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Autore

Lillo Sergi

in archivio dal 01 mar 2017

Melito di Porto Salvo (RC) - Italia

mi descrivo così:
Mi è piaciuto sempre scrivere e soprattutto versi rimati (anche in vernacolo) e questo l'ho messo in pratica quando, in convalescenza a causa di un grave incidente, per far passare quel tempo lunghissimo senza alcun movimento fisico, comprai un pc per tenere "in movimento" almeno la mente.

04 dicembre alle ore 11:23

Un amore, una coppia, una famiglia normale

Il racconto

Stanotte non son riuscito a chiudere occhio e allora che faccio a un'ora così insolita per me di scrivere? Non so perché (forse perché sono solo per la solita assenza bisettimanale di Jessica che da maggio scorso ha ripreso gli studi universitari e dopo aver conseguito la laurea triennale va avanti adesso per la specializzazione), più che scrivere poesie o riflessioni su quel ch'era stato il mio amore per mia moglie e viceversa, mi va invece di scrivere sul tipo di rapporto che da 30 anni vivevamo. Intanto faccio presente che nè io nè lei tantomeno mia figlia, eravamo soliti raccontare le nostre cose di famiglia (come tante altre coppie sposate e non), insomma, da questo punto di vista, eravamo molto riservati e quindi in questo momento voglio essere, diciamo, proprio "pubblico". È anche forse un modo per "scaricare" un po' di tristezza, dispiacere che ormai, anche come le descrivo nei miei scritti, non mi abbandonano e non riesco, con tutti gli sforzi che faccio, ad allontanarli se non in presenza di mia figlia, così da non incupirla (più di quanto lo sia già) condizionandole il prosieguo degli studi (in effetti agendo così lei s'è applicata con buon profitto laureandosi il luglio scorso). Il rapporto con mia moglie era ottimo e ci amavamo molto, anche se qualche volta ci sono state delle incomprensioni che poi abbiamo allontanato dimostrando a noi stessi, ai parenti ed a tutti quelli a noi vicini, che se c'è "vero" amore, tutto quello che può nascere, o per un motivo o per un altro, a far crollare un castello ben costruito anche con sacrifici, si farà di tutto per combatterlo e sconfiggerlo e quindi mantenere il rapporto...costi quel che costi. Dicevo che ci amavamo molto e lei mi amava sicuramente più di quanto la amassi io e questo lei l'ha sempre dimostrato ma soprattutto in occasione dell'incidente quasi mortale occorsomi e, sebbene in corso vi era un'incomprensione, lei mi stette vicino in modo così amorevole che di più non si sarebbe potuto, sobbarcandosi da sola tutto quello che un uomo avrebbe dovuto sobbarcarsi e cioè, per esempio, gli innumerevoli viaggi in auto per le visite sia per Catanzaro, dov'ero stato ricoverato che per Reggio Calabria (essendo io logicamente impossibilitato a guidare) o pernottare, sempre da sola, in albergo per 12 giorni ed un anno e mezzo e poi altri sette mesi a somministrarmi i medicinali terapeutici durante la convalescenza, senza mai disobbligarsi dai suoi doveri di casalinga e tant'altro. Quindi lei non solo dimostrò di nutrire un amore incommensurabile per me ma dimostrandosi anche una donna seria e affabile quanto forte e decisa lavorando in quei 13 anni di Sondrio come impiegata per il Comune, Provincia e Regione accudendo nello stesso tempo Jessica, allora appena nata, me e la casa, con annessi e connessi. Si sa che il valore di un qualcosa lo si capisce quando questo ti viene a mancare ma, quando questo succede soprattutto con la persona che si ama, si capisce ovviamente di più poiché non si tratta, non so, di un anello o qualsivoglia monile o un abbigliamento o magari un veicolo a cui ci tieni molto per vari motivi, ma ti viene a mancare la persona con la quale si è scelto per viverci insieme, nel bene e nel male e nella salute e nella malattia. Ti manca di questa persona tutto e, come ho detto a quanti me lo chiedono e me lo chiederanno, la sua mancanza, in verità la sento e la sentirò, finché vivrò, più di quanto abbia sentito quella dei miei genitori (deceduti con me allora giovane e che mi portò ad assorbire il loro decesso in modo molto più facile di adesso) e dei miei fratelli, anche perché più vivi con qualcuno più ne senti la mancanza e questo è quello che mi sta succedendo. Vivere con lei, per il suo amarmi, la sua voglia di vita, la sua serietà, semplicità, laboriosità, solidarietà, per le tante cose fatte per me e per la nostra famiglia mi fa capire adesso che la tristezza sarà soprattutto per me e mia figlia, la compagna inesorabile nel cammino della nostra ormai insignificante vita senza di lei. La cosa che più mi manca di lei e che mi faceva, e mi fa, capire ogni giorno che la persona con cui avevo scelto di vivere era quella giusta ed appropriata, era il BACIO e penso che ognuno di noi nel rapporto col proprio partner ha delle preferenze per quanto riguarda gli atteggiamenti che sono importanti per capirlo. Quel BACIO che da trent'anni ce lo davamo 2 volte al giorno, che ci rendeva sempre più sereni, che non uscivo di casa senza darglielo e che se distratti non ce lo davamo, allora sentivamo dirci:"Non dimentichi qualcosa?" Quel BACIO che non era solo un segno abituale, frequente, solito ma d'amore dato con una dolcezza inesprimibile, che magari lasciava qualcuno attonito se glielo davo in mezzo alla gente quando rientravo dal lavoro o dalla battuta di pesca o da commissioni da adempiere e ch'è anche convincente se mia figlia, vedendoci da sempre eseguire questo rito, già da adesso lo fa col suo ragazzo. Quel BACIO che ci rendeva consapevoli del nostro solido rapporto, anche se con alti e bassi, dettato dall'amore e che nei momenti critici si sentiva la sua mancanza che entrambi riconoscevamo per la sua importanza e che purtroppo adesso glielo dò sulle sue foto sparse per casa o al cimitero o qui sul cellulare perché, inevitabilmente, la vedo scrivendo spesso (allegando delle sue o nostre foto insieme) su questo amore, ch'è sì finito materialmente ma che non finirà mai perché chi ha amato, ama e amerà per sempre. Si...avevo avuto proprio fortuna conoscendo lei, la madre di mia figlia, la donna con cui sono stato trent’anni e che, dopo essersi sentita male, se n'è andata in soli 24 giorni. La sua dipartita, il 20 marzo scorso, né io né mia figlia, come ho detto, son certo mai potremo metabolizzare ma il ricordare i momenti bellissimi, che in trent'anni sono stati tantissimi, alleggerirà in qualche modo il dolore per questo infausto evento. Andiamo spesso al cimitero insieme e sicuramente ci andremo ancora insieme appena ci sarà la possibilità di farlo, perché mentre il tempo passa, si sa, le cose cambiano. Forse vi sembrerà strano o insolito ma ho tantissime fotografie per tutta la casa, anche se lei è e vi sarà sempre e soprattutto adesso nei ricordi e in quei viaggi che avremmo dovuto fare ma che io e Jessica faremo lo stesso nel suo ricordo. Ecco, vi ho raccontato la storia di un amore, di una coppia e, soprattutto di una famiglia normale che il destino, come succede da tempo immemorabile, decide della sua riuscita o del suo fallimento.

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