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Autore

Maria Luisa Mazzarini

in archivio dal 27 lug 2015

Umbertide - Italia

segni particolari:
Ho pubblicato sette raccolte poetiche (2010-2017). La nuova silloge: "Mare mosso, l'imaginoso"  Ed. EEE-book Torino Aprile 2017.

mi descrivo così:
Ampia cultura classica, ho svolto attività  di docenza e di scrittura.

20 ottobre alle ore 20:11

Mare mosso, l'imaginoso

di Maria Luisa Mazzarini

editore: EEE

pagine: 114

prezzo: 12 €

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Il mare ha da sempre rappresentato la metafora della libertà, della passione che inonda, della tempesta che arriva improvvisa, della calma in cui abbandonarsi e far rinascere il proprio “io”, lavandosi nella fantasia o dirigendo la propria esistenza, come una barca che si fa guidare nelle emozioni sotto una coperta di stelle.
 
Già nell’antica Grecia, con Omero e la sua Odissea ne troviamo tracce, o poeti come Foscolo con “A Zacinto”, Leopardi con “L’infinito”, Pascoli con “Mare”, Verga con “I Malavoglia”, Palazzeschi con “Mar grigio”, Ungaretti con “Finale”, Quasimodo con “S’ode ancora il mare”, Montale che dedica una serie intera in “Ossi di seppia” dal titolo “Mediterraneo”, “Oceano mare” di Baricco, “Marina” di Paul Verlaine,  “L’uomo e il mare” di Baudelaire, “Il mare” - Federico Garcìa Lorca, “Barcarola” - Pablo Neruda, “Mare al mattino” - Costantino Kavafis, “Alba” - Alfonso Gatto, “Il più bello dei mari” - Nazim Hikmet (etc..).
 
Ognuno di noi, vive in quest’elemento dalla nascita, e per costituzione siamo fatti da un “mare” d’acqua. Questo elemento diventa così il connubio di vita e morte; il mezzo che collega cielo e terra, il luogo senza tempo, onirico spazio dove perdersi ed assaporare istanti, incanti, fragilità o infiniti amori.
 
La poesia con la Mazzarini,  diventa così lo strumento atto a prendere il cuore per mano e lo accompagna in viaggi sempre nuovi, tra metafore e allegoriche espressioni, donate dall’autrice.
 
La Mazzarini trasformata così in “voce” e “penna”, colora e descrive “estasi di ridenti voli di gabbiani, predisponendo l’anima al chiaro della luna, liberando in gusci di madreperla, versi carichi d’essenza, di meraviglia, di raggi che arrivano e penetrano giocosi sott’acqua, sensibilizzando il nostro “io-interiore”.
 
Canta di stagioni, che sono così magicamente colme di sensi, di memoria, di volontà di non fermarsi, e continua a conoscere, coccolati nelle onde di parole che fanno danzare sull’altalena della vita.
 
Il mare diventa elemento naturale che ci appartiene, e pure quando ne siamo in balia, può portarci a quella riva-salvezza, respirando nella misteriosa grandezza del destino, la bellezza di essere complici e protagonisti di una storia indimenticabile d’amore.
 

recensione di Dulcinea Annamaria Pecoraro

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