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Autore

Mario Vassalle

in archivio dal 01 dic 2011

26 maggio 1928, Viareggio - Italia

mi descrivo così:
Sono un professore di Fisiologia e Farmacologia ora Emerito presso la State University of New York, Downstate Medical Center. La mia ricerca scientifica è  sui fenomeni elettrici del cuore. Inoltre, ho scritto 5 libri di poesie, 6 di aforismi e 2 di saggi filosofici.

16 aprile 2012 alle ore 12:07

Petali

di Mario Vassalle

editore: L'Autore Libri Firenze

pagine: 176

prezzo: 10,80 €

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“In primavera, i fiori lasciano che i loro petali scendano in ordine sparso, abbandonandosi ai capricci della brezza... Similmente, la riflessione della mente sviluppa gli aforismi (i suoi “petali”) in ordine sparso (ma non disordinatamente), senza una meta precisa che non sia una migliore comprensione della realtà umana…”. Questo lo spirito e l’aspirazione della creatività di Mario Vassalle, che trova nella forma espressiva dell’aforisma – bilingue come l’autore - un vero e proprio strumento filosofico di indagine, espressione e comprensione della realtà umana, dell’animo dell’uomo e del suo rapporto con il mondo che lo circonda. Nelle sue mani, anzi nelle sue parole, l’aforisma diventa quasi unico interprete del pensiero più vero, più profondo, spesso anche oggetto della riflessione stessa: “l’aforisma apre nuove visioni alla dialettica della curiosità dell’intelletto”. Accanto alla cultura dell’aforisma, questa raccolta di petali rivela anche una grande e straordinaria fiducia nell’intelletto stesso, nell’umana capacità di ragionare, capire, interrogarsi.  E il fine di questo processo di comprensione è sempre  la verità, concepita come alta e assoluta ma anche come assolutamente individuale, che per ciascuno può essere composta di tratti diversi, in corrispondenza delle altrettanto varie caratteristiche che compongono il genere umano.  “Che strane creature! Siamo personaggi di un dramma (dramatis personae) il cui copione non abbiamo né scritto né letto”, scrive Vassalle; e questa imprevedibilità diventa anche fonte di errori e di ironia: “L’avventura di vivere è talvolta assai più di quello che siamo pronti ad affrontare. Ma non è questo un ingrediente indispensabile al dramma?”. Questo teatro della vita è ricco di grandi ideali come la libertà, definita insopprimibile come la bellezza, ma anche di grandi difetti, come l’arroganza, l’incapacità di imparare dagli errori, la vanità. E ancora, nella girandola dei petali di questo ricco giardino, l’autore dedica spunti di riflessione anche alla concezione di Dio, alla politica, a sensazioni che scaturiscono da momenti di vita, come una tempesta di neve o le passioni umane, che scuotono il nostro spirito “come una tempesta scuote selvaggiamente le fronde delle palme piegate nelle folate di vento”.

recensione di Sabina Mitrano

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