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Autore

Giovanna Nigris

in archivio dal 02 dic 2005

16 luglio 1950, Auronzo Di Cadore

segni particolari:
Dopo anni di sofferenze chiuse dentro di me sono riuscita ad esprimermi tramite la poesia. Ho pubblicato un libro con Aletti Editore http://www.mobbing-sisu.com/libro_poesie.html  ove sono raccolte alcune mie poesie. Le altre sono tutte in internet soprattutto nel sito http://www.mobbing-sisu.com

mi descrivo così:
Sono sensibile, adoro la poesia, la saggistica, la filosofia, la psicologia, l'arte in genere.

23 gennaio 2007

Natale dai Nonni

Intro: Ricordi ancora lucidi e pieni di tenerezza. Lo sguardo nel passato di Giovanna Nigris è cadenzato con una scrittura sobria, consona a riformulare situazioni di quiete familiare e della più gradita presenza nella notte di Natale, per tanti piccoli bambini con gli occhi sgranati davanti al grande abete illuminato: Gesù bambino.

Il racconto

Si avvicinava il Natale e noi sorelle sentivamo una forte emozione nel cuore. La mamma ci raccontava la nascita di Gesù, preparava un bel Presepe con una candelina rossa e tutte le sere nel mese di dicembre l’accendevamo e là davanti recitavamo una preghiera tutte assieme. L’importanza di questa ricorrenza iniziava con quel gesto di preghiera, che rimarrà impresso nella mia memoria, per sempre.

 


Poi pensavamo al Grande Giorno in cui ci saremmo ritrovati dai nonni: la notte della Vigilia di Natale.


I giorni della mia infanzia, sono segnati da un meraviglioso ricordo di tante di quelle notti, anno per anno, grazie alla sensibilità e all’amore dei miei nonni.


Ecco arrivato il Giorno. Era sera. Entravamo nella casa dei nonni, tutti noi cugini. Eravamo tanti, allegri, giocosi. Nonni, genitori, zii, bambini. In sala da pranzo era apparecchiata la tavola natalizia e invece la porta del salotto era chiusa. Si intravedevano dal vetro le luci del grande Abete e un profumo dei suoi rami e del fumo delle candele accese invadeva tutta la casa. Noi, emozionati e felici ci guardavamo e attendevamo l’arrivo di Gesù Bambino. Nonni, genitori e zii parlavano tra loro sottovoce e noi bambini, presi dalla grande emozione e dal mistero di questo Arrivo a casa dei nonni, smettevamo i nostri giochi e attendevamo il momento in cui la nonna avrebbe aperto la porta della sala, ove il grande Abete, pieno di luci di candeline, palline colorate rendeva imponente la sua presenza e ai suoi piedi il Presepe.


Il nonno a luci spente, solo al bagliore delle candeline accese, metteva il disco di Natale "Stille Nacht" e tutti noi bambini, tanti, stavamo a cantare a bocca aperta e sgranavamo gli occhi per intravedere i regali, posti ai piedi dell’Albero. Il mistero durava. Sentivamo tra noi la presenza vera di Gesù. Ancora al giorno d’oggi ringrazio i miei nonni, di avermi dato tutto questo. Eravamo bimbi ingenui, noi, tutti felici, si, dei doni, ma la più grande felicità era dovuta al fatto dell’Arrivo di Gesù Bambino a casa dei nonni.


Egli veniva a trovarci, a trovare proprio noi e a premiarci delle nostre buone azioni di bimbi.

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