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Autore

Linda Landi

in archivio dal 09 gen 2013

27 maggio 1965, Battipaglia (SA) - Italia

mi descrivo così:
Da quando il mio cuore canta
Ridatemi il sole 
Che avevo dentro me 
Ridatemi il sole 
Che piove dentro me
Mi sa da almeno vent'anni.
La foto dove sorrido è del gennaio 2010.
Per i miei racconti di fantasia rubo una recente (2019) didascalia da una maglietta:
I don't insult people.
I describe them.
Stay.

30 aprile alle ore 15:52

Venanzio Pecora

Intro: Venanzio Pecora ovvero "Chiedo di comprendere e di essere compreso".

Il racconto

Chi è Venanzio Pecora?
Venanzio Pecora è (o è stato, non saprei) il coniuge de "La vicina di famiglia".
Se volete sapere chi è "La vicina di famiglia" è un altro personaggio da me inventato descritto in parte nel racconto 'A mamma dispiace'.
Quando ho conosciuto il sig.Venanzio Pecora?
Alla prima riunione di condominio.
Il sig.Venanzio Pecora, senza che lui lo sapesse, mi aveva veramente confortato in quella riunione. Ed in parte anche la moglie.
Con quello che avevano detto e fatto mi avevano confermato che essi costituissero un valido baluardo contro le manovre del ragioniere Casoria, il condomino che viveva ininterrottamente in quella palazzina da quasi quarant'anni e che sembrava avere una tendenza al 'maneggio'.
Il ragioniere Casoria a quella riunione aveva detto che occorreva pitturare le scale. Era intervenuto il sig.Pecora: <<Conosco uno che farebbe il lavoro per un milione e mezzo di lire ...>>. <<Noooo>>, era intervenuto furioso il ragioniere, <<per pittare le scale ci vogliono sedici milioni e ci vuole l'ingegnere!>>.
Conclusione: non se ne fece niente.
Quando incontrai in seguito la consorte del sig.Pecora, le chiesi:<<Ma chi conoscete voi che farebbe il lavoro per un milione e mezzo?>> <<E chi conosciamo? Il marocchino che ci ha pittato casa>>, rispose lei.
M'informai presso un mio amico che fungeva da amministratore nel palazzo dove abitava e valutò che una regolare ditta che avrebbe emesso regolare fattura avrebbe svolto il lavoro per tre milioni di lire. Valutazione che quattro anni dopo si sarebbe rivelata esatta. Messo il ragioniere Casoria in condizioni di non 'maneggiare' troppo, quattro anni dopo le scale vennero pitturate (con il raddoppio dei prezzi che c'era stato quattro anni prima con l'euro) da una ditta che emise regolare fattura per tremila euro.
Toniamo alla prima riunione di condominio.
Il ragioniere Casoria, a mio beneficio, nuova arrivata, precisò che fino a quel momento la rata condominiale mensile era stata di £80000, con il passaggio all'euro il ragioniere proponeva di passare la rata ad euro 50.
Intervenne con un prudente colpo di tosse il condomino che fungeva da amministratore: <<Ho calcolato che con £80000 a fine anno rimane circa un milione non utilizzato. Secondo me, è sufficiente 40 euro.>>.
Il ragioniere Casoria deglutì e, anche se non convinto, chiese all'assemblea: <<Allora va bene 40 euro?>>. La risposta tacita, concorde e solidale fu: <<Sì>>.
Il ragioniere Casoria si sentì in dovere di spiegare che la rata era uguale per tutti per comodità ma che a fine anno si faceva il conguaglio: <<Tu devi avere tanto, tu devi avere tant'altro>>, cominciò a dire ai vicini.
La consorte del sig.Pecora a mezza voce e guardando a terra e di lato disse: <<Qua mi si dice sempre che devo avere però io non vedo mai niente>>.
Nei mesi successivi ebbi conferma che, anche se l'amministratore era un altro vicino, chi maneggiava il denari e si occupava di tutto era il ragioniere Casoria.
Tre mesi dopo, nuova assemblea.
Notai l'assenza del sig.Venanzio Pecora e chiesi informazioni. 
Il sig.Venanzio Pecora aveva lasciato la palazzina, lasciandovi la moglie ed i figli.
Ancora un paio di mesi dopo sento trambusto per le scale ed il condomino dirimpettaio della consorte del sig.Pecora mandarla a fare etc.
Capii che il condomino era furioso per aver trovato il suo posto auto occupato dall'auto del figlio della signora.
Alla successiva assemblea era presente il sig.Venanzio Pecora, che con abbastanza garbo (almeno questa è l'impressione che ne ebbi io) disse: <<Chiedo di comprendere e di essere compreso. Io sono andato via di qua, ma comunque qui è rimasta a vivere quella che è ancora la mia famiglia ...>>.
Compresi che la consorte si era lamentata con il coniuge dell'attacco verbale che avevo ricevuto ed il coniuge era venuto a ricordare di rispettare comunque la sua consorte ed i suoi figli.
...
Pochi mesi dopo, la consorte del sig.Pecora bussò alla mia porta e sostenne di avere di nuovo problemi d'infiltrazione dal terrazzo.
"Ah!", pensai dentro di me e replicai:<<Scusate, ma la ditta che ha fatto? Che garanzie ha lasciato?>>.
La consorte del sig.Pecora cambiò due volte colore in viso, riuscì a boccheggiare:<<Eh, ah>>, girò le spalle e se ne andò.
Ed io rimasi con la consapevolezza che, andato via il sig.Venanzio Pecora, la consorte era diventata socia d'affari del ragioniere Casoria.
Di che si trattava? Un anno prima, sempre durante la prima riunione di condominio, il ragioniere Casoria aveva millantato un preventivo per l'impermeabilizzazione del terrazzo, un preventivo scritto con una Olivetti portatile uguale a quella che possedeva lui stesso. Nessuno aveva replicato niente e mi ero adeguata. Ed avevo 'sborsato' (sborsare è un termine che piace al ragioniere Casoria) 600 euro in tre comode rate da 200 per quei lavori, senza che nessuno avesse mai visto passare un operaio, mai parlato con il titolare della ditta, mai sentito un rumore proveniente dal terrazzo, mai visto una pezza d'appoggio.
Ed ora, a due mesi dal pagamento dell'ultima rata, la neo-socia del ragioniere Casoria tornava all'attacco.
Avrei dovuto andare a parlare con il sig.Venanzio Pecora? Questa idea non mi passò nemmeno per l'anticamera del cervello.
Passano tre anni, tra alti e bassi, e la consorte del sig.Venanzio Pecora si presenta di nuovo alla mia porta stavolta chiedendo di entrare perché vuole conferire con mio marito. 
Vado a chiedere a mio marito se è disponibile. Dice di sì, che si sistema e ci raggiunge e faccio accomodare la consorte del sig.Venanzio Pecora in soggiorno. Preferisce sedersi al tavolo invece che sul divano e, mentre io sono alla ricerca di un argomento di conversazione, sbotta:<<No, perché se le cose continuano così, io qualsiasi cosa ci sta su questo tavolo la prendo e la butto per terra!>>.
In quell'occasione sì che avrei dovuto contattare il sig.Venanzio Pecora. 
A quanto pareva, la consorte esigeva rispetto ma non lo dava.
E quell'offesa irrisolta dette agio alla consorte del sig.Venanzio Pecora di divenire sempre più prepotente, petulante e maleducata.
E non è la sola.
Ogni limite ha una pazienza, diceva Totò.
Ed io, che devo sentire nelle orecchie anche le lamentele di mio marito sulla prepotenza e maleducazione dei vicini, quando i signori sono per l'ultima volta ospiti in casa mia per l'assemblea condominiale mostro loro che non sono ospiti graditi. 
Chissà perché se fai come loro poi a loro non piace.
I signori, anime candide, si stupiscono e si offendono.
E la consorte del sig.Venanzio Pecora continua ad essere doppia. E prepotente.
E si passa alle mani. Non da parte mia.
E la falsità conduce ad altre aggressioni. Da parte del resto della famiglia. Non la mia.
Sì che avrei dovuto contattare il sig.Venanzio Pecora.
E dirgli: <<Chiedo di comprendere e di essere compresa ....>>

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