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Autore

Linda Fienga

in archivio dal 19 feb 2017

Salerno

01 dicembre alle ore 19:54

I cognati di mio fratello

Il racconto

Sogno e son desto.

Incubo di una notte di mezza estate.

Il racconto che a gennaio non ho pubblicato.

E' da cinque anni che so che questa specie di matrimonio mi ha accorciato la vita.

Quello che non avevo capito è che, forse, l'avesse accorciata anche a mio fratello.

Eppure nel novembre 2017 mi era saltato in mente: "Mi sa che mio fratello aveva ragione."
Su cosa mio fratello aveva ragione?
Il 3 giugno 2005 mio fratello, a quel tizio che mi si è attaccato addosso e non mi ha mollato, disse: "Tu non mi sei mai piaciuto".
Non me la presi. Credevo di conoscere le condizioni di mio fratello in quel momento.

Mio fratello aveva attaccato 'mio marito' anche una sera di un sabato del settembre 2004. E lì ci avevo sofferto.
La mattina successiva mi svegliai singhiozzando tra le braccia di mio marito: "Non ho più fratelli!". "Mi sa che tu non li hai mai avuti", rispose lui.
Perché "fratellI" e non "fratellO"?
Perché l'altro fratello aveva attaccato me almeno tre volte tra metà maggio ed inizio luglio di quello stesso anno. Con aggressioni verbali e fisiche.

Va bene. Torniamo al 3 giugno 2005. Dopo quella frase: "Tu non mi sei mai piaciuto" , conosciamo una dottoressa che vedo che sa agire con la parola sulle corde (o connessioni?) giuste del cervello di mio fratello. 
E sa correggere anche i miei comportamenti sbagliati. 
"Questa può aiutare anche me", pensai.
E ci mettiamo d'accordo affinché lei continuasse a seguire mio fratello che deve essere affidato a noi, a me ed a mio marito, che si vede siamo persone 'a posto', dice la dottoressa.
E così ci mettiamo in auto. Io, guardando con timore al compito che mi aspetta, ma finalmente con fiducia e speranza. E' la prima volta che vedo la luce in fondo al tunnel che da almeno tre settimane mi sembrava senza uscita.
Arriviamo a Battipaglia e vedo mio marito che, invece di prendere la strada di casa, prosegue.
"Dove stai andando?". "Andiamo a dare la bella notizia ai tuoi".
Era il ponte del 2 giugno e l'altro fratello era sceso dalla capitale con la sua famiglia e stava a casa dai miei.
"No", replico io, "si metterebbero in mezzo ed abbiamo già visto che non sono capaci." E 'mio marito' sapeva a cosa mi riferissi.
"I genitori devono sapere", insiste lui.
E qui commetto una grande vigliaccata ed una grande stupidaggine: vedendo la sua determinazione, non replico.

.......

Il primo gennaio piangevo. Cercavo di trattenermi: "Ricordati che quello che fai il primo dell'anno, lo fai tutto l'anno", ma non riuscivo a smettere.
La mia piccola la sera prima si era accorta che non ero del tutto in me: aveva notato che, allestendo l'aperitivo per l'attesa della mezzanotte, avevo dimenticato di cacciare dal frigo i succhi di frutta che avevo preso per lei e la sorella.

E così il primo dell'anno piangevo. Nessuno faceva niente, quel tizio aveva il suo sorriso ebete stampato sul volto.

Solo mio fratello si avvicina e mi avvolge con il suo abbraccio.

...
"Quando si mette in mezzo quello le cose non vanno mai bene!", dice quel tizio che mi si è attaccato addosso e non mi ha mollato.
"Quello" sarebbe l'altro fratello.
È una vita che gli sento ripetere questa frase.
"E allora perché gli hai permesso di mettersi in mezzo riferendogli i nostri accordi con la dottoressa? "
"Ed io mica avevo la patria potestà".
Il vuoto.
13 anni prima avevo sentito la compagna dell'altro fratello dire: "A me dispiace per .... E per me. .. non è nessuno"
Gelo. "Come non è nessuno? Credevo fosse tuo fratello.", pensai. Sì, intuii che intendesse quella frase in senso positivo, ma mi impressionò lo stesso.

Ora è peggio. Erano sei anni o più che recriminavo con me stessa di non aver impedito a quel tizio di andare a riferire ai miei i nostri accordi con la dottoressa e che galleggiavo in un incubo credendo che potessi svegliarmi e ritrovarmi a quella sera del 27 maggio 2005, quando credetti di capire che l'altro fratello voleva che nostro fratello venisse a stare a casa mia non solo per non rischiare di essere disturbato, ma anche perché così magari nostro fratello mi dava un pugno in testa e lui si liberava di entrambi i fratelli in un colpo solo ed ora scopro che quel tizio lo aveva fatto magari perché non voleva occuparsi in maniera continuativa di mio fratello? E magari non voleva che me ne occupassi io.

Il vuoto.

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