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Poesie di Paolo Coiro

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  • lunedì alle ore 20:24
    Sprizzo tristezza dappertutto

    Sono alla ricerca di me stesso
    ci penso solo quando vado al cesso.
    Cerco un equilibrio interiore,
    mi son vestito da signore
    per rassicurarmi.

    Sapete cari miei,
    credo che sia il monaco 
    che faccia i panni.

    Son felice solo
    quando scrivo canzoni
    e piango a giorni alterni
    ricordando gli anni belli.

    Non sono depresso
    anche se amo il cipresso,
    anche se la notte mi confonde
    mentre sogno di fare il bagno
    tra le sacre sponde.

    Mi piace il freddo addosso,
    correre fino a quando posso
    e poi venirti a cercare
    per proporti
    l’amore in mezzo al mare.

    Sono felice solo con te
    ma sono anche triste.
    Sprizzo tristezza dappertutto
    e sono felice di diventar
    ogni giorno un po’ più brutto.

    Ogni giorno un po’ più brutto è bello.
    Si apre un cancello 
    altro che un portone.
    Baciare baciare te
    è come inventare
    un nuovo colore.

    Rispetta la felicità
    ma anche la tristezza,
    fottiti della banalità
    e goditi l’ebrezza
    di essere ubriaco
    senza aver bevuto.

    Oggi sono con te,
    mi sento innamorato.
    Oggi ho vissuto.

  • 26 ottobre alle ore 11:54
    Pane e mascarpone

    Filippo mangiava
    pane e mascarpone,
    mentre Nino malediceva il nonno
    che per un vetro rotto
    ci bucò il pallone.

    Berto lanciava le rane dal terrazzo
    mentre Paolino urlava come un pazzo.
    La sua Superga
    sopra un chiodo,
    come Cristo in croce,
    Checco glielo levò
    e la mamma di Paolino
    perse quasi la voce.
    Per lo spavento
    quasi svenne,
    mentre nella casetta di legno
    si tenne
    una riunione importante.

    Era un pomeriggio
    d’estate o d’inverno
    non importa.
    Lì il tempo era sempre lo stesso.
    Si usciva dopo fatto i compiti;
    Berto faceva sempre presto.

    Erano gli anni dove il vento
    soffiava sempre leggero,
    un piccolo mondo
    un piccolo paese dei piccoli,
    il nostro regno per davvero.

    Giocavamo a calcio,
    ci prendevamo a calci,
    ci aiutavamo come fratelli,
    eravamo belli
    per quanto ci volevamo bene,
    per quanto ci divertivamo insieme.

    Tutto questo
    nel nostro cortile,
    poi il sogno si spezzò
    quando a Gabriele venne in mente
    di parlar dell’avvenire.

  • 11 ottobre alle ore 9:37
    Antonio il ferramenta

    Antonio il ferramenta
    mi ha chiesto una poesia,
    è così un bravo ragazzo
    ha una laurea in economia.
    L’anno prossimo si sposa
    è un anno
    che va a letto con la Rosa.

    Così gira la vita
    così gira la vite,
    con un cacciavite a croce
    ha scelto un’altra luce.

    Ha scelto la sua vita
    ha scelto la sua vite,
    con un cacciavite a spacco
    ha un porto per l’attracco.

    Gli occhi suoi
    son gli stessi del papà,
    ha scelto il suo paese
    a una vita in Canadà.

  • 01 ottobre alle ore 22:55
    E allora faccio un figlio...

    C’è gente che fa figli
    perché così si fa.

    C’è gente che fa figli
    perché l’ha fatto la sorella.

    C’è gente che fa figli
    per non lasciare ai nipoti l’eredità.

    C’è gente che fa figli
    perché su Instagram van di moda
    le fiche col pancione.

    E allora faccio un figlio,
    per vedere come va!

    C’è gente che fa figli
    perché sono conigli.

    C’è gente che fa figli
    perché “Io non ce l’ho fatta,
    ma lui ce la farà!”

    C’è gente che fa figli
    per dare un senso alla sua vita.

    C’è gente che fa figli
    perché “dai, non ti fermare!”

    C’è gente che fa figli
    per avere un bastone alla vecchiaia.

    E allora faccio un figlio
    per vedere come va!
    Magari è proprio uguale
    alla pubblicità!

    C’è gente che fa figli
    per aggiornare
    lo stato di whatsapp.

    C’è gente che fa figli
    per testare quell’app
    che ti segue nella gravidanza.

    C’è gente che fa figli
    perché la foto con la panza
    sono minino 100 MI PIACE.

    C’è gente che fa figli
    per andare al parco alla domenica.

    C’è gente che fa figli
    perché fa il contadino
    (e qui ci sta!)

    E allora faccio un figlio
    per vedere come va!
    Magari è proprio uguale
    alla pubblicità!

    Qualche notte insonne,
    ma poi cresce da sé.
    Dal biberon col latte
    al tavolo col narghilè.

    Stanotte ho fatto un figlio,
    l’ho fatto perché amo te.
    “È tutto il suo papà!”
    Dopo appena un mese:
    “Spero tanto, che non diventi come te...”

  • 01 agosto alle ore 15:19
    Da qualche parte, oltre la vita

    Da qualche parte
    oltre la vita,
    ci sono bambini
    che son tutti bambini.
    Solo sorrisi,
    tutti sorrisi.
    Semplicemente gengive,
    qualche dente
    e la loro felicità.

    Da qualche parte
    oltre la vita,
    sicuramente ci sarà.
    Deve esserci,
    lo credo
    un posto così.
    In terra non è giusto
    vederli soffrire,
    piangere o morire.

    Da qualche parte
    oltre la vita,
    dove tutto è più giusto,
    l'unico pensiero di un bimbo
    è spremere la fantasia
    nella testa, nei loro giochi.
    La fantasia fatta di felicità.

    Da qualche parte
    oltre la vita,
    anche se a volte la vita
    è finità già.
    Non credere che sia finita,
    perché una fine non ci sarà.
    Un mondo di nuvole e balocchi
    come premio
    di una vita
    che tanto giusta non è stata.

    Da qualche parte
    oltre la vita,
    con te il mio cuore porterà.

  • Mio fratello
    mi ha aiutato a superare
    un brutto inverno.
    È grazie a lui
    se oggi apprezzo la primavera.
    Se a volte ritorna la pioggia
    penso che sia solo sole,
    un sole che spera
    di scaldare ancora
    le nostre ossa,
    la nostra pelle bianca.

    Fu un brutto inverno quello lì,
    dove si palleggiava
    con il cuore in mano.
    Si cercava di amare,
    ma nemmeno l’amore
    riusciva a salvarti.

    Una donna a volte non basta,
    serve solo un fratello
    e il suo cuore che parla di te,
    le sue mani che tremano
    la sua voce spezzata
    per la rabbia, per errore,
    perché se piange o se ride,
    piange e ride,
    solo se lo fai anche te.

  • 07 marzo alle ore 23:41
    E allora non amiamoci più

    E allora non amiamoci più.
    Vado in Mongolia
    ad allevare cani da tartufo,
    mi compro un gufo
    per passare notti insonni
    senza pensare a te.

    E allora non pensiamoci più.
    Una doppia mandata
    è quello che mi resta.
    Valigie
    che volano dalla finestra.

    Inizio a scrivere pezzi trap,
    perché il rap non tira più.
    Tiriamoci tutti su
    con la musica commerciale,
    sale
    piene di genti tristi.

    Turisti in fuga da se stessi.
    Perplessi e smemorati,
    viaggiano attorno al mondo
    ma non dentro se stessi.

    E allora non amiamoci più.
    L’America è lontana
    ma nel mio letto ci sei tu.
    Ti abbraccio, ti amo,
    ti detesto, ti voglio, mi arresto,
    affogo dentro di me.

    Sono le due di notte,
    mangio un gelato al limone,
    c’è Colpo Grosso in televisione.
    La spengo e penso che domani
    ti sveglierò con un bacio e un caffè,
    per poi ricordarmi
    che una volta amavo te.

  • 05 febbraio alle ore 17:41
    Un tuffo a mare a gennaio

    Sei andato a tramontare lì,
    dove tutto ebbe inizio.
    Dove non ero nessuno
    ma mi sentivo un re,
    dove la città era mia
    senza saperne il perché.

    Ora ti guardo da lontano,
    come chi ricorda l'estate d'inverno,
    come una canzone fuori stagione,
    come un groppo infondo al cuore.

    Mi assale senza avviso
    ma con dolcezza,
    tenerezza degli anni che non ci sono più.
    Giri infiniti su un motorino,
    belle chiacchiere senza senso,
    baci lunghi quanto l'attesa di un treno in ritardo.

    Assolto, dal destino che mi si è rivelato.
    Ero un bambino e mi sono svegliato
    grande e diverso.
    Disperso tra mille pensieri
    ma con lo stesso sguardo di ieri.
    Perché comunque vada,
    ci sarà sempre amore sulla mia strada.
    Ci sarà sempre un figlio da accarezzare,
    una spalla sulla quale riposare,
    un sorriso per chi è con me,
    un volo di gabbiano e un tuffo a mare a gennaio.

    Febbraio è vivo ora,
    è giunta la mia ora,
    il buio non mi spaventa più,
    il freddo mi tiene compagnia
    e la felicità mista a nostalgia
    è quella di prima.

  • 11 ottobre 2018 alle ore 23:21
    In un milione di piccoli pezzi

    Sono sopravvissuto
    a una guerra che non c’è stata.
    Mi sono perso
    in tanti piccoli pezzi
    e non sono più tornato.

    L’amore nasce per finire
    e il dolore è fatto per capire,
    che su questa terra
    non ci sono solo io.

    C’è un dio che piange
    e uno che ha peccato,
    c’è un uomo che prega
    e ha detto amen al fato.

    Raccogli le briciole,
    ritorna dal passato.
    Riconoscerai te stesso,
    o forse te stesso
    non lo sei mai stato.

  • 31 agosto 2018 alle ore 12:37
    I folletti della felicità

    Senti il tuo respiro,
    sei vivo, sei immenso,
    sei sotto un ulivo.
    L'odore d'incenso,
    l'amore di notte,
    che quando ci penso...

    Nel momento più bello
    suona il citofono,
    il rappresentante del folletto
    si presenta di petto.
    "No, grazie ragazzo,
    stavo scrivendo una poesia".

    L'amore all'alba
    è fatto di nostalgia.
    Basta carezze,
    parole dolci e sconnesse.

    Se sono felice
    è perché sento,
    prima di pensare.

    Sento il cuore gonfio,
    la voglia di amare,
    te, il cane,
    le rondini ormai lontane.

    Se sono felice
    è illogico e naturale,
    è la forza della vita,
    è la gioia che sale.

  • 01 agosto 2018 alle ore 13:22
    Siamo fatti di terra, di acqua e di amore

    Voglio una vita semplice.
    Voglio fare il contadino,
    la sera un bicchier' di vino,
    e poi sdraiami
    ed ascoltare jazz.

    Voglio una vita semplice.

    Ho detto a tutti:
    "Ciao ciao. Ci rivediamo tra trent'anni".
    Ma che famiglia? Che figli?
    Al massimo conigli, galline e una pecora
    nera.

    Nera come la notte
    che mi sento addosso.
    Nera come il mio cane
    il cui unico pensiero è l'osso.

    Pazzia? Anarchia?
    Elogio della follia?
    Voglio solo stare con me stesso,
    mettermi una coperta addosso
    e vivere di quel che posso.

    Mio nonno s'è commosso
    a pensare che lui,
    non l'ha fatto per scelta,
    ma è nato in un campo di grano
    da un amore profano
    tra una donna del popolo
    e un uomo venuto da lontano.

    Grazie nonno,
    che hai raccolto
    la mia anima,
    sotto l'albero di pero,
    l'hai mostrata alla natura
    e hai espresso il tuo pensiero:
    "Siamo fatti di terra, di acqua e di amore".

    "Siamo fatti di terra, di acqua e di amore".
    È la preghiera che recito
    ogni sera
    prima di andare a dormire.

  • 26 aprile 2018 alle ore 17:26
    Impara ad ascoltare le canzoni

    Impara ad ascoltare le canzoni.
    Chiudi gli occhi
    e legati a questi aquiloni.
    Se stai soffrendo è ancora meglio:
    è come dormire
    e sognare che sei sveglio.
    E ti senti dentro,
    ti senti un po' spento
    come un cerino che sta per consumarsi,

    E poi ti scotti il dito
    e il dolore lo senti.
    Brucia, eccome se brucia.
    Soffri, eccome se soffri.
    Ma vuol dire che sei vivo.
    Questo dolore
    sarà pura e semplice dolcezza
    nel ricordo
    di quando avevi più capelli
    meno rughe
    e tutto era semplice.
    Era solo voglia di averti
    per sempre o per un attimo,
    legata a me.

    Ma oggi, proprio oggi,
    per piacere,
    impara ad ascoltare le canzoni.

  • 13 aprile 2018 alle ore 16:43
    Lotta per l'infelicità

    Bevevo vino
    in un giardino di rose.
    Rossa la bandiera in riva al mare,
    il bagnino dorme
    ma fa finta di vigilare.
    Esco in vestiglia sul balcone,
    ho bisogno di un dottore
    che mi spieghi
    come si fa a esser tristi.

    Son sempre felice
    e questo mood non mi si addice,
    vorrei mostrarmi più serio
    e un po' maledetto.
    Ma poi chi l'ha detto
    che per far versi
    serve la cultura?
    Ho raccolto una poesia
    nella spazzatura,
    poi in un'orgia,
    in un cortile di periferia,
    nella vecchia casa di mia zia.

    Basta godere delle sensazioni,
    andare a tentoni nel mondo che avanza.
    L'abbondanza del rivivere ancora,
    un'altra notte,
    un'altra storia.

    Come si fa a esser tristi?
    Io quasi mi vergogno.
    Mentre inizia a nascere il rimorso
    già mi sono perso,
    di nuovo nella mia allegria.

    Forse un giorno sarò triste,
    ma ora non fate la spia.

  • 05 aprile 2018 alle ore 23:38
    Sono il cugino buono di Adolf Hitler

    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    la sera mi corico
    e penso al cielo lindo,
    alla Madonna dei Pozzi,
    a come vorrei che fossi
    al Palla Strozzi
    a Benedetto da Maiano,
    a come la malinconia
    mi avvolge piano piano.

    Suono melodie,
    faccio follie
    da artista squattrinato,
    nato e cresciuto
    insieme al cugino che stimo
    e che odio da sempre.

    Son sempre stato
    un tipo strano:
    coltivavo rose nere
    giocavo a scacchi con un passero
    e mi sentivo sereno
    nelle notti senza stelle.

    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    non vogliatemi male
    non l’ho voluto io.
    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    non vogliatemi male,
    poteva andarmi peggio:
    potevo essere
    il cugino del pulcino
    Pio.

  • 23 febbraio 2018 alle ore 15:02
    Libertà obbligatoria

    Ho mille poesie dentro.
    Ho una musica
    che quando sto in silenzio
    sento.

    Ho un grande amore
    che vive sempre lì
    e non sente mai freddo.

    Ho voglia di fango,
    di freddo, di arte,
    di ore di ozio,
    di starmene da parte.

    L'artista
    vuole la compagnia
    dei suoi simili:
    puttane, pescatori,
    amici là fuori
    che cantano al vento,
    che bevono e piangono.

    Lasciatemi qui,
    nella terra che amo.
    Una bottiglia di vino,
    e arance rubate
    nell'orto del vicino.

    So vivere solo così,
    questa la mia condanna.
    Aiutami a essere libero
    e ti amerò per sempre.

  • 26 settembre 2017 alle ore 9:18
    L'uomo che non muore

    Ho voglia di terra, di arte,
    d'amore.
    Invece mi ritrovo qui
    a parlar con un dottore:
    di cose che neanche penso,
    di figli, di puttane
    a ore.

    Voglio vivere di arte
    e mi sento anche artista.
    Voglio vivere di terra
    anche se non son portato.
    Voglio vivere di te
    e questo l'hai capito.

    Sognare ancora un po' 
    non costa quasi nulla,
    la sveglia suona già 
    è il tempo di mia figlia.

    Lo dico anche a lei,
    che voglio vivere di terra,
    di arte e di amore.
    E mi ritrovo qui
    a fissarti per ore,
    col sorriso di un uomo,
    di un uomo che non muore.

  • 08 settembre 2017 alle ore 9:04
    Quando ti muore un cane

    Quando ti muore un cane
    muori un po' anche tu.
    Si porta via una parte di te,
    della tua storia,
    di quello che sei stato
    e forse non sarai più.

    Quando ti muore un cane
    ti giri a cercarlo
    ma lui non c'è più.
    È stato parte
    di quello che sei stato.
    Ti ha fatto smettere di piangere
    perché guardando lui
    le lacrime non servivano più.

    Quando ti muore un cane
    metti insieme gli scatti della tua vita,
    un filmino in bianco e nero
    che conosci solo tu.

    E chi non ha mai avuto un cane
    non potrà mai capirlo,
    che quando ti muore un cane
    muori un po' anche tu.

  • 17 maggio 2017 alle ore 17:35
    E poi mi scrivo una poesia

    E poi mi scrivo una poesia
    sperando che rimanga mia
    per sempre.

    Per sempre con me,
    con le notti senza sonno
    con la gioia di un ritorno
    a casa.

    A casa mia,
    dove sei tu
    e non vorresti mai andar via.

    Dove tutto ha molto più senso,
    dove l'amore incontra la vita,
    dove ci siete voi:
    i vostri sorrisi, le vostre manine,
    i vostri "papà!", le vostre manie.

    E poi vi scrivo una poesia
    sperando che io sia
    sempre con voi.

    Nei vostri cuori,
    nelle vostre incertezze,
    nelle vostre carezze
    a persone che amate.

    Insegnare ad amare
    non è un mestiere per tutti,
    è amare se stessi
    e donarsi del tutto.

    Insegnare a vivere
    non è un lavoro da nulla,
    insegnare a sbagliare
    è quel che si dovrebbe fare.

    Lo avete capito?
    Amate, sbagliate,
    sentitevi liberi
    di interrogare la vita.

    Io sarò sempre qui,
    dentro e intorno a voi.

  • 22 agosto 2016 alle ore 23:20
    Sere di fine estate

    Sere di fine estate.
    Le tue labbra bagnate
    di vino bianco
    e di acqua salata.
    I tuoi capelli se ne vanno col vento
    e io son contento
    di pensar agli affari miei,
    ma ho una voglia di te
    che descrivere non saprei.

    Mi tuffo nel mare
    che oggi è più blu
    pensando a stasera:
    io, tu
    e un lenzuolo leggero
    che copre il nostro amore,
    che accarezza l'estate
    e accoglie l'autunno.

    Nostalgia di fine estate
    delle nostre dolci serate,
    ma siam pronti all'inverno.
    La mia stagione sei tu
    e all'estate già non ci penso più.

  • 09 luglio 2015 alle ore 22:11
    Ci sarò, e sarò sempre me stesso

    Mi son scritto una poesia
    per star bene sulla via,
    quella strada che mi porta
    alla riva storta.
    Quel luogo dove mia nonna
    si alzava la gonna
    e lavava i panni
    per la gente del paese.

    Mi son scritto una poesia
    perché ora
    sto vivendo la felicità
    e me la godo finché ci sta.

    Tra storie e canzoni,
    Maria Salvador e Santiago del Cile,
    quante ginocchia mi sbucciai
    sull'asfalto del cortile.

    Vi saluto bella gente
    e non fate finta di niente.
    Questa mattina piangevo
    e stasera bevo
    per una vita che nasce,
    perché son già con te
    e sarò con te per sempre.

  • 11 febbraio 2015 alle ore 22:25
    Brucio

    Me ne infischio
    del complemento oggetto,
    perché ho sete del verbo,
    del freddo che sento,
    di un giorno che è morto
    e non tornerà più.

    Ho bisogno,
    ho bisogno,
    ho un bisogno assoluto
    di non esser più muto
    di spogliarmi sulla neve
    e di essere quell'uomo
    che non teme
    il gelo d'inverno
    o il caldo d'agosto.

    Le emozioni che non conosco
    son pronto a scoprirle,
    tanto niente m'ammazza,
    e le febbri di ieri
    son coccole di fragole,
    son fette di vita,
    spruzzi frizzanti di quello che sono.

    Ho bisogno,
    ho bisogno,
    ho bisogno di sentir freddo
    per cedere ancora
    al fuoco che ho dentro.
    Io forte lo sento,
    lo sento e ti sento
    fuori
    e dentro di me.

  • 10 febbraio 2015 alle ore 22:53
    Se ci ripenso ancora, non ci ripenso più

    Se ci ripenso ancora
    non ci ripenso più,
    ti voglio amore mio
    ti voglio ancor di più.

    Rullano i tamburi
    mi butto a testa in giù,
    un tuffo assai felice
    nel mare che sei tu.

    La canto,
    la suono e la intono
    a un cane steso al sole
    e un vecchio che non vuole
    credere all'amor.

    T'ho stretto nella notte,
    ti ho messo in cassaforte
    e non la apro più.
    L'ho chiesto tante volte
    un coro che conduce
    a te che sei lassù.

    Lassù al terzo piano
    dove sono più sereno,
    una radio suona fuori
    nel vicolo ventoso,
    nel mare che è rabbioso:
    geloso del nostro amor.

  • 14 novembre 2014 alle ore 9:32
    Tre metri in avanti

    E poi mi son spogliato.
    Vestaglia di seta
    e pantofole cammello.
    "Ma io chi sono?"
    Apostrofando sul più bello.

    Vedo foglie cadere,
    nubi svanire
    e neve pippare.
    Germoglio insulso ma onesto
    del mondo piccolo
    in cui mi son perso.

    E sempre pippe di coscienza
    pronte a farti star male.
    Io mi appello a Don Chisciotte.
    Don Chisciotte non era un fesso!

    Pronto a combattere battaglie
    imbecilli e disarmanti,
    con la gioia e lo spirito
    di una vita vissuta
    tre metri in avanti.

    Solo ora mi accorgo
    di aver scritto questo testo,
    sul retro di una prescrizione
    medica.

    Al diavolo il dottore!
    La poesia è la mia cura:
    è la vita che tinge la mia dolce visione.

  • 05 novembre 2014 alle ore 10:01
    La terra è il mio rifugio

    La terra è il mio rifugio,
    pertugio armonico e immenso
    in cui penso
    di abbandonarmi senza rimpianti
    per poi guardare avanti.

    E continuo a coprire solchi
    per coprire anche le ferite,
    nel ricordo di quel campo di grano
    dove mischiammo il nostro amore.
    Da lì nacque un eroe
    che morì giovane in guerra.

    Solitudine e terra
    è quello che mi resta.
    Se la sera è lesta ad arrivare
    rimango assorto dinanzi al focolare,
    nel riflesso di una vita
    che comunque scorre.
    Una lacrima può bastare,
    vi chiedo solo di lasciarmi andare
    perché la terrra rimarrà
    il mio unico e sol rifugio,
    pertugio armonico e immenso
    in cui penso
    di abbandonarmi senza rimpianti
    per poi guardare avanti.

    Spezzo canne e spezzo il passato,
    e a quelle canne si appogeranno
    piante
    che s'intendono col futuro,
    anche se ho solo voglia
    di rallentare il tempo
    insieme ai miei pensieri.

  • 24 ottobre 2014 alle ore 11:59
    Il valzer dell'alzheimer

    A mio padre
    che c'ha dentro la poesia,
    a mia madre
    che la colpa non è più sua.

    Sputo fuori dalla finestra
    perché uno sputo è quello che mi resta.
    Lui sorride
    e su un bastone si sorregge
    da una vita piena
    di schegge, di spasmi
    e di aggressioni.

    Ora contan solo poche cose:
    la vecchiaia e il suo imbuto,
    stringi, e resta solo il vuoto.
    Un vuoto pieno di figli, di rimpianti dimessi
    e di favolosi
    fili sconnessi.