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Autore

Francesca Lo Bue

in archivio dal 05 mar 2011

Lercara Friddi - Italia

05 novembre alle ore 9:16

Il melo (El manzano).

Il melo

I fiumi,
dalle spume di una limpida Oscurità,
scendono verso una terra greve di solitudini spezzate
e afflizioni di anatemi.
Si adombra la tensione nel desiderio,
anelito di un cuore ingombro di presagi.
Gli dei sono addormentati,
come colpire il silenzio?
Supplicando tenacemente all’aurora del giorno,
arrivando a quella sponda di pura familiarità
dove mele argentate spezzano la bramosia.
In silenzio vai chiamando passi di seta,
la brace dei ciliegi ti fa eco di giorno,
la notte risponde con abbracci di occhi calcinati.

Ed è passività, umiliazione di ossa umide.
E si sta fuori fra recinti di filo spinato,
la tua eternità si spezza e cade nei recinti dell’infinito.

El manzano

Los ríos,
de las espumas de una límpida Oscuridad,
descienden hacia una tierra grávida de soledades quebradas
y aflicciones de anatemas.
Se oscura la tensión en el deseo,
anhelo de un corazón apesadumbrado de presagios.
Los dioses se han dormido,
¿Cómo golpear el silencio?
Suplicando tenazmente a la aurora del día,
llegando a aquella ribera de pura familiaridad
donde las manzanas plateadas y los aromas sacian la brama.
En silencio vas llamando pasos de seda,
las brasas de los cerezos te hacen eco en el día,
y la noche responde con abrazos de ojos calcinados.

Y es pasividad, humillación de huesos húmedos,
y se está afuera entre cercos de alambres de púa,
tu eternidad se quiebra y cae entre los recintos dell' infinito

Commenti
  • Nicolò Rempiccia Poesia carica di sentimento, molto bella e malinconica. Grazie Francesca per queste emozioni che ci regali

    domenica alle ore 12:24


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