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Poesie di Monica Osnato

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  • 29 giugno 2007
    Rosso e azzurro

    Mare,
    e dolcissimo vento
    dove io sono
    nascosta
    sotto mantelli di azzurro,
    ed ancora voglio restare
    se c'è stella ad aprire visioni
    tra lunghi sguardi di perfezione.
    Restare,
    nei tramonti appena forgiati
    che scaraventano sogni
    tra onde di grandi acque.
    Ovunque intorno
    salpano nuovi soli
    ed equipaggi di lune,
    per luoghi di petali notturni.

  • 25 giugno 2007
    Partenza

    Non fa più differenza
    la memoria del giorno
    allevata dalle nuvole,
    prima della follia di luna
    a mezzanotte
    a liquidare il tempo
    tra sguardi di dei notturni,
    alati o silenziosi.

    Prendimi pure tutta
    che non ho strette al cuore,
    e se mai ho avuto un  nome,
    non è più il  mio.
    Scacciami dal mondo
    e dalle sue scie notturne,
    spegnimi il fiato nel sonno
    tra sfere vorticanti
    alte e bucate.

    Io non ritorno.

  • 14 aprile 2007
    Spring light

    A breach
    in a no-doors day:
    spring light.

  • 11 dicembre 2006
    Non voglio

    Non voglio
    semplice la vita,
    addormentata alla materia molle,
    dove io non sono.
    Accerchiata dal fico d'india
    e tra radici d'agave gigante
    nel mutamento
    di seno-ventre-madre
    sgravando stelle,
    forse.
    In attesa concreta
    del sussurro
    rotolando parole,
    e a chi non crede
    se non al fossile, talismano o dio,
    scivolo via
    in oasi invisibili
    di crepacuore e big bang,
    tra la cosmogonia
    a grancassa,
    a fracassare
    inutili urne.

  • 27 novembre 2006
    Un tramonto

    Il tramonto
    ha sorpreso il tuo sguardo
    per immenso o per silenzio,
    o per pianto;
    nessun dubbio  dilaga
    tra i rossi fioriti dell'adesso,
    ma cerchi ancora verità
    stagliate come monoliti,
    o parole di docili lingue
    mentre brine perlate
    raggiungono angoli di luce,
    solvendosi in mari momentanei
    tra spirali di conchiglie.

  • 15 novembre 2006
    Melograni e olive

    Dei melograni
    quel rosso
    attingo
    nell'attimo del sole
    più lontano
    quando non credo
    al tempo del letargo
    e mi ritrovo frutto
    colmo insperato
    dei semi-stelle-goccia-di-luce
    nel vuotare del tempo
    a ruota con le lune
    che fanno delle olive in salamoia
    per marzo, la conserva.

    Se ci sarò,
    se no
    è lo stesso.

    (ricordi di una casalinga)

  • 13 novembre 2006
    Vanità

    Fiore di gelsomino
    che il silenzio ha fiorito
    e strapazzato di vento,
    se il tuo profumo persiste
    anch'io mi vanto di te.
    In quel giro di petali
    t'appartiene il cielo,

    nel viaggio di un vento breve
    di tutti i soli accesi,
    tra vortici di stelle
    e il volo di una stagione.

    Sì, mi vanto di te.

  • 06 novembre 2006
    Passaggio sottile

    Dovrei trovare una parola pura
    segnale e vento
    libera nella luce,
    o buia d'amore terminato,
    aggrappato ancora
    ad una sera che scompone trame
    per essere nel luogo del presente,
    dove l'assenza vasta
    -un precipizio!-
    è solo piccola cosa.
    Mi chino
    a mutare i segreti del silenzio
    in ampi gesti di scarna lontananza,
    smettendo le parole ed i deserti
    d'amore prosciugato,
    circoscritto.

  • 31 ottobre 2006
    Pozzanghera

    Da quel lembo di cielo
    intravisto,
    nessuna meraviglia
    strappa
    al destino di un giorno
    l’alfabeto segreto.
    Ogni goccia di sole
    cade
    nello stesso pantano.

  • 24 ottobre 2006
    Ghazal

    Distanze trafitte
    dal fiorire di prati
    appena aperti al presente,
    e sono ancora,
     nuova
    tra le onde del tempo
    cantando di miraggi,
    ghazal infinito.
    Prigioni di silenzio
    e di ricordi d'argento,
    alzando sguardi unìsoni
    petali nel vento,
    ad ogni sud remoto.
    L' azzurro vasto
    è intatto
    anche se gli occhi son spenti.
    Io canto tutte le lingue
    mozzate, mute, lontane.

  • 20 ottobre 2006
    Dimenticanza

    Fiore già sbocciato
    in ogni memoria di te,
    ora che attendo
    tra recinti di sogno e di pioggia
    mi chiedo ancora
    da quale porto o passaggio
    giunga fin qui quella tristezza vuota,
    libera dai sigilli di luce
    imbarcata nella sera, marina.
    Ferita che non ricorda lama
    si apre ad ogni notte,
    improvvisa.
    Priva di quel che mi lasciavi
    sulla pelle ad ogni sguardo,
    vado tra ciò che dai sogni migra
    per approdare alla sera.

  • 13 ottobre 2006
    Gatti randagi in coro

    Sospesa
    al filo di una notte
    antica,
    nuova nell’infinito
    uguale a sé
    stellato e ferito
    di tutti i mari apparsi,
    danza la mia solitudine.

     

    Amata, perduta, libera.

     

    Luogo di notte propizia,
    ramo di tutti i fiori estinti
    tramutata in vento ed eco,
    suono senza radici
    tra riflessi di luna,
    e gatti randagi in coro.

  • 13 ottobre 2006
    Miraggio

    Buio e stella,
    perfetta misura
    di cerchio
     intorno
    a trame innocenti
    che liberano i venti
    girando la ruota del silenzio.
    Miraggio e scia
    liberati dal mare
    lontano;

    la mia notte sanguina
    stelle cadenti.

  • 09 ottobre 2006
    Ali

    Luna in notte nuova

     

    - miracolo ripetuto -

     

    Tra ali di cornacchie,
    onda d'infinito.

     

    E tu,
    che guardi altrove.

  • 09 ottobre 2006
    Fuori da me

    Primavere di pioggia
    ammansite da argini,

    oltre i confini
    io sento
    ancora
    suonare colori,
    in vortici apparsi

    e più giù
    -segreto manifesto-
    vita che sorride
    a piccole morti
    fossili
    sospese nelle chiglie
    danzanti al tramonto.

    Spiraglio e sciami
    di lampioni, la sera,
    si, la sera
    e il giorno ancora,
    ancora fuori
    da me.