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Autore

Lillo Sergi

in archivio dal 01 mar 2017

Melito di Porto Salvo (RC) - Italia

mi descrivo così:
Mi è piaciuto sempre scrivere e soprattutto versi rimati (anche in vernacolo) e questo l'ho messo in pratica quando, in convalescenza a causa di un grave incidente, per far passare quel tempo lunghissimo senza alcun movimento fisico, comprai un pc per tenere "in movimento" almeno la mente.

04 marzo alle ore 15:56

1983-Viaggio in Inghilterra

Il racconto

Guardando stamattina un servizio girato a Londra ed in varie città d'Inghilterra, m'è venuto in mente che quando mi trovavo in Germania, negli anni ’80, m'era capitato di fare alcuni viaggi in Europa.
Oggi vi racconterò di quel mio viaggio in Inghilterra del lontano 1983, premio ottenuto con i miei compagni di squadra di calcio per aver vinto un torneo estivo e che ricordo ancora oggi benissimo perché, evidentemente, vi era più di un motivo per renderlo indimenticabile
Sarò sincero; mi era sempre piaciuto visitare l'Inghilterra ma il mio vero desiderio era farlo in aereo, volare, che fino a quel momento non l’avevo mai fatto.
Ricordo che mentre salivo sull'aereo sorridevo per nascondere l’emozione e, dopo, mentre si alzava in volo, non lo nascondo, un po’ di sudore comparse sulla mia fronte.
"Ci siamo", pensai, mentre osservavo sbalordito e nello stesso tempo impaurito, il panorama dall'alto.
Del tutto velocemente, abbiamo iniziato a volare sopra le nuvole. Incredibile.
Mi sembrava di essere sopra una coltre immensa di neve.
Veramente magico.
Poi guardai dall’oblò verso l’alto e l’altra magia, il cielo azzurro.
Effettivamente, quando scesi dall'aereo ormai a Londra, vidi cose diverse, l'erba era verde, gli alberi anche, le strade erano coperte da asfalto grigio. Veramente rimasi stupito.
Chissà cosa immaginavo di trovare dopo quella esperienza in aria.
Si sa quanto bella sia Londra con i suoi tantissimi monumenti e così piena d'umanità colorata, profumata, multiculturale.
Ma non racconterò questo.
Racconterò le cose che più mi hanno emozionato, a parte il volo, come i grandissimi tappeti verdi dei parchi con i laghetti, le fontane, gli scoiattoli che, incredibilmente, mangiavano sulle mia mani, il vento, per esempio, che mi ha fatto capire la differenza che c’è tra il Nord Europa e l’Italia, riguardo a questo evento naturale e il silenzio che ho riscontrato come rispetto della privacy altrui, soprattutto.
Poi Il Portobello market con le sue tante merci, la National Gallery, i magazzini Harrod's, che consiglio a tutti quelli che visiteranno Londra, mete obbligate per ogni turista che si rispetti.
Ho camminato tanto in quei tre giorni in cui, con i miei amici abbiamo visitato Londra.
Sicuramente come non avevo mai fatto nella mia vita.
Forse, penso, almeno per 25 km.
Ricordo che io e tutti i miei compagni camminavamo e protestavamo, c'arrabbiavamo e inveivamo contro il “Cicerone” che invece di dirci "siamo quasi arrivati", ci diceva " dobbiamo arrivare lì" e indicava con la mano un posto lontano che non arrivava mai e noi c’incavolavamo di più perché lui sghignazzava, avendo delle scarpe più comode delle nostre.
Ma quando la sera, col treno, rientravamo, alcuni prendevamo sempre il taxi per tornare in albergo e gli altri ci prendevano in giro chiamandoci ”snob”.
Anche il taxi,quello tradizionale inglese che tutti conosciamo, non è da “buttare”.
Veramente confortevole e, per la verità, mi sono sentito, un po’ “snob”.
Vi devo dire un’altra di verità.
Una delle cose che mi sono piaciute di più sono, non ci crederete, i tramezzini.
E sì. Perché mangiando in vari ristoranti (inglese, messicano, spagnolo, il cinese, no, non ci sono riuscito ), il mio stomaco non ci capiva più nulla e allora i tramezzini erano l'unica cosa che cercavo da mangiare, anche se in un ristorante italiano, io ed altri,abbiamo mangiato tagliatelle e pizza ed al rientro,abitando da solo, mi sono preparato un bel piatto di spaghetti alla carbonara, uno dei miei preferiti.
Dicevo del verde.
Nei dintorni di Londra abbiamo fatto, in quei giorni, un paio di escursioni visitando la campagna inglese dove in mezzo a grandi boschi c'erano i villaggi che mi ricordavano le fate, folletti e gnomi, almeno come li ricordavo io.
Casette tipiche con i tetti di paglia, bei giardini puliti e fiori alle finestre. Come quelli dei puffi, per intenderci.
Ho camminato in mezzo a prati verdi, cose che io, in Calabria, mai avevo avuto l’occasione di fare.
Beh, ho fatto soprattutto tante tante di quelle risate, veramente dei momenti spensierati, momenti felici vissuti con amici, che in quei cinque anni vissuti in Germania, mi hanno fatto passare un periodo della mia vita indimenticabile.

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