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in archivio dal 06 feb 2012

Lucilla Ardissone

11 settembre 1964, Napoli - Italia
Mi descrivo così: Riflessiva, sportiva, vitale.

elementi per pagina
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  • 14 febbraio 2012 alle ore 15:12
    Solitudine 2000

    Sbarre invisibili ci separano.
    Ognuno chiuso nella propria prigione.
    Il cuore, l'unico libero di volare.
    Pura essenza, senza peso nè consistenza,
    è dove vuole essere,
    non influenzato dal vincolo di legami vani,apparenti
    segue la sua rotta, priva di logica, ricca d'istinto.

     
  • 14 febbraio 2012 alle ore 15:12
    Immedesimazione

    I pensieri della gente,
    le parole dette solo nella mente,
    percepite come fossero sentite,
    sono lì scolpite
    e diventano tormento in un solo momento.
    Vorresti liberarti,ma non puoi, non ti è concesso
    perchè tu non riesci a non calarti anche nei panni degli altri.
    Avvertire sulla pelle l'altrui dolore e le cose belle,
    frustrazioni ed emozioni di chi ti vive accanto sono tue come per incanto.

     
  • 11 febbraio 2012 alle ore 10:51
    Abbasso la pena di morte

    Una siringa, un lettino,
    tutto è pronto per porre fine ad una vita
    giusta o ingiusta che sia stata.
    Uomini decretano la morte di altri uomini.
    Occhio per occhio, nulla è cambiato!
    Trascorrono i secoli, l'uomo persevera nei propri errori.
    La violenza regna sovrana.
    I carnefici diventano vittime di altri più illustri carnefici autorizzati.
    Il cerchio non si chiude,
    diventa catena che imprigiona tutti nelle sue maglie
    rendendoci vendicativi, incapaci di dire basta.
    Basta alla povertà, alle discriminazioni, all'antisemitismo.
    Basta a partire dall'ultima maglia, quella già perseguitata dalla vita.
    Cominciamo daccapo, impegnamoci a costruire un mondo migliore.

     
  • 11 febbraio 2012 alle ore 10:50
    Cuore solo

    Ti muovi, fai rumore,batti le mani sul banco,
    con un ritmo triste che viene dal cuore.
    Cuore solo, cuore di bambino mai considerato,
    magro e mal vestito, vuoi essere notato
    e battendo quelle mani ci stai dicendo che ci sei anche tu.
    Andiamo un po' contro corrente,
    amiamo di più chi non ha niente!

     
  • 11 febbraio 2012 alle ore 10:43
    Credere

    Chi crede può dirsi fortunato.
    Ogni cosa che guarda
    la vede con gli occhi dell'amore
    che trasforma ogni cosa
    e la rende bella e buona e felice.
    E diventa egli stesso luce
    che illumina ciò che lo circonda.
    E tutto agli occhi di tutti
    diventa più bello e buono e felice.
    Se ognuno che crede ne fosse convinto,
    non ci sarebbe più mondo da esser compianto.

     
  • 09 febbraio 2012 alle ore 15:43
    Dumb men

    Uomini muti,
    chiusi nei loro pensieri.
    Muri di parole non dette
    ostacolano la comprensione.
    Un mondo sconosciuto a noi, donne loquaci.
    La parola, nostro unico mezzo di penetrazione
    diventa crimine contro la persona.

     
  • 09 febbraio 2012 alle ore 15:40
    Ti amo

    Ti amo
    così breve, così immensa.
    Un recipiente inizialmente pieno di poche cose essenziali,
    si arricchisce continuamente alimentato.
    E la parola, sebbene la stessa di sempre,
    assume un significato più ampio,
    contenendo sempre più stralci di vita condivisa.
    E così, quando ti dico "ti amo"
    migliaia di immagini di noi si sovrappongono
    affollando la mia mente di te e di questo amore
    che solo cresce e mai finisce.

     
  • 09 febbraio 2012 alle ore 15:27
    Lourdes

    Tu pellegrino,
    mosso da fede profonda, intraprendi il viaggio verso quella fonte.
    Ma se fossi tu stesso quella fonte e quel viaggio lo intraprendessi dentro di te,
    allora si che saresti miracolato!
    Tu che senza muoverti hai creduto in te stesso,
    in quella scheggia di Dio che ti appartiene e di cui ti senti degno.
    Questo è il miracolo,questo è il vero viaggio,
    dentro te stesso pellegrino.

     
  • 07 febbraio 2012 alle ore 14:40
    Corpo zavorra

    Corpo zavorra,
    bello o brutto,
    leggero o pesante
    ci tiene incatenati al suolo.
    I pensieri alti cadono per la forza di gravità
    e tutto diventa basso, tangibile, materiale.
    Niente può essere perfetto in questo involucro ingombrante
    che ci delimita in uno spazio troppo circoscritto,
    in netta contrapposizione con ciò che si cela dentro,
    capace di voli infiniti.
    Di quest'eterno dualismo noi siamo le vittime,
    belle fuori e brutte dentro,
    brutte fuori e belle dentro,
    belle fuori e dentro,
    brutte fuori e dentro.

     
  • 07 febbraio 2012 alle ore 14:28
    Vita e morte

    Seppellitemi nuda nella terra di cui sono figlia.
    Che io possa tornare ad essa,
    che essa possa di me nutrirsi.
    Per anni ho vissuto dei suoi frutti,
    frutto ora son' io.
    Il mio disfacimento la sua forza rigeneratrice.
    Assorba nei suoi umori la scatola ormai vuota di ciò che io fui.
    Sia ora nutrimento per ciò che ancora vive.

     
  • 07 febbraio 2012 alle ore 14:21
    la fotografia

    Volti di persone care, ormai scomparse, ci fanno compagnia.
    Immagini immobili che tuttavia ci riportano al passato,
    al momento in cui furono fissate.
    Parole di commemorazione segnano i confini di un'esistenza
    che per chi resta, sembra comunque non essere stata mai abbastanza.
    E' questo che a noi gente comune rimane, una fotografia per ricordare. 

     
  • 06 febbraio 2012 alle ore 16:41
    Il tarlo

    Il suo mondo un piccolo buco nero.
    Casa e nutrimento allo stesso tempo.
    Confini ristretti, un tunnel buio,
    dall' alto verso il basso, direzione obbligata.
    Nè luce, nè sole,
    nè gioia nè dolore.
    Solo nel suo buco simile a prigione.
    Non solo il tarlo conduce questa vita,
    che se non altro gli è stata definita!
    Se non ci credete, guardatevi attorno,
    di "uominitarli" ne vedete ogni giorno!

     
  • 06 febbraio 2012 alle ore 16:36
    Incauto acquisto

    Essere, dire di essere,
    e in mezzo l'abisso.
    Chi vende, chi compra.
    Una vita di acquisti sbagliati,
    fidandosi della pubblicità del dire di essere,
    per avere, ad acquisto fatto, la delusione del prodotto essere.
    Senza la chance per gli avventati del "soddisfatti o rimborsati"

     
  • 06 febbraio 2012 alle ore 16:31
    Confezioni

    Guardare la scatola senza mai aprirla.
    La bellezza della confezione sufficiente,
    cosa c'è dentro indifferente.
    Epoca di contenitori impeccabili,
    i contenuti si fanno trascurabili.
    E se un tempo importante era il presente,
    rilevante oggi è il recipiente.