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Autore

Francesca Lo Bue

in archivio dal 05 mar 2011

Lercara Friddi - Italia

08 marzo alle ore 9:54

La fortezza - La fortaleza (nei giorni dell'emergenza)

La fortezza

Sentinella di una fortezza nera
nel crepuscolo dei giorni,
un vento gelido colpiva le rocce dello strapiombo.
I maghi invisibili porgevano messaggi infidi di pena.
Strariparono i venti quando un angelo invisibile
tese le mani verso la pietra malata.
Il vento nero usciva dal villaggio corroso e non si fermava,
cercava un sedile per spogliarsi del suo turbine vanesio
e appuntava, appuntava verso loschi quaderni fuggenti.
Siede l’angelo annerito nella solitudine della pietra,
aspetta il fascio argentato dall’altezza impalpabile.
Vinto l’oblio del villaggio,
l’incantata rosa di angustie frantumava
e franava l’acqua aggrumata di sale e silenzio.

La fortaleza

Sentinela de una fortaleza negra
en el crepúsculo de los días,
un viento helado golpeaba las rocas de los acantilados.
Los magos invisibles alcanzaban mensajes infidentes de pena.
Se desbordaban los vientos cuando un ángel invisible
tendió las manos hacia la piedra enferma.
El viento negro salía de la aldea corroída y no se detenía,
buscaba un asiento para desnudarse de su turbulencia vana
y apuntaba en confusos cuadernos huyentes.
Se sienta el ángel pardo en la soledad de la piedra,
espera un haz plateado desde alguna altura impalpable.
Vencido el olvido de la aldea,
el hechizo de la rosa de las angustias se despedazaba
y se derrumbaba el agua grumosa de sal y silencio.

 

Commenti
  • Anna Maria Conti Uno dei tanti penosi aspetti delle emergenze, che siano sanitarie o di altro tipo, è la conta di coloro che ne sono stati colpiti. In questi giorni si attendono le 18 per conoscere l'ultimo agghiacciante bollettino. Qui, poeticamente "il vento nero...appuntava su LOSCHI quaderni neri...". Il "villaggio corroso" ricorda la Orano della Peste di Camus, una comune cittadina devastata da un bacillo invisibile (oggi potremmo dire il virus), metafora del male, dell'indifferenza, dell'assenza di solidarietà.

    11 marzo alle ore 10:18


  • Nicolò Rempiccia Nulla ma fu mai più appropriato per una crisi che l'intero mondo sta attraversando, grazie per queste metafore che fanno riflettere una condizione sostanziale.

    26 marzo alle ore 11:50


  • Nicolò Rempiccia Molto toccante come la poetessa con poche parole riesca a trasmettere e risvegliare delle emozioni che appaiono vivide a causa della condizione odierna. Molto pertinente attuale la figura del "vento nero". Grazie poetessa!

    mercoledì alle ore 10:41


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