tierra.
    Alcanzará los atrios de los áureos baluartes,
    impetrará misericordia para los náufragos,
    terrorizados, desnudos por el enigma de los truenos.
    La montaña del sol escucha
    el ritmo triste del canto de los confinados.
    Lleva deudas de gratitud,
    pagarés de enfermedades y bocas cerradas por el olvido.
    Gritos de fétidas prisiones y rechinar de ladrones
    que entierran el tesoro de las almas.
    El héroe llevará lucernas para el camino abrupto.

    Había un hombre que descendía de lejos;
    al anochecer, con utensilios y bueyes
    traía una pregunta en el corazón,
    una tristeza en la boca sigilada.
     

  • Illusione

    Sono calici di sale,
    scendono goccia a goccia
    approdando alla palude del derelitto.
    Implorano  alle porte del cielo,
    alle soglie dell’anima.
    Chiamano per la vita, per il cuore che non vedono.
    Il calice dilegua in nostalgia e desiderio,
    di nuovo si alzano le maschere
    e le consola un’illusione nel paramo giallastro.

    Nel fluire degli attimi
    sfolgorano ebbre le ramaglie.
    Dentro vi è Qualcuno, fuori guerra e terrore.

    Ilusión

    Son cálices de sal,
    descienden gota a gota,
    desembocan en el pantano del desamparado.
    Imploran a las puertas del cielo,
    golpean en los umbrales del alma.
    Llaman por la vida y por el corazón que no se ve.
    Pero el cáliz anega en nostalgia y deseo,
    de nuevo se levantan las máscaras,
    las consuela un ilusión en el páramo amarillento. 

    En el fluir de los instantes
    deslumbran ebrios los ramajes,
    adentro hay Alguien, afuera guerra y terror.

     

  • 01 aprile alle ore 8:25
    Oceano/Océano

    Oceano
     
    Pietà.
    Pietà per portare armonie e nomi a Lui, l’oceano.
    Le onde del caos s’infervorano nella notte,
    piove distanza perchè non vi sia oblio di parole.
    Il silenzio cala dalle tende dell’aria,
    s’arroventano le palpebre,
    è secca la bocca ansimante,
    il viso tace pallido.
    I teschi hanno occhi brillanti nella bocca di pietra,
    per essere pastori di suoni antichi nella terra silenziata.
    S’adombrano i meli
    dov’è il tuo occhio mite?
    E fu Eco,
    la scala accesa che accompagna i passi fragili.
     
     
     
    Océano
     
    Piedad.
    Piedad por traer armonías y nombres hacia él, el océano.
    Las ondas del caos se enfervorecen en la noche,
    llueve distancia para que no haya olvido de palabras.
    Baja silencio desde los campanarios del aire,
    arden los párpados,
    está seca la boca ahelante
    y el rostro pálido está callado.
    Las calaveras tienen ojos brillantes en la boca de piedra,
    para ser pastor de sonidos antiguos en la tierra silenciada.
    Se ensombrecen los manzanos,
    ¿dónde está tu ojo manso?
    Y fue el Eco,
    la escalera encendida que acompaña los pasos frágiles.

  • 24 febbraio alle ore 11:49
    Artemidoro

    Artemidoro

    Risuonano i canti delle fate
    mentre i platani tessono i venti
    e i tuoni cercano la casa dell’oracolo.
    Pith, sveglia nella radura della roccia,
    vede un ora del Tutto,
    dell’Io sconosciuto.
    Lei chiama al sole quieto delle ore
    fra i passi fuggenti di cammini perduti
    e il sussurro di turbinii lontani.
    Sarà una Pietra l’apice del respiro
    mentre spaura il peso dell’esilio?
    Che sia germoglio di fenice,
    che sia catena aurea,
    che sia il Nome,
    il nome dell’Uno.
     
    A Te che ami il respiro sacrificale
    la freccia del tuo amore nutra il sangue.
     
     

    Artemidoro

    Resuenan cantos de hadas,
    mientras los plátanos tejen los vientos
    y los truenos cercan la casa del oráculo.
    Pith está despierto en un requiebro de la cueva,
    ve una hora del Todo,
    del Yo desconocido.
    Ella llama en el sol quieto de las horas
    entre los pasos huyentes de caminos perdidos
    y el sibilante huracán lejano.
    ¿Será una piedra el ápice de la respiración
    mientras aterra el peso del exilio?
    Que sea gérmen de fénix,
    que sea cadena áurea,
    que sea el Nombre,
    el nombre del Uno.
     
    A Ti que amas el respiro sacrificador
    la flecha de tu amor nutra la sangre.

  • Il sole e i semi
     
    Terra muta e seme livido in solchi spezzati,
    casa silente che apre porte all’infinito,
    ai lavori, all’andare errante
    e alla pena del sogno sconosciuto.
    Sole-Padre,
    ubiquità di silenzio.
    Perspicace cerchi le soglie degli antri
    che aspettano fra ossari ciechi di calce.
    Perché si erigano torri
    e s’alzino legni in croce.
    Croci di tradimento
    e nozze di tormento e passione.
    Perché un grido s’alzi dal cuore palpitante
    e un fiume scorra dal cuore stanco.
    Perché un salmo di quiete verde
    aliti nelle bocche mute
    e ammanti i torsi straziati.
     
    Costruire il libro errante…
    germina nella pienezza dei salmi della sera,
    fra l’aria dei giorni disfatti.

    El sol y la semilla

     
    Tierra muda y semilla lívida en los surcos despedazados,
    casa silente que abre puertas al infinito,
    a las faenas, al andar errante,
    y a la pena del ensueño desconocido.
    Sol-Padre,
    perspicaz buscador de umbrales,
    y de cavidades expectantes entre desgarros de huesos y cenizas,
    en las covachas ciegas de cal.
    Para que se alzen torres,
    y se levanten maderos en cruz,
    cruces de traición,
    y bodas de tormento y pasión,
    para que un grito se levante
    y un río fluya del corazón estremecido.
    Para que un salmo de quietud
    aliente en las bocas mudas
    y cobije los torsos desgarrados.
     
    Construir el libro errante...
    germina en la plenitud de los salmos de la tarde,
    en el aire de los días deshechos...
     

  • 09 febbraio alle ore 9:13
    Burocrazia/Burocracia

    Burocrazia

    Quando sei altrove sei in prigionia,
    stai su un cippo e un dolmen adornato,
    su case con iscrizioni,
    su minuziosi censi e mucchi di carta stampata.
    Nella terra della prigionia sei tramite,
    muovi le pedine dei sogni altrui
    fra labirinti di amori confusi
    e sottili ostilità variegate.
    A quando un ardore illustre di acque limpide?
    A quando cuori spogli
    che guardino gli orizzonti fra spazi di nulla?
    Fino a quando i balocchi inceneriti
    nei fuochi fatui della terra?
    Quando esulteranno, libere, le colombe dell’aldilà.

    Sempre ci sarà un fuoco a bruciare nei roveti.
     
    Burocracia
     
    Cuando estás en otra parte estás como en prisión,
    estás en un cipo y en un dolmen adornado,
    en casas con chapas inscriptas,
    sobre minuciosos censos y montones de papel impreso.
    En la tierra eres una tramitación,
    alfil de los sueños ajenos,
    entre laberintos de amores confusos
    y sutiles y variadas hostilidades.
    ¿Para cuándo un ardor ilustre de aguas límpidas?
    ¿Cuándo corazones desnudos
    que miren el horizonte entre espacios de nada?
    ¿Hasta cuándo títeres incinerados
    en los fuegos fatuos de la tierra?
    ¿Cuándo la exultación de las palomas libres del más allá?
     
    Siempre habrá una llama que quemará las espinas.

  • Il registro interiore

    Colpevole di un capriccioso desiderio?
    Indistinta colpa di un altro?
    Portar l’eco di una chiamata arcana?
    Fatalità Strana che si annida nei balocchi viventi?
    Bere latte di pena ieratica in neri calici chiazzati
    Annullerà il tuo vento di speranza?
    E le illusioni di usci aperti?
    Perché un registro ammantato – denso pesce avaro
    Ti cancellerà per i giochi, i lavori e le malizie altrui.
    Interiorità sola con la voce sommessa, flebile
    Per il cantico puro del deserto!
    Fra le ombre chiare della tua pace inquieta
    a decifrare il nascosto crittogramma fuggente,
    ammaliato fra le brume della nostalgia rannicchiata.
    Si, col mio odio blando,
    col le mie colpe ebbre,
    Quella di non sfiorare, di non avere  ciò  che m’appartiene.
     
    El  registro de adentro 

    ¿Culpable de un  capricioso desear?
    ¿Indistinta culpa de otro?
    ¿Llevar el eco de una llamada arcana?
    ¿ Lo Fatal extraño que se anida en los muñecos vivientes?
    Beber leche de pena hierática en negros cálices  veteados de oro
    ¿Anulará tu viento de esperanza?
    ¿Y las ilusiones de horizontes risueños?
    Porque ese registro acurrucado-  denso pez  avariento
    te borrar á para los juegos, las faenas y las malicias de los otros
    y asì adentro  y solo con tu sumisa  leve voz
    -para el cántico puro del desierto.
    Entre la sombras claras de la paz inquieta
    a descifrar tu escondidocriptograma huyente,
    hechizado, entre las brumas de la nostalgia agazapada.
    Sí, con tu odio blando,
    Sí, con mis aguas de culpa ebria,
    la de no asir, la de no tener lo que me pertenece.

  • 27 dicembre 2021 alle ore 11:12
    La prigione/La prisión

    La prigione

    Sentinella di una fortezza nera,
    nel crepuscolo dei giorni,
    un vento gelido colpiva le rocce dello strapiombo.
    I maghi invisibili porgevano messaggi infidi di pena.
    Strariparono i venti quando un angelo invisibile
    tese le mani verso la pietra malata.
    Il vento nero usciva dal villaggio corroso e non si fermava,
    cercava un sedile per spogliarsi del suo turbine vanesio
    e appuntava, appuntava verso loschi quaderni fuggenti.
    Siede l’angelo annerito nella solitudine della pietra,
    aspetta il fascio argentato dall’altezza impalpabile.
    Vinto l’oblio del villaggio,
    l’incantata rosa di angustie frantumava
    e franava l’acqua aggrumata di sale e silenzio.
     

    La prisión
     
    Sentinela de una fortaleza negra
    en el crepúsculo de los días,
    un viento helado golpeaba las rocas de los acantilados.
    Los magos invisibles alcanzaban mensajes infidentes de pena.
    Se desbordaban los vientos cuando un ángel invisible
    tendió las manos hacia la piedra enferma.
    El viento negro salía de la aldea corroída y no se detenía,
    buscaba un asiento para desnudarse de su turbulencia vana...
    y apuntaba en confusos cuadernos huyentes.
    Se sienta el ángel pardo en la soledad de la piedra,
    espera un haz plateado desde alguna altura impalpable.
    Vencido el olvido de la aldea,
    el hechizo de la rosa de las angustias se despedazaba
    y se derrumbaba el agua grumosa de sal y silencio.

  • 12 novembre 2021 alle ore 11:12
    Le campane/Las campanas

    Le campane
     
    Le campane portano la speranza dello ieri
    l’inquietudine dell’azzurro,
    la pace di un giorno che finisce.
    Sono sponde remote dove colpiscono le brezze,
    lingue d’oscurità nelle grucce del corpo.
    C’è un barlume di vento,
    arriva nel viso di Pan e Filomena.
    Anima oscura di silenzio,
    s’allontanano i tuoi piedi dal vento,
    un toro custodisce il verde minerale.
     
    Le essenze arrivano dalle bocche dei letti sotterranei
    con fogliame di spade.
     
     

    Las campanas
     
    Las campanas traen la esperanza del ayer,
    la inquietud del azul,
    la paz del día que fenece.
    Son orillas remotas donde golpean las brisas,
    lenguas de oscuridad que vivifican el cuerpo.
    Hay un reflejo de viento,
    llega en la faz di Pan y Filomena.
    Alma oscura de silencio,
    se alejan tus pasos del viento.
    Un toro custodia el verde mineral.
     
    Las esencias están abajo,
    llegan de las bocas del lecho subterráneo
    con hojarasca de espadas.

  • 12 ottobre 2021 alle ore 14:04
    Alta marea/Alta marea

    Alta marea
     
    Terrore della cattiveria,
    di congiure e invidie, di malintesi e colpe,
    gli espropri della povertà.
    Solitudine,
    silenzi di passi e accenni di perdono,
    fuochi fatui di cenere estinta.
    Forse vi saranno giardini rigogliosi,
    per Te,
    che sei rosa purpurea e millefiori dei prati.
    Mi darai i nomi,
    arriverò a conoscere abbracciando le querce,
    nominando il tuo paradiso.
     
    Soavità di pula fuggente,
    scia di baleno assetato.
    Da chi nacqui nell’alta marea dell’istante?
     
     
     
    Alta marea
     
    Terror de la maldad,
    de conjuras y envidias, de malentendidos y culpas.
    Soledad,
    los expropios de la pobreza.
    Silencio de pasos y señales de perdón,
    fuegos fatuos de ceniza extinta.
    Quizás serán jardines frondosos,
    por Ti,
    que eres rosa purpúrea y tomillo de los prados.
    Me darás los nombres,
    te conoceré abrazando los robles,
    nombrando tu paraíso.
     
    Suavidad de tamo huyente,
    estela de iris sediento.
    ¿De quién nací en la alta marea del instante?
     

  • 17 settembre 2021 alle ore 10:49
    Le porte azzurre/Las puertas azules

    Le porte azzurre

    Colomba,
    dal giaciglio della sera pregavi l’ascolto,
    il sole del mattino che imporpora le ali smarrite.
    È buono il Trono del Re!
    Non scivolare nel pantano dei cuccioli spaventati,
    ricorda le porte azzurre lì dove precipita la folgore!
    Alza la voce verso il monte,
    verso la luce dell’arcobaleno.
    Non ascoltare il cordoglio dei cuccioli traviati,
    pensa all’inno sommesso del Trono di nuvole,
    pensa agli arcani delle parabole antiche.
    Lontano dalla generazione dei cuccioli ostinati,
    alzati, Colomba, dal ripudio delle greggi
    verso l’eredità del libro del Mistero.
     
    Dove i calici sonori?
    Dove si addormenta la stella mattutina.
     
     
    Las puertas azules
     
    Paloma,
    desde tu lecho, rogabas que te escuchase
    el sol de la mañana que empurpuraba tus alas extraviadas.
    ¡Es bueno el Trono del Rey!
    No resbales en el pantano de los cachorros terrorizados.
    ¡Recuerda las puertas azules, allí donde se precipita el relámpago!
    Alza tu voz hacia el monte,
    hacia el fulgor del arcoiris.
    No escuches el desamparo de los cachorros desviados,
    piensa al himno musitado en el Trono de nubes,
    piensa los arcanos de las parábolas antiguas.
    ¡Lejos de la generación de los cachorros obstinados!
    levántate, Paloma, en el repudio de la grey
    hacia la herencia del libro del Misterio.
     
    ¿Dónde los cálices sonoros?
    Donde se adormecen las estrellas mañaneras.

  • 11 settembre 2021 alle ore 19:50
    New York, 11 settembre 2001

    Un vado en el aire de polvo,
    un vado que corre sin huellas.
    Un vado de salvación y vida
    en el aire de piedra,
    en el aire blanco y hostil de delirio.
    Caen las luces en el aire de puntas tormentosas,
    en el delirio del aire seco.
    Es el sendero del abismo en el viento de fuego y polvo,
    en el aire procaz de piedra,
    entre canales de sangre, centellas de muerte y trompetas enloquecidas.
    Fugaz anhelo de vida volverás,
    volverás entre las derechas casas de hierro y vidrio,
    en la blancura de los senderos zigzagueantes de limo, roca y polvo.
    Fue el Diluvio de flechas ígneas
    y Dios se escondió en el velamen de humo.

    Un guado nell'aria di polvere,
    un guado che cammina senza impronte.
    Un guado di salvezza e vita nell'aria di pietra,
    nell'aria bianca e ostile del delirio.
    Ansimavano le luci nell'aria di punte tormentose,
    nel delirio dell'aria secca.
    È il sentiero dell'abisso nel vento di fuoco e polvere,
    nell'aria tenace di pietra,
    fra canali di sangue, scintille di morte e trombe impazzite.
    Fugace anelito di vita tornerai.
    Tornerai fra le dritte case di ferro e vetro,
    nel biancore dei sentieri zigzaganti di limo, roccia e polvere.
    Fu il Diluvio di schegge infuocate
    e Dio si nascose nel velame del fumo.

  • 04 agosto 2021 alle ore 9:42
    L’estate/El verano

    L’estate

    S’affaccia il gallo alla stella spettante,

    s’aprono dal carcere le porte della salute,

    l’acqua si stende per campi e frutteti.

    Il seme si raccoglie e la tua città è vita.

    M’inchino quando leggo il tuo nome

    che mi guida nei segni delle strade.

    Amo la tua invisibilità che m’adocchia e fugge divertita.

    L’ho messa nel mio cuore,

    nel mio cuore fragile,

    come rametto di corallo.

    Mi guiderà la scia rossa tra le genti della città cerulea,

    tra i giorni rinati dell’estate iniziale.

     

     

    El verano

    Se asoma el gallo a la estrella expectante,

    se abren de la prisión las puertas de la salud,

    el agua se derrama por los campos frutales,

    semillas se recogen y en tu ciudad hay vida.

    Me inclino cuando leo tu nombre

    que me guía en las señales de las calles.

    Amo tu invisibilidad que me escudriña y huye divertida

    Lo he puesto en mi corazón,

    en mi frágil corazón,

    como ramito de coral.

    Me guiará su estela roja entre las gentes de la ciudad cerúlea

    entre los días primeros del verano naciente.

  • 16 luglio 2021 alle ore 11:00
    Scala di carne/Escalera de carne

    Scala di carne

    Potenza di parola,
    soltanto la tua immagine posso richiamare.
    Non conosco le tue iniziali,
    silenziosa verità di gemme infantili
    e percorsi d’acqua,
    di barlumi che si spandono nella terra bruna.
    Voglio la strada migliore,
    la trasfigurazione,
    rivivere i capitoli del Libro Assoluto.
    Con le parole aride di deserto
    voglio giungere alla casa.
    Alla casa che è una,
    che è tua,
    che è di fede, di pane e di supplica.
    Possa io salire con la mia scala di carne e afflizione.

    Si sveglia lo scriba,
    si siede nella linea del cuore.
     

    Escalera de carne

    Fuerza de la palabra,
    solamente puedo llamar tu imagen.
    No conozco tu inicial,
    silenciosa verdad de ecos infantiles,
    y de avenidas de agua,
    de vislumbres que se expanden en la tierra bruna.
    Quiero la vía perfecta,
    la transfiguración,
    revivir los capítulos del libro Absoluto.
    Con las palabras áridas de desierto
    quiero llegar a la casa
    a la casa que es una,
    que es tuya,
    que es de fe, de pan y de súplica.
    Pueda subir con mi escalera de carne y aflicción.
     
    Se despierta el escriba,
    se sienta en las líneas del corazón.

  • 07 luglio 2021 alle ore 9:55
    Visionario/Visiones

    Visionario

    Essere di quelli, gli amanti,
    e quando è sera salire verso l’isola ferita.
    Il cuore attende la via,
    la ragione che dà giustizia agli eventi.
    Vedrò la bilancia e il suo ago fermo,
    vedrò angeli sapienti spargere agli dèi,
    tra venti maestosi, fogli di papiro e pergamene.
    Lazzaro e il ladrone vivranno,
    apparirà Babele e i suoi canti dispersi.
    Nella cuspide del pungiglione assetato,
    senza orizzonti di lande né tuniche di nuvole,
    ci sarà la visione del Trono superbo
    e dalle montagne del Sud cadranno le dieci pagine.
     
    A che la riga breve del destino?
    L’insulto della vanagloria raccoglierà gli allori
    delle maschere racchiuse.
     

    Visiones
     
    Ser de aquéllos, los amantes,
    y cuando es de noche subir hacia la isla herida.
    El corazón espera el camino,
    la razón que da justicia a los acontecimientos.
    Veré la balanza y su fiel quieto,
    veré los ángeles sabios distribuir a los dioses,
    entre los vientos majestuosos hojas de papiro y pergaminos.
    Lázaro y el ladrón vivirán,
    aparecerá Babel y sus cantos dispersos.
    Y en la cúspide del aguijón sediento
    sin horizonte de landas ni túnicas de nubes
    será la visión de un Trono soberbio
    y de las montañas del Sud caerán las diez páginas.
     
    ¿Para qué la linea breve del destino?
    El insulto de la vanagloria recogerá los laureles
    de las máscaras encerradas.

  • 15 giugno 2021 alle ore 13:16
    Il lago della stella/El lago de la Estrella

    Il lago della stella
    Ogni cosa mi indica Te.
    Voglio andare,
    lontano da balocchi e miraggi di incroci,
    alla ricerca del lago della Stella,
    verso una fontana di freschezza perenne.
    E tu ti avvicinerai,
    e sarò madre di frutti,
    madre del Libro delle Arti,
    giardino senza nome.
    E sarò pena dimezzata,
    guardiano dalle labbra sigillate.
     
    Si disegna la tua eredità in un pozzo
    di lontananza e sogno.
     
    El lago de la Estrella
    Cada cosa Te muestra.
    Quiero ir,
    lejos de marionetas y espejismos de encrucijadas,
    a la búsqueda del lago de la Estrella,
    hacia una fuente de frescura perenne.
    Y tú te acercarás,
    y seré madre de frutos,
    Madre del libro de las Artes,
    jardín sin nombre.
    Y mi pena se reducirá,
    guardián de labios sellados.
     
    Se dibuja tu heredad en un hoyo
    de lejanía y sueño.

  • 24 maggio 2021 alle ore 9:28
    Cicatrice/Cicatriz

    Cicatrice
     
    Pianto ancestrale,
    pianto che sboccia da un rivo
    gravido di confusione e ignoto.
    Pianto che è incertezza.
    Di che? Della marginalità.
    Questa tinge la storia,
    acqua spessa che chiama il regno primordiale.
    Le acque della marginalità nutrono l’uomo,
    e l’annullano,
    mentre l’esistere si esprime amaro nel grido isolato,
    nel pianto dispettoso,
    nella pietà violenta di una poesia grave.
    È individualismo sanguinante,
    preghiera vuota di speranze crudeli.
    È lo sguardo metaforico degli abissi,
    ordine confuso del caos.
    Si illuminano di voci le oscurità,
    in legioni scivolano onde fantasmagoriche,
    dolore di legno fragile.
    Nei sotterranei della passione
    le acque si sfaldano in fumo,
    quando la clessidra non appaga l’ansia dei giorni,
    covando nella plaga del cuore i suoi frutti melmosi.
    Nel ghigno implacabile di Lui
    la passione delle aspettative è la cicatrice della Freddezza.
    Solitudine per solitudine,
    per essere segreti a sé stessi
    fra pensieri insondabili.
     
    Fermai i miei passi alla tua casa,
     nel fulgore di oscurità addormentate.
     
     
    Cicatriz
     
    Llanto ancestral
    preñado de confusión, piedra ignota.
    Llanto que brota de una fuente.
    ¿Cuál? De la marginalidad. Ésta tiñe la historia,
    agua espesa que llama el reino primordial.
    Las aguas de la marginalidad nutren el hombre.
    y lo anulan.
    mientras el existir se expresa amargo
    en el grito aislado, en el llanto rencoroso.
    Es un individualismo herido,
    suplicar vacío de esperanzas crueles,
    es la piedad violenta de una poesía densa.
    Es la mirada metafórica de los abismos,
    orden confuso del caos.
    Se iluminan de voces las oscuridades
    en tropel se deslizan ondas fanfasmagóricas,
     dolor de madera frágil.
    En los subterráneos de la pasión l
    as aquas se desquician en humo,
    cuando la clepsidra no apaga el ansia de los días,
    incubando en la plaga del corazón sus frutos pantanosos.
    En la mueca implacable de Él,
    la pasión de las aspectativas es la cicatriz de la Frialdad.
    Soledad por soledad,
    para permanecer secretos a si mismos
    entre pensamientos insondables.
     
    Detuve mis pasos en tu casa,
     en el fulgor de oscuridades adormecidas.

  • Lo sconosciuto
     
    Qualcuno s’offende e lavora nel sottosuolo, nelle fenditure delle caverne.
    Qualcuno decreta e dice no.
    Qualcuno impone la legge segreta.
    Si smuovono le acque profonde e le rocce burlone.
    Si posano le isole,
    e la carne, con la sua gravezza e il suo istinto taciturno,
    mentre le sue voci di stella guidano le aquile annottate.
    Si colora il pietrame.
    Qualcuno possiede una bussola silente e i numeri dell’orologio.
    Qualcuno possiede il sí e il no e l’adesso
    nell’universo di cartone screziato.
    Sempre c’e qualcuno che non dimentica,
    che pesa, misura e numera.
    Sempre qualcuno si sorprende e guarda quieto,
    indovina e sogna come la colomba del vecchio ulivo.
    E sogna il sogno dei tuoi occhi rigati d’oro.
     
    In questa terra di passi affrettati
    …di segrete voci sconosciute fra foglie fuggiasche.

    ¿Quién es?
     
    Alguien trabaja en el subsuelo, entre las grietas de las cavernas,
    alguien decreta y dice no.
    Alguien impone la ley secreta.
    Se mueven las rocas burlonas y las aguas profundas.
    Se posan las islas.
    Y la carne con su gravedad y su instinto enajenado,
    mientras sus voces de estrella guían las àguilas anochecidas.
    Se colorean los guijarros.
    Alguien posee una brújula silente y los números del reloj.
    Alguien posee el sí y el no y el ahora
    en el universo de cartón hendido.
    Siempre hay alguien que no se olvida,
    que pesa, mide y numerifica.
    Siempre alguien se asombra,
    adivina y sueña como la paloma grisàsea del viejo olivo,
    y sueña el sueño de tus ojos manchados de oro.
     
    En esta tierra de pasos apresurados,
    …de secretas voces desconocidas entre hojas huidizas...

  • 12 aprile 2021 alle ore 8:37
    ALFABETO

    B
     
    Bacerò una pietra nel cammino della luna,
    bellezza cercando in un precetto di giustizia.
    Benedico il trascorrere enigmatico,
    braccio tenace di pietà,
    bocca di tenerezza,
    bacchetta magica di bene sotto una
    babele di ferro e deliri di corvi e serpi. È
    bizzarro il tuo silenzio onnipresente.

    Besaré una piedra que relumbra en el camino,
    bajan abrazos blancos de la luna grisácea,
    busco los preceptos de tu Justicia velada.
    Bendices el transcurrir enigmático,
    brazo tenaz de piedad.
    Boca de ternura.
    Brote de bien y belleza,
    bajo puertas de hierro y cuervos y sierpes.
     
     

  • Mi lasciasti, Gesù dei dolori

    Polvere aggrumata scende da serrati respiri…
    Là, fra legni incrociati,
    clamori scarlatti e la scia argentata della luna guidano i miei passi.
    E’ mezzanotte,
    e fra la bruna nuvolaglia le punte d’oro delle lance imperiali rilucono.
    Sudori inzuppano gli angoli dell’alimento, del gioco e del sonno.
    Si tinsero di oro sporco le veste strappate,
    rimasero vuote le coppe e gli scudi di stagno.
    Solo l’urraca vigila fra i bastoni caduti e le spade macchiate
    della collina arida di ossa calcinate…
    Respiro nero di nulla e pozzo di sparizione.
    Fuggì il Signore piagato e mite.
    E furono labirinti di neve e mura di ghiaccio,
    ingrate piogge e tripli tradimenti,
    alitare di burle e afferrare di mani.
    Te ne sei andato, Maestro triste e scalzo,
    e rimasero impresse le orme dei rettili rannicchiati fra i cipressi
    e coaguli di funghi grigiastri.
    Sono sola nella notte senza torce
    e corro e chiamo e cerco e guardo
    e ti trovo, Maestro nuovo, puro e infinito.
    Nella pietra bianca
    te ne sei andato col tuo rosso cuore di cielo,
    e mi lasciasti la tua pietà e la tua speranza azzurra,
    le soglie aperte dell’infinito glorioso,
    le voci dell’eternità fra le mie dita tremanti.
     
     
    Me dejaste, Jesús de los Dolores

    Polvo mojado desciende de cuajados respiros...
    Allá, entre postes encrucijados,
    clamores escarlatas y el reguero plateado de la luna guían mis pasos.
    Es medianoche,
    y entre pardos nubarrones las puntas de oro de las lanzas imperiales relucen.
    Sudores empapan los rincones del alimento, del juego, del sueño.
    Se tiñeron de oro sucio las vestiduras rotas,
    se quedaron vacías las copas y los escudos de estaño.
    Sólo la urraca vigila entre bastones caídos y espadas manchadas,
    de la colina yerma de huesos calcinados,
    respiro negro de nada y pozo de desaparición.
    Huyó el Señor manso, llagado.
    Y fueron laberintos de nieve y muros de hielo,
    ingratas lluvias y triples traiciones,
    aliento de burlas y ademanes atrapadores.
    Y te fuiste , maestro triste y descalzo.
    Y se quedaron marcadas las huellas de reptiles agazapados, entre los cipreses
    y coàgulos de hongos cenicientos.
    Estoy sola en la noche sin antorchas,
    corro y llamo, busco y miro y
    te encuentro, Maestro nuevo, puro e infinito.
    En la piedra blanca
    te fuiste con tu rojo corazón de cielo,
    y me dejaste tu piedad y tu esperanza azul,
    los umbrales abiertos del infinito glorioso,
    y las voces de la eternidad, entre mis dedos temblorosos.

  • 25 marzo 2021 alle ore 15:41
    Per il compleanno di Venezia (25 marzo)

    Venezia

    Pallida Venezia,
    opalescenza di stelle e riverbero di plenilunio,
    le tue ogive portano al delirio dell’Infinito.
    Quale destino?
    Il naviglio che scende nel labirinto del sangue,
    lontana armonia nel suono spezzato delle acque.
    C’è una lagrima di brina,
    c’è Medea che chiama tra muraglie di piombo
    mentre lo straniero mangia acini d’argento
    negli occhi d’ambra della sera.
    Spume antiche mi portano alle tue soglie
    fra tabernacoli d’incenso
    e incavi di mosaici incantati.
    Venezia, libro di viaggi,
    fra i tuoi ponti il cigno
    nel ventaglio delle onde.
    Venezia, sentiero di cielo,
    tepore di lucignolo fra labirinti profumati di luce.
    Ombra di fuoco perenne, la tua anima è rimembranza,
    il tuo aroma finitudine di vita e pena purpurea.
    Nelle tue maschere,
    la pena ancestrale del mio viso.

    Venecia

    Pálida Venecia,
    opalescencia de estrellas y reverberar de plenilunio,
    tus ojivas se abren al delirio del infinito.
    ¿Cuál destino?
    El bajel que desciende en el vorticar de la sangre,
    lejana armonía en el sonido despedazado de las aguas.
    Hay una lágrima de escarcha,
    está Medea entre murallas de plomo,
    mientras el extranjero bebe gotas de plata,
    entre los ojos de ámbar de la tarde.
    Espumas antiguas me traen a tus umbrales
    entre las aras de incienso
    y las honduras de los mosaicos encantados.
    Venecia, libro de viajes,
    entre tus puentes, el cisne
    se desliza en el abanico de las ondas.
    Venecia, sendero del cielo,
    tibieza de candil entre laberintos perfumados de luz.
    Sombra de fuego perenne, tu alma es remembranza,
    tu aroma finitud de vida y pena purpúrea.
    En tus máscaras,
    la pena ancestral de mi rostro.

  • 08 marzo 2021 alle ore 8:27
    Per la Giornata della Donna

    Lei

    Come prigioniero,
    coi muri intorno di case, di ferro
    niente si vede , niente si può
    Debbo liberarti piccolo uccello,
    soave bambina fragile sinuosa, aria che anela sospiri
    Bianca neve, e cenere e giorni
    dagli occhi di bruma
    dai modi di vento oscuro
    sono gialli i salici ed è aprile,
    sono gialli i salici ed è maggio
    Devi liberarti…devi andare al cielo
    devi andare a un cielo,
     dove c’è la terra e i passi
    C’è solo lo gnomo seduto,
     uno schiavo che mangia e piove!
    e aprile è giallo…
    Avvicinati Bianca di neve
     imprigionata di cenere
    Avvicinati agli usci incantati dell’aria
    Avvicinati all’atrio del cielo imprigionato
    Aprile è giallo,
    e maggio è lontano…
    Aspetta il prigioniero steso nel suo palpito
    aspetta che un baleno ferisca la nube
    e rompa il muro di calce
    e cada l’acqua senza rospi,
    un’acqua di pianura senza sole ferito.
    Il prigioniero aspetta nell’ululo spento, nell’aprile giallo
    Col cuore visse  di una Patria lontana, di un maggio sparito, di occhi senza risveglio.
    E il prigioniero visse dormiente nel ferro che scricchiola
    Il prigioniero visse nelle ore senza strade.
    Estàn amarillos los sauces y es abril
    Estàn amarillos los sauces y es mayo

  • 18 febbraio 2021 alle ore 9:51
    Il tempo da dimenticare/Tiempo para olvidar

    Il tempo da dimenticare
     
    Ore, ore che passano in lento incolore trascorrere.
    Ore della vita nuda e vorace,
    ore rimaste indietro opache, malvolute.
    Trascorrere dolente del tempo sprecato,
    senza carne di ricordo né brume nostalgiche.
    Ore del tempo tenebroso, minaccioso, ingannevole,
    ore che non torneranno né dovranno tornare!
    Ore del sangue fatidico e impudico,
    della antica fatica inutile.
    Ore del corpo distratto e piegato,
    ore senza niente,
    succo della vita spenta…
    ore che pregano per la propria morte.
     
    Stilla l’elemosina della luce dall’impeto di un segreto calice.
    Sogno lontano dove giocano la luna e le voci,
    con l’orizzonte muto del dolore nella macina dei giorni torbidi.
     
     
     
    Tiempo para olvidar
     
    Horas y horas que pasan en lento incolor transcurrir.
    Horas de la vida voraz,
    horas malqueridas del desleído transcurrir,
    sin carne de recuerdo, sin bruma de añoranzas.
    Horas del tiempo caliginoso, amenazante, engañador.
    ¡Horas que no volverán ni deberán volver!
    Horas de la sangre fatídica e impúdica,
    de la antigua fatiga inútil.
    Las horas del cuerpo distraído y doblado,
    horas sin nada,
    zumo de vida apagada...
    horas que claman la propia muerte y finitud.
     
    Gotea la limosna de la luz, ímpetu de un cáliz secreto.
    Visión lejana,
    donde juegan la luna y las voces con el horizonte mudo de dolor,
    cuando se machacan los días turbios.