username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Linda Landi

in archivio dal 09 gen 2013

27 maggio 1965, Battipaglia (SA) - Italia

mi descrivo così:
Da quando il mio cuore canta
Ridatemi il sole 
Che avevo dentro me 
Ridatemi il sole 
Che piove dentro me
Mi sa da almeno vent'anni.
La foto dove sorrido è del gennaio 2010.
Per i miei racconti di fantasia rubo una recente (2019) didascalia da una maglietta:
I don't insult people.
I describe them.
Stay.

01 luglio alle ore 4:46

L'ingegnere

Intro: Questo racconto completa, con i racconti "Venanzio Pecora"e "A  mamma dispiace", la trilogia "I vicini".

Il racconto

All'ingegnere, che ha negato sul già pattuito 5 milioni (di lire) a mia zia.
All'ingegnere, dicevo, ricercatore in un importante ente pubblico, pane e pensione assicurate, professore universitario a contratto, che venne a casa di mio padre quando era ancora uno studente universitario per chiedermi degli appunti. 
Lo fece entrare mio fratello che all'epoca aveva sedici anni.
Ingegnere che incontro in treno e cerca di farmi parlare del ragioniere Casoria; devio l'argomento sulle sue attività di ricerca; sebbene non mi occupassi più del settore da quasi dieci anni evidentemente intervengo con osservazioni o domande appropriate, perché l'ingegnere ha un moto di stizza ed esclama: <<Ma perché non sei rimasta all'università!?! Una come te!>>.
Ingegnere al quale mio marito ha sistemato gratuitamente con la sua competenza tecnica un problema di collegamento al contatore dell'ENEL. 
Ingegnere che aspettava il nostro rientro a casa perché sua suocera era da un'ora bloccata in bagno. E mio marito, di nuovo, gli risolse il problema.
Ingegnere che lui stesso e sua moglie ed i suoi bambini erano stati ospiti in casa mia. 
Ingegnere al quale (insieme a tutti gli altri) il lavoro di mio marito ha tolto quella vergogna di abbandono nelle scale condominiali e restituito un aspetto signorile, dignitoso al palazzo per chi li andava a trovare.

All'ingegnere, dicevo, sono bastate due firme sotto due scritti del ragioniere Casoria per rovinarmi la vita. 
Due firme. 
A lui che è costato? Tre, quattro secondi al massimo? 
A me, una vita (la mia). 
A me, quattro vite (la mia e quella dei miei figli).
A me, cinque vite (la mia, quella dei miei figli e quella di mio fratello).
A me sette (?) vite.

L'ingegnere che, invitato a casa nostra da mio marito, a mio avviso inopportunamente, per fargli verificare un problema di interesse comune, vedo se la ridacchia e mi chiedo perché.
Lo scopro il giorno dopo, quando ricevo la prima lettera di insulti e di calunnie che la sera prima l'ingegnere, ospite a casa nostra, già sapeva di avere firmato.

L'ingegnere, che soddisfatto della seconda firma, fa crocchio insieme ai suoi amici a ridere della reazione di mio padre (del quale pure è stato ospite, oltre che dal quale, come tutti gli altri, aveva ricevuto vantaggi economici) e di mia madre alla ricezione e lettura di quanto tutti, ed anche l'ingegnere, avevano firmato.

L'ingegnere che se la ride del mio stato di malattia, quando, nonostante tutto, mi presento all'assemblea condominiale e la smette di ridere solo quando dimostro che, nonostante il mio stato di malattia, sono aggiornata sulle nuove norme del codice civile e so ancora ribattere. 
E quanto mi era costato prepararmi su quelle norme ed a quell'assemblea.

L'ingegnere, la cui presenza mi aveva dato l'illusione che in via Vattelapesca n.0 si potesse ora vivere in maniera civile e che potessero intercorrere rapporti corretti.

L'ingegnere al quale insistentemente ho detto: <<Ritirate tutto (le citazioni in cui chiedevano quattro spiccioli), scrivete una lettera di scuse e riprendiamo a vivere come prima>>. E con questa illusione non porto alla guardia di finanza la fattura falsa che i suoi amici mi avevano propinato.

Vivere come prima?
Ma loro hanno continuato a vivere come prima.
Sei tu, che rispetto a loro avevi già tante difficoltà in più, hai avuto la vita spezzata.
Il cane morsica lo stracciato.
Il figlio dell'ingegnere è in una prestigiosa università.
La figlia del ragioniere Casoria, già dirigente in una importante multinazionale all'estero, lavora ora in un organismo internazionale.

Sei tu, che contenta del tuo modesto (?) lavoro, in una realtà interessante, contenta di stare vicino ai tuoi cari, contenta di coltivare le amicizie di vecchia data, i tuoi vecchi hobby, goderti il mare e l'entroterra della tua zona, sei tu che hai perso anche quel poco che avevi e che a loro faceva gola. 
A loro che, pur avendo tutto per essere contenti, dà fastidio la felicità degli altri. 
E li diverte la sofferenza altrui.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento