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Autore

Massimo Dagrada

in archivio dal 05 dic 2012

26 luglio 1957, Santa Cristina e Bissone (PV)

mi descrivo così:
Tristallegro a minuti alterni, insonne perenne, grafomane notturno, pensatore diurno. Sognatore sempre.

21 aprile 2013 alle ore 16:11

Che ne sarà di me?

Sfortuna, scelte errate,
destino o chissa che
mi hanno portato qui.
Metà della strada percorsa
non so quanta ancora da fare,
sogni sfuggiti man mano
come molliche di pane
disperse a segnare il cammino.
Cammino che non ha ritorno.
Non puoi far rivivere i sogni.
La strada davanti è in salita,
più avanzi e più l’erta cresce
e più la stanchezza ti assale
Ma il cuore, la mente, le idee
mi sembra rimangano indietro,
là, giù, all’inizio dell’erta,
mi seguono ad ogni mio passo,
ma distanti rimangon da me.
Raccolgono i sogni lasciati
e prendono ricordi perduti,
li portano correndo da me,
e di colpo la strada davanti
si appiana e poi va in discesa,
stanchezza lascia le membra,
il passo s’allunga veloce.
Non so quanta strada ho da fare
ma so che avrò sogni da vivere
e cuore per farli parlare.

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