username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Nicola Cabras

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Nicola Cabras

  • 28 maggio 2013 alle ore 9:19
    Quando mancano le parole

    Quando mancano le parole
    biogna trovarle, ad ogni costo
    con tutte le proprie Energie,
    con ogni forza residua a disposizione,
    perchè in verità i versi sono sempre lì,
    in prossimità dei confini dell'Universo,
    lungo le dorsali della nostra Anima,
    del nostro Sentirci presenti, coscienti, Umani.
    Pertanto scrivo, con fatica ma scrivo, con rabbia ma scrivo,
    con dolore, con gioia, con tutti i sentimenti
    che ora stanno violentando le mie dita,
    che schizzano sui tasti tutto il loro desiderio
    di deporre nuovi versi che si inventino una poesia anche
    quando mancano le parole

  • L'Alba si servì della Notte,
    poi crepitò nell'azzurro,
    nato dalla sinergia dell'oceano
    con il Cielo.
    Il tramonto si sposò con le nubi,
    il Sole le confuse con l'ombra della sera
    e vi si tuffò,
    ma la Montagna reclamava
    e il giorno bramava
    il suo ultimo alito infuocato
    ad eternare una Morte che
    non voleva nascere.

  • 05 dicembre 2005
    Poesie

    Specchi

    Vagando nel mio labirinto di specchi
    a un tratto non vidi più riflessa la mia
    immagine e l'Angoscia m'avvolse
    nelle sue possenti Braccia.
    Ma non di specchio si trattava
    ma di una finestra che mi
    mostrava il Cielo.

    E poi finalmente il mare

    Mi sento un fiume, nato nella roccia.
    Ah povero debole ruscello che mi
    facevo forza tra le montagne.
    Quale percorso impervio ho
    dovuto intraprendere.
    E poi quando venne la stagione secca
    lasciar che l'arida terra
    implorasse le mie ultime gocce.
    Mi sento un fiume che si sta
    facendo strada.
    Ah folli e tempestosi acqazzoni,
    agognati temporali estivi!
    Quanta forza che ho tratto in
    voi per correre impetuoso
    verso le vallate dell'Esistenza.
    E poi gl' improvvisi salti nel vuoto,
    senza nessun preavviso
    la mia strada che improvvisamente
    si interrompeva,
    io che mi tuffavo nell'Abisso
    avendo solo pochi eterni istanti
    per assaporare l'Arcobaleno.
    Io grande Fiume che sfido la Paura,
    ancora pochi attimi
    e poi finalmente
    il Mare.