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Poesie di Marco Stagnitta

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  • 16 luglio 2009
    Vento...

    Come il silenzio il vento impetuoso,
    cancella i pensieri riaffiora la mente,
    sbatte forte,
    si dimena,
    piange,
    urla...
    impreca,
    chiede aiuto alla solitudine,
    lacrima il perdono gocce di fantasia...
    vento d'amore, vento di odio...
    vento amico non trovi la pace.
    Vedo una foglia danzare,
    ti chiede la mano,
    t'invita al suo ballo,
    sei troppo stanco per metterti in gioco...
    troppi mari hai solcato troppe cime hai veduto...
    adesso è ora di riposare.

  • 13 luglio 2009
    Scusa il ritardo amore...

    Dolce la notte porta consiglio...
    All'orecchio bisbiglia il peccatp più vecchio,
    come la mela staccata dall albero,
    così il tuo pensiero mi sfiora le labbra,
    il respiro costante ma mai conosciuto rispetta il tuo cuore già colmo di gioia,
    apri la mano e chiudi i tuoi occhi...
    oggi è Natale
    domani è già notte.

  • 03 luglio 2009
    Percorsi

    L'occhio che vigile scruta ed insegna alla mente la strada più corta,
    aprendo e chiudendo un mondo che: quanto antico nuovo, quanto amaro dolce.
    Favola dai mille finali,
    prefazione di un epilogo già scritto,
    firmato ancor prima di essere pensato.

  • 23 febbraio 2009
    Come un tesoro sepolto

    Forte è la tristezza che mi pervade il cuore, vaga la mente, piange il pensiero.
    Cala la sera come una scure, bussa una mano dentro il mio petto, è un'anima che chiede perdono.
    Aperta è la porta, rotto il lucchetto, chi aveva la chiave l'ha persa nel mare, una sirena la trova ma non la rende, sepolto è il forziere, perduta la mappa.
    Nessuno lo cerca, il nord non lo segna, la strada è lontana, la voglia distrutta, non c'è più occhio che la vede fuggire.
    Il mio amore è una fiamma, il tuo cuore il vento.

  • 23 febbraio 2009
    Sogno interrotto

    Mentre vagavo per terre lontane vidi un uomo, quell' uomo si avvicinò.
    Ma non era giovane, né vecchio, non aveva capelli, ma li pettinava bene, non aveva bocca, ma parlava di dio, non aveva occhi, ma sapeva guardare, non aveva mani, ma scriveva complicato, non aveva gambe, ma mi portò in braccio.
    Gli chiesi allora chi fosse, non rispose, gli chiesi perché, mi svegiai.
    Sul cuscino c'era un sorriso, nelle mie mani la sabbia.

  • 09 febbraio 2009
    Pensiero numero 1

    Se domani fosse più lungo di oggi,
    con che occhi lo guarderei,
    magari piacevolmente,
    pensando che forse qualcosa ne uscirà.
    Ma poi guardo avanti,
    e non c'è croce che tenga,
    né tramonto che sospiri al mio passaggio.
    Piangenti gli alberi si calano al mio cospetto,
    tremanti i soffitti guardano il mare,
    il cielo sospirando guardandomi gli occhi e chinando la testa mi disereda gridando.
    Se non fossi qui che tramonti vedrei,
    che generose mani vedrei tendermi davanti,
    sorrisi felici busserebbero alla mia porta,
    e saltando con fiato corto direbbero:
    Tu che muovi il sole e le stelle,
    gira e gira ancora,
    che tanto tutto gira e torna di nuovo.

  • 28 gennaio 2009
    Come una freccia

    Veloce il mio cuore corre diritto alla meta, come una freccia scoccata dall'arcere più furbo, costante corre nell'aria, ardente cresce nel petto della vittima prescelta.
    Tu donna dall'animo diretto, con parole taglienti mi ferisci nell'animo, dolorosi i colpi inferti, dolorosa l'ardua ripresa.
    Apri gli occhi e sottera l'ascia di guerra che un giorno ti fu d'aiuto, la guerra che tanto ci divise, adesso ci congiunge.

  • 28 gennaio 2009
    Se...

    Se io potessi esprimere il mio sentimento, non servirebbero parole complicate, il mio cuore è aperto pronto a ricevere il calore della tua brezza di mare.
    Se io potessi esprimere il mio sentimento userei un pennello per dipingerlo sul cielo, così che tutti da sotto alzerebbero lo sguardo per ammirarlo.
    Se io potessi esprimere il mio sentimento canterei una canzone, dal suono così dolce che anche il più duro degi uomini vedrebbe scorrere lacrime dal suo volto.
    Se io potessi esprimere il mio sentimento, ti direi di guardre dentro te, e cercarmi in un sorriso.

  • 24 dicembre 2008
    Per te

    Quanto ti amo solo dio lo sa,
    Scalerei la vetta del monte più scuro per chiederti la tua vanità,
    perderei la bellezza del mattino per avere soltanto un pensiero del tuo amore,
    griderei al mondo la mia verità, se solo lo vorrai.

  • Se il mio cuore potesse parlare, esprimerebbe soltanto parole di cordoglio, per una generazione che sta cadendo sempre più in basso.
    Guardateli nei loro abiti scuri, osservate l'operato dell uomo moderno, osservate l'impotenza delle nostre azioni, sopraffatte ormai da un era che non è più nostra.
    Chi cammina insieme a me, sente la pressione di questa forza, che ormai ci blocca.
    Ma io dico: si può fare qualcosa? qualcuno ci può aiutare?
    Non perdiamoci di vista!

  • 15 dicembre 2008
    Anima senza porto

    Fragile anima dispersa in mare,
    come una nave che non trova porto nella burrasca al volgere del giorno,
    tu che guardi con occhio critico il pensiero dell'uomo indeciso,
    tu indecisa di vita,
    tu che vivi la stessa con fare distratto,
    cercando nel destino di un attimo,
    la risposta di sempre!

  • 15 dicembre 2008
    Donna

    Donna dal pugno d'acciaio che piangi parole di guerra,
    guarda l'occhio del tuo fratello chiedere una mano,
    per risalire dal fondo in cui un tempo ti trovasti tu...
    ricchezza di pace,
    armonia di sapori che chiamano il tuo cuor distratto dal verde mantello padrone del tuo desiderio,
    ma non chiedermi perché,
    io l'ho chiesto a te!

  • 15 dicembre 2008
    spiga di grano

    Parlerò del disagio di un uomo, della triste storia di lui, che un giorno fu bambino.


    Canterò di lui come si canta nei campi, flagello mietitore, trebbia la tua spiga che un gioro ricrescerà.


    Taglia, taglia, raccogli, semina, il triste processo che triste non è, la vedi nascere, la vedi crescere, la vedi morire, tu suo unico boia, lei tua unica speranza.


    Canterò di lui come si canta nei campi, suda la tua fronte, sanguina la tua mano, piange la tua scure, ansima il tuo pensiero.


    Canterò di lui come si canta nei campi, pranzo chiama pranzo, cena chiama cena, la mano di tuo figlio che chiama costante la sua spiga di grano.


    Spiga tremante, battente dai colpi della tua fame, alta, bella, generosa, cosciente al suo destino.