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Poesie di Lidia Filippi

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  • 29 maggio 2015 alle ore 20:50
    Ora che non sei più qui

    Ora che non ti posso più vedere
    dimmi almeno dove sei,
    indicami, nelle geografie del cielo,
    qual è il tuo angolo  sereno
    potrò così rivolgerti lo sguardo
    e raccontarti di me.
     
    Ora che non posso più posare un bacio
    sulla tua guancia morbida
    dimmi, ti prego,
    quale raggio di sole a te conduce,
    vi poserò le mie lacrime
    e tu  le asciugherai.
     
    Ora che non ti posso più toccare
    dimmi almeno
    dov’è quella nuvola color pervinca
    ove posi il capo la sera
    così che io ti possa incontrare nei mie sogni
    e fluttuare con te fra le stelle.

  • 30 aprile 2015 alle ore 22:13
    Quanto mi rassomigli, madre

    Quanto mi rassomigli
    e quanto t’assomiglio,
    mamma.
    Ti guardo come facevi tu
    quand’io piccina, giacevo nella culla
    addormentata.
    Ritornano d’allor voci lontane,
    frammenti, ricordi,
    sapori, odor di latte …
    Ed oggi s’invertono  le cure,
    da figlia quasi madre ti sono.
    La ninna nanna ti vorrei cantare,
    ma non oso …
    Osservo la tua testa bianca,
    il volto dolce,
    benché invecchiato e stanco.
    E quasi impercettibili io vedo
    le stesse mie movenze nel tuo sonno
    e i tratti del tuo viso, come i miei …
    Quanto mi rassomigli
    e  quanto t’assomiglio,
    mamma.
    Dormi, e come bimba appari,
    ma quando ti risvegli
    ritorni ad esser madre
    ed è  così che voglio,
    così mi rassicuri.
    Raccogli la tua voce
    e poi mi  raccomandi,
    chiedi per te preghiere,
    per quell’ultimo viaggio,
    che possa esser sereno,
    se il Signore chiamarti a sé volesse,
    o  perché forza Lui donar ti possa
    per  procedere ancora
    nel tuo cammino qui, su questa terra.
     

  • 30 aprile 2015 alle ore 22:10
    Era calmo il lago quel giorno

    Era calmo il lago quel giorno
    mi tenevi per mano
    e guardavamo le montagne attorno,
    ancor bianche di neve a primavera,
    brillare come argento sotto il sole
    e all’orizzonte l’oro.
    Anatre indifferenti lasciando scie lucenti
    sull’acqua scivolavan gaie
    e due cigni eleganti procedendo  uniti,
    costeggiavan la riva in lieve sciabordio dell’acque.
     
    E’ calmo il lago quest’oggi,
    come allora ...
    Mi tornano i pensieri dal ricordo e le parole
    sussurrate appena,
    i baci e le carezze, le immagini di noi,
    mi torna il tuo profumo,
    ma tu non ci sei più a stringermi la mano.
    Con gli occhi del mio cuore ti rivedo
    e abbraccio con lo sguardo il paradiso
    grata per quell’amore di cui vivo
    che ancora mi regali di lassù.
     

  • 17 febbraio 2015 alle ore 21:23
    Eri un sogno

    Non lo avevo capito ch’eri soltanto un sogno,
    un bellissimo sogno di luce,
    apparizione dorata nella vita mia.
     
    E se nulla è per caso, tu,
    venisti a me per dimostrarmi che l’amore esiste
    e mi baciasti con dolcezza.
     
    Ti afferrai mio sogno,
    ti cercai, ti attesi…
    Fu con stupore che ti guardai negli occhi.
     
    Gustai con te succosi chicchi di passione,
    or ne sento il profumo e li conservo nel ricordo,
    dentro la coppa d’oro che mi offristi.
     
    Avessi io potuto amore, dominare il destino,
    sottrarti al suo volere,
    ti avrei tenuto stretto a me quel giorno.
     
    Ma eri soltanto un sogno…
    Un dolce, meraviglioso, fantastico sogno.

  • 07 maggio 2014 alle ore 18:44
    Il canto delle mie catene

    Nulla per cui lottare,
    nulla che abbia senso.
    E adesso io sto toccando il fondo
    di una solitudine, mascherata,
    di giorno.
    Non vedo ragioni
    per coltivare sogni
    che presto svaniranno.
    Rinchiusa
    fra queste quattro mura
    e tra barriere mentali
    che abbattere non so.
    Prigioniera di me,
    vita regalo a chi da me risucchia
    e affonda nelle carni mie
    l'avida bocca mai sazia.
    Nulla per me rimane,
    svuotata d'energia
    non so nemmeno piangere.
    A me dato non è d'essere felice,
    sto asservita a quel falso bene
    che toglie libertà e respiro,
    rassicurata da queste catene.
    Indispensabili ormai:
    non so più camminare
    senza udire, scandito
    al ritmo dei miei passi,
    il loro metallico canto.

  • 25 marzo 2014 alle ore 18:05
    Quel bacio dietro la porta

    Ad ogni incontro accade,
    ed è quel lungo bacio
    dato dietro la porta
    che ripaga dei giorni dell’attesa
    e i sensi accende.
    In quell’abbraccio stretto
    s’annulla ogni altra cosa
    ed è magia.
    Occhi negli occhi,
    dell’anime un amplesso
    e il cuor che s’empie d’emozione pura.
    Poi sono le mani, sapienti,
    a liberar dai drappi i corpi caldi,
    a sfiorar lievemente le corde dei violini,
    tese e vibranti
    che sprigionano note di passione.
    Immaginari specchi di cristallo
    rifrangono luci e colori,
    riflessi due corpi intrecciati
    dalle danze d’amore ormai storditi,
    gementi, ansimanti
    raggiungono le vette del piacere.
    E poi la quiete.
     

  • 02 marzo 2014 alle ore 16:15
    Viglio un marzo così

    Voglio un marzo dai mandorli in fiore
    un marzo dai tenui colori,
    dai prati cosparsi
    di margheritine e  viole,
    un marzo portato dal vento
    che inceda elegante
    con cesti di raggi di sole,
    che spazzi il grigior dell’inverno passato.
    Voglio un marzo dal cielo sereno,
    di promesse pieno
    e festosi gridi
    di rondini gaie che tornano ai nidi
    presagio di bella stagione
    che incanti ogni via,
    un marzo leggiadro che avanzi festoso
    togliendo dai cuori ogni malinconia.
     

  • 02 marzo 2014 alle ore 16:14
    Fra coriandoli e stelle

    Oggi no,
    non voglio sfogliare pensieri
    e affanni di ieri,
    desidero soltanto volteggiare
    leggera
    danzando sotto il sole
    fra coriandoli ed effimere stelle.
    Vestite di colori,
    in festa piazze e vie,
    io lascio dietro l’uscio le mie malinconie.
    E questi sprazzi d’allegria
    all’animo e alla mente dan ristoro,
    insieme all’altra gente
    fan ridere e cantare.
    Più lieto adesso è il cuore,
    il carnevale impazza,
    la banda è nella piazza,
    la musica assordante
    lazzi, schiamazzi e trilli
    divien più azzurro il cielo
    e tutto è più leggero.
    Così come da bimba
    oggi mi lascio andare
    magie del carnevale
    or posso ritrovare.
     

  • 30 gennaio 2014 alle ore 18:15
    La vecchia scala (dedicata a mio padre)

    Riconoscevo il rumore del tuo passo stanco
    cadenzato  sulla vecchia scala
    della nostra casa.
    Entravi   posavi il tuo zaino e ti sedevi,
    io bimba lo aprivo curiosa
    ben certa di trovarci qualche cosa:
    un frutto,  la tua  merenda,  una  pallina…
    Grandi tesori per una bambina.
    Poi te ne andasti  senza salutare
    così in un sol momento
    sotto quel  muro che ti seppellì cadendo
    un dì di marzo con un forte vento
    e non tornasti più.
    Ma io ti sento ancora dentro
    e  sempre attendo
    di udire all’ improvviso il passo tuo stanco
    cadenzato  sulla vecchia scala della nostra casa.

     
     

  • 30 dicembre 2013 alle ore 22:33
    Nel parco dei sogni

    Dolcemente posata eppur maestosa
    nel parco verde vellutato sorge
    dimora antica velata di mistero
    Bella, accogliente avvolge nel suo abbraccio.
    Luogo di sogno, in terra di magia,
    gelosamente, per curar l’incanto,
    da mura cinto.
    Alti gli alberi intorno,  e forti
    al ciel turchino innalzano le braccia,
    robusti rami che elevano il pensiero
    di chi ai lor piedi lo stupore prova.
    Ogni cedro a chi l’ode può parlare,
    così gli abeti,  cipressi,  platani e sequoie,
    le magnolie e gli odorosi tigli,
    forti e possenti san narrar di vita,
    della forza dell’uomo e dei prodigi
    che solo la natura può inscenare.
    Superbi  lauri  e  fiori dagli intensi aromi
    oppure dai profumi delicati,
    e dai colori adatti alle stagioni.
    Forme di quella vita
    che nel verde pulsa come grande cuore
    parlando di bellezza e di mistero.
    E  l’acque tèpide, amiche, accolgono la gente
    come lenzuoli  di seriche armonie,
    e tremule le luci riflesse dentro il lago
    ricche di suggestioni e di magie.
    Luogo d’incanto fra i più belli al mondo
    chi lo raggiunge quiete può trovare
    godendo di tali meraviglie,
    all’ombra delle generose chiome
    nel parco che somiglia al paradiso.
     

  • 05 novembre 2013 alle ore 22:18
    La ballata della piccola Marta

    Eccolo, arriva, e Marta lo sente.
    Lui sale le scale con passo pesante.
    E quella paura nel giorno latente
    diventa terrore, arriva suo padre.
    La gola si serra, sparisce la voce
    il sangue si gela,
    non c’è più speranza
    ormai lei lo sa …
    Fra poco di nuovo accadrà,
    ancora una volta, l’ennesima volta.
    Nascosta là dietro la porta
    a sé rannicchiata lo attende.
    Non piange nemmeno,
    non è più capace.
    Le mani sul volto per farsi un riparo
    e un vortice scuro che presto le invade la mente,
    sul fondo c’è fuoco  e spire di fiamma
    risalgono e bruciano tutto d’intorno.
    Ma l’orco è arrivato e ormai l’ha trovata,
    le grida:
    stracciona, che fai là, così rannicchiata?
    S’abbassa  quell’orco e le molla un ceffone.
    Lei alza lo sguardo, lo vede:
    suo padre ha bevuto
    ha gli occhi iniettati di sangue,
    colpisce il suo ventre con calci e con pugni,
    urlando parole sconnesse.
    Nel cuore di Marta soltanto terrore,
    resiste con tutte le forze,
    non vuole provare dolore.
    Per farsi coraggio ripete in cuor suo
    quel bel ritornello di quando felice
    con mamma varcava il portone di scuola:
    “Io son contadinella, alla campagna bella,
    se fossi una regina sarei incoronata …”
    Più volte la semplice rima l’aveva aiutata.
    Ma l’orco non smette, non sente pietà,
    continua a inveire, insiste a colpire,
    la piccola Marta si sente morire.
    Ma ecco ad una tratto qualcuno la viene a salvare:
    arriva la morte e la porta con sé …
     

  • 05 novembre 2013 alle ore 22:16
    L'inquietudine dell'animo

     
    Nel buio della notte
    non v’è stella alcuna
    che possa rischiarar l’animo inquieto
    di chi pace non trova.
    Spirito vagabondo e confuso,
    che si ostina e sogni va cercando
    scavando un cielo nero.
    S’ illude, raccoglie speranze
    nascoste sotto veli cupi.
    Anima che  non trova quiete
    mentre la notte  ruba istanti come acini di vita
    sgranati  dai grappoli del tempo.
    La notte, che succhia avidamente al ritmo dei respiri
    là, dove il sangue pulsa,
    come fosse vampiro
    e al chiaror del mattino
    esangue, spossata è l’anima
    lasciata al suo destino.
     

  • 27 ottobre 2013 alle ore 19:22
    Fantastica follia

    Bella questa follia
    che mi prende per mano,
    improvvisa m’ innalza
    e mi mette allegria.
     
    Fantastica follia che arriva nel mio autunno,
    mi fa volar col vento
    appesa ad un ombrello
    d’arcobaleno tinto.
     
    Follia magica e bella,
    mi scompiglia  i pensieri,
    rimette le ali ai sogni,
    mi fa tornar bambina felice nei miei ieri.
     
    Follia dentro i miei anni,
    con lei posso cantare stornelli a squarciagola
    in mezzo a tanta gente
    che guarda e non comprende.
     
    Follia divina che mi fa star bene,
    sconvolge la ragione
    e io la seguo danzando insieme vento
    come un bambino fa col suo aquilone.
     

  • 10 ottobre 2013 alle ore 20:24
    I poeti non possono tacere

    Sono i poeti i primi a cogliere gli inganni
    benché celati dall’ombra di macchinosi trucchi,
    li sentono nell’aria,
    come i bambini e i cani…
     
    I poeti non possono tacere
    al suon dell’ingiustizia.
    Soffrono, ascoltano, ma non tacciono,
    raccolgono rabbia e la fanno urlare.
     
    Fanno cantare e urlare la penna per scuotere le menti
    alle persone fiduciose, impotenti.
    Empiono pagine di vibranti pensieri i poeti,
    e di sogni per tutti, di pace e di onestà.
     
    Sanno i poeti che democrazia non è solo parola,
    lo gridano forte e spesso profeti inascoltati,
    narrano invano
    del declino di popoli passati …
     
    I poeti conoscono col cuore, come i bambini,
    lasciano uscire luce da sguardi trasparenti
    perché ciascuno colga presto un raggio
    e poi ne faccia vita insieme ad altre vite, con coraggio.
     
     

  • 05 ottobre 2013 alle ore 21:39
    Il sibilo del vento

    Stonata è quest’oggi la voce del vento,
    violenta m’ insegue portando tormento,
    scompiglia la mente, trapassa i pensieri,
    riporta ricordi e parole di ieri.
     
    Confusa, incessante continua ad urlare
    e  nulla in cuor mio si può più fermare,
    vi han preso possesso con sordo rumore
    soltanto emozioni d’oscuro colore.
     
    La testa è ovattata e nel grande fragore
    non ode,  non vede, ma prova dolore,
    perché quelle voci dal vento evocate
    son solo ferite ancor non sanate.
     
    Lo spirito afflitto rimpianti riesuma
    e il tempo impietoso gli istanti consuma,
    incerto è il domani e l’oggi mi sfugge,
    quel sibilo acuto ora l’anima strugge.
     
     

  • 16 settembre 2013 alle ore 18:13
    Quanto mi rassomigli, madre

    Quanto mi rassomigli
    e quanto t’assomiglio,
    mamma.
    Ti guardo come facevi tu
    quand’io piccina, giacevo nella culla
    addormentata.
    Ritornano d’allor voci lontane,
    frammenti, ricordi,
    sapori, odor di latte …
    Ed oggi s’invertono  le cure,
    da figlia quasi madre ti sono.
    La ninna nanna ti vorrei cantare,
    ma non oso …
    Osservo la tua testa bianca,
    il volto dolce,
    benché invecchiato e stanco.
    E quasi impercettibili io vedo
    le stesse mie movenze nel tuo sonno
    i tratti del tuo viso, come i miei …
    Quanto mi rassomigli
    e  quanto t’assomiglio,
    mamma.
    Dormi,  come bimba appari,
    ma quando ti risvegli
    ritorni ad esser madre
    ed è  così che voglio,
    così mi rassicuri.
    Raccogli la tua voce
    e poi mi  raccomandi,
    chiedi per te preghiere,
    per quell’ultimo viaggio,
    che possa esser sereno,
    se il Signore chiamarti a sé volesse,
    o  perché forza Lui donar ti possa
    per  procedere ancora
    nel tuo cammino qui, su questa terra.
     

     

  • 07 agosto 2013 alle ore 17:42
    Viaggiare

    Si, viaggiare …
    E l’ansia già mi prende
    poi io mi dico, e spesso mi convinco
    che pure se distante dal luogo ove risiedo
    son sempre io, me stesso, ovunque vada.
    Mi porto dentro al cuore
    preoccupazioni, affanni e gioie
    se vi sono,
    in viaggi senza meta, ma per cercar bellezza
    e con curiosità.
    Viaggiare
    vorrei e non vorrei.
    L’altrove sconosciuto,
    oggi mi rende inquieto.
    C’è fascino e paura nei  luoghi che non so,
    che non ho mai veduto.
    E oggi  io confesso,
    per quanto  sia felice di girar per il mondo
    e grande in me la sete d’avventura sia,
    io,
    sento il desiderio di ritornare presto
    a casa mia.
     
     

  • 25 luglio 2013 alle ore 10:16
    Finchè avrò respiro

    Avessi io potuto
    Tanto di più avrei fatto
    E di meglio
    Nei giorni che ho vissuto
    Lo giuro, avrei voluto
    Scavalcare i monti, oltrepassare i mari
    E respirare la libertà agognata
    Tanto ho sognato
    Ed inseguendo i sogni son caduto
    Serpi e lupi ho incontrato
    Ho combattuto
    A volte han vinto loro
    E le ferite fanno ancora male
    Ma i sogni sono intatti
    E quando ho vinto
    Lì si, ho toccato il cielo
    E nuovi desideri son nati
    Così li inseguo, fossero anche miraggi
    Con la forza della mia stessa vita
    E la passione
    Seguiterò a cercare
    Ovunque a me d’intorno
    Ciò verso cui anelo
    Fin all’ultimo giorno …
     

  • 20 luglio 2013 alle ore 21:17
    A riveder le stelle

    Scendete dai letti, vecchietti,
    è notte d’estate …
    Uscite!
    Sfondate i portoni
    dei templi per voi costruiti,
    e allegri tornate nei freschi giardini
    a goder di spettacoli ancora.
    C’è un tempo per voi colorato,
    scordate tristezze, rimpianti, passato.
    E sui visi segnati dal tempo
    con il cuore che palpita dentro
    intrecciate bei sogni al chiaror delle stelle.
    Son nell’aria fragranze di fiori e dell’erba,
    i profumi d’allora nel tempo immutati.
    Alzate lo sguardo, c’è un cielo cobalto
    e la luna già assume i colori del fuoco,
    ogni stella vi invita nel gioco.
    Stupitevi ancora di questa magia,
    riempitevi il cuore di gioia e passioni
    e per mano, danzando in un cerchio bizzarro
    di carrelli, badanti, tutori,
    di sedie a rotelle e coi vostri bastoni,
    al ritmo di un valzer viennese
    cantate e ballate ammirando le stelle,
    questa notte per voi sono accese!
     
     
     

  • 06 luglio 2013 alle ore 22:35
    Il tempo della libertà

    E’ giunto il tempo
    di dispiegar le vele
    e di aprire
    le carte geografiche del cuore,
    di imboccare i sentieri inesplorati,
    liberare impensati pensieri
    e audaci desideri inconfessati.
    E’ il tempo della libertà
    fin qui mai conosciuta
    è sete ardente di bere a nuove fonti...
    è l’ora
    di sciogliere le briglie della vita
    e galoppare coi capelli al vento
    per vaste praterie piene di sole,
    respirando profumi d'aria pura
    mentre forte pulsa quel cuore
    che timido e rinchiuso fino a ieri
    non sapeva d'appartenere a sé,
    legato alla paura,
    non osava, non poteva
    espandersi e danzare fra le stelle.
    Si, è il tempo giusto
    per seguire le tracce dei sogni
    lanciando verso il cielo sgargianti arcobaleni.
    E’ il tempo di spezzar catene
    di mettere le ali alle emozioni
    e di andare lontano,
    volando più in là, molto più in là
    d’ogni tramonto
    finalmente felici, ad abbracciar la luna.

  • 29 giugno 2013 alle ore 16:30
    La grande pioggia

    Scendono da giorni
    lacrime di inconsolabile cielo,
    percuotono il suolo.
    Incessanti.
    Cupe nubi sovrastano
    e opprimono l’anima
    già colma di tristi presagi.
    Lente le gocce che sembrano amiche
    a un tratto si fanno impetuose,
    esondano i fiumi,
    s’inondano i campi, le strade, i cortili…
    La gente ormai stanca
    ricerca speranza
    in arcobaleni furtivi.
    Tornerà un raggio di sole
    la nube più chiara a bucare
    portando
    messaggi di luce e calore
    promessa di un presto ritorno?

  • 19 giugno 2013 alle ore 21:40
    Immagini di un triste soliloquio

    Nera, luccicanti gli occhi,
    mascherata di  buoni sentimenti
    è la paura sovrana,
    che nei miei giorni regna,
    incontrastata.
    Ogni lieta emozione intimorita
    s’inchina  al suo cospetto
    e poi scompare,
    rinuncia al suo gioire
    cercando una ragione
    che la faccia sopire…
    Eppure vivevo un tempo,
    le ho sentite le carezze del vento
    e la voglia di volar lontano.
    Amavo cantare, danzare, ridere e scherzare,
    ma a poco a poco chissà come e perché
    s’è spento ogni sussulto dentro me,
    aleggia la paura
    e la mia stessa vita
    non m’appartiene più.

  • 16 giugno 2013 alle ore 17:42
    Vi posso narrare

    Vi posso narrare di altissime vette
    Contro il ciel stagliate
    Dei nevai perenni
    D’aquile volteggianti, che scrutano la terra
    Di armenti sdraiati al sole
    Di mughetti e di viole
    Degli allegri ruscelli d’acqua chiara …
    L’ ho udito il loro canto
    Fin a quando detriti e schiume
    L’han tramutato in pianto …
    Vi posso narrare del pino mugo
    E le sue gemme
    Di altissimi abeti dalle resine ambrate
    Dell’edere, tenaci e forti
    Ai tronchi abbarbicate.
    Delle notti serene
    E  della luna piena
    Che filtra la sua pallida luce
    Fra le fronde
    Vi posso narrare della pioggia nel bosco
    Che solleva  e sparge fragranze inebrianti
    Di muschio, felci e d’erbe profumate
    E prego perché Madre Terra
    Tal meraviglia conservi.

  • 06 giugno 2013 alle ore 17:40
    Nelle mie notti

    Nelle mie notti buie e senza stelle
    sei luce.
    T’accendi quando io sto per dormire
    per ricordarmi gioie, le più belle.
    Allora il mio pensiero ti raggiunge,
    vola sicuro,
    laggiù
    dove con te felicità conobbe.
    Grida forte il mio cuore il nome tuo
    e il battito seppur senza la voce,
    risuona nella mente
    a rompere il silenzio della notte,
    portando e riprendendo come un’onda
    echi di sogni, palpiti, emozioni
    e magiche visioni, dell’anima ristoro.
    Tutto diviene quiete ed io sorrido
    con te, per te, per noi...
    Poi m’addormento.

  • 28 maggio 2013 alle ore 17:35
    Parole biscottate

    Profumate cialde
    croccanti e calde
    le parole.
    Volano,
    hanno ali che nessuno vede
    portano messaggi e sogni di biscotto.
    Hanno un’anima,
    le parole,
    biscottata anch’essa
    e piena di pensieri,
    gravida d’ emozioni
    Parole da ascoltare,
    da cantare, da aprire e gustare
    per coglierne il sapore.
    E poi riempirsi il cuore
    di musica e poesia,
    biscottate parole
    in lieto divenire
    con la fantasia.
    E del mare il colore,
    del cielo, del sole
    e della notte,
    unite al dolce miele, al vino e al pianto,
    al tempo e al vento
    danzano parole.
    Dentro di noi, con noi
    d’intorno,
    parole biscottate
    compagne di ogni giorno.