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Autore

Lucio Paolo Raineri

in archivio dal 07 giu 2007

08 dicembre 1938, Genova

mi descrivo così:
Amo il bello dovunque e comunque

21 dicembre 2011 alle ore 13:15

Partendo da Bahia

Intro: Il Fascino di un luogo che può divenire irraggiungibile

Il racconto

Dovunque tu sia, il partire, il lasciare, il perdere ti mette sgomento. Forse il distacco dal tuo, sia pur momentaneo, rifugio, a cui devi la sopravvivenza biologica del momento. Forse il timore del tempo ignoto che ti sta davanti e ti cela un sicuro ritorno. "C´é una porta che non riapriró...uno specchio in cui non mi vedró.." mi tornano questi versi di Borges che condivido nel loro tragico annuncio. Cosa lascio tra poche ore, rientrando in Italia? Un cielo azzurro contornato da nuvole sorprendentemente candide alfine di un rovescio improvviso, fatto di rivoli incerti, di odori salmastri di fogne. Suoni di percussioni africane che sbucano da vicoli colorati dall´arcobaleno. Uno sciamare distratto e sbracato di turisti ansiosi di vedere e di non capire. Lascio il volto di Davide, bambino di strada, magrissimo sino alle ossa, un cespuglio di capelli crespi, impastati di sporco e di acqua ossigenata; occhi adulti, profondi, dolenti. Il suo non chiedere soldi, portandoti a comprare un pacco di biscotti per i suoi. Il suo modo di lasciarti, con un disattento saluto, quando gli hai dato quel che voleva. Il suo futuro, la sua etá a rischio. Lascio il mosaico di colori vivi di queste case disfatte dal tempo, i viola, i rosa, il turchino, il verde bandiera. Assurdi altrove, ma intonati qui. Lascio le onde immense e fragorose dell´oceano, domate da ragazzi impavidi su tavole di legno. Lascio un caffé appena iniziato sotto un´ombrellone ,ad Itapuá, mentre all´orizzonte si profila l´imbuto nero del tornado. Lascio il mio posto vuoto sulla sedia della scultura raffigurante Vinicius De Moraes seduto ad un tavolino, in tua attesa. Lascio volti bellissimi di uomini, donne e bambini. Lascio volti bruttissimi di uomini, donne e bambini. Lascio il suono del canto brasiliano a sera tra le note di una chitarra, mentre i sorsi di capirina ti bruciano dentro. Lascio costumi fantasiosi e opulenti di bahiane che si danno al tuo obiettivo. Lascio sapori di erbe e aromi sconosciuti su braci di carne e di pesce. Lascio una notte che non si spegne nei suoni, nelle luci e nel mio ricordo. Partendo da Salvador 18 agosto 07 . h 14,45 .

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