username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Francesca Lo Bue

in archivio dal 05 mar 2011

Lercara Friddi - Italia

21 gennaio alle ore 8:51

Gilgamesh (Gilgamés ).

Gilgamesh

C’è un cacciatore nello squarcio dell’abisso,
piccona le stelle di una carne breve.
Il cacciatore affila le saette nel cuore
lanciando agguati di parole ardue,
congiure di echi e oblii.
Il cacciatore lancia segnali di congedo,
dice addio alle nubi cerulee e ai cedri lontani.
Nella terra inospitale suona il fuoco tribale,
ed è lontananza ed è infinito,
ruggine che scola e rimane.
Fra carezze di vento e aliti di caverne
c’è presagio di esilio e unità.
Per avere illusioni di vita
un figlio è venuto al mondo.

La rocca è nuda nel sonno degli obliati.

Gilgamés

Hay un cazador en una fisura de abismo,
picotea las estrellas de una carne breve.
El cazador afila las saetas del corazón,
lanzando emboscadas de palabras arduas,
conjuras de ecos y olvidos.
El cazador lanza señales de despedida,
dice adiós a las nubes cerúleas y a los cedros lejanos.
En la tierra inhóspita suena un fuego tribal,
y es lejanía y es infinito,
herrumbre que cuela y se queda.
Entre caricias de viento y aliento de cavernas
hay un presagio de exilio y de unidad única.
Para tener ilusión de vida
un hijo ha venido al mundo .

El dolmen está desnudo, es el sueño de los olvidados

Commenti
  • Nicolò Rempiccia Stupenda poesia ricca di immagini che richiamano sentimenti dimenticati. Grazie Francesca per queste emozioni che ci doni!

    21 gennaio alle ore 14:54


  • Anna Maria Conti Questa è una poesia antica e moderna al contempo. Viene recuperato Gilgamesh come simbolo dei nostri tempi. La sua ansia di caccia per territori vergini e sterminati è la nostra ansia di vivere. Stupenda la metafora delle stelle picconate. Ci riporta ai fasti della poesia decadente europea.

    21 gennaio alle ore 18:49


Accedi o registrati per lasciare un commento