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Autore

Maria Luisa Mazzarini

in archivio dal 27 lug 2015

Umbertide - Italia

segni particolari:
Ho pubblicato sette raccolte poetiche (2010-2017). La nuova silloge: "Mare mosso, l'imaginoso"  Ed. EEE-book Torino Aprile 2017.

mi descrivo così:
Ampia cultura classica, ho svolto attività  di docenza e di scrittura.

03 maggio 2018 alle ore 12:28

Piccola Venezia Sogna

di Maria Luisa Mazzarini

editore: EEE-Edizioni Esordienti E-book

pagine: 122

prezzo: 12.00 €

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Una nuova opera per la poetessa Maria Luisa Mazzarini che si apre con una dedica alla città lagunare di Venezia.
Da sempre questa è stata meta di sogni, fascino, vitalità, ispirazione di generazioni di viaggiatori e di illustri scrittori. Da Goldoni a Casanova, da Herman Hesse a John Ruskin, da Thomas Mann fino a Goethe e a Jean Giono, nessuno ha saputo resistere all’incanto di Venezia.
Potenti versi che destano meraviglia, animati dalla maestria della poetessa, che riporta le emozioni vissute, soffermandosi, volteggiando come un gabbiano, danzando lungo le strade veneziane.
Tra memorie e sinfonie di versi, ci addentriamo nel cuore di rii, tra ponti, canali, vicoli, teatri, la vita quotidiana si sposa con la romanticità del luogo, intriso di arte e storia.
Nella Serenissima, “tutto è bianco/ la spuma d’onde,/ ali nell’urlo del flutti,/ il tuo, il mio volto,// le mani perse nel vento,/ a chiamarsi.//.

Venezia è la città ideale per una luna di miele.
Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. Facile difatti, è perdersi nel suo fascino, sospirando ad ogni incontro, abbandonandosi allo “sciabordio d’acque” su una gondola, o gustando la vita in raffinati calici di Murano.

Tenerezze, delizie, tra berletti e ciprie, la realtà e la finzione, si prendono a braccetto, sfilando giorno e notte.
In piazza San Marco, pure i colombi diventano docili e i pensieri si mettono in moto, nello spazio e nel tempo e nella memoria dei secoli.

Friedrich Nietzsche, su Ecce Homo nel 1888 dice: “Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia”.
Nel “Rondò d’acque, le isole d’un mare / di una pagina bianca tutta da scrivere” le parole di Maria Luisa scorrono e rapiscono l’anima.
Dalla Giudecca, alla Piazzetta, al molo, al Palazzo Ducale, alla Torre dell’Orologio, l’immaginazione affresca una Venezia “innocente, sensuale e inquieta”.
Ogni lirica esalta e dipinge le stagioni della città, accompagnando la stessa evoluzione della poetessa, che in essa trova il suo “input” emozionale per un’individuale crescita.
In essa si risveglia, illuminata e consapevole di poter andare oltre i limiti imposti dalla fanciullezza, sognando e vivendo la notte, accendendola di “baci roventi”.
Una donna divenuta farfalla in una Venezia che l’accoglie, senza giudicare, tra magie, silenzi, mistero.
Una Venezia di “liberi amanti/ di fiori e di barche”, che sa guardare oltre, tuffandosi nel mare di natura, storia e preghiere, navigando fino ai confini del mondo interiore ed esteriore di ognuno di noi.

recensione di Dulcinea Annamaria Pecoraro

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