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Poesie di Patrizia Chini

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  • 17 luglio alle ore 15:41
    Che cos'è il dolore

    Che cos’è il dolore?
    Ѐ un vuoto non colmato
    nell’animo turbato
     
    Ѐ una fitta
    che inferta ha al tuo cuore
    una freccia scoccata dal fato
     
    Ѐ una parola fredda
    che scrive “Fine”
    sotto l’ultima storia
     
    Ѐ l’indifferenza
    che ti cammina al fianco
    senza mai parlarti
     
     Ѐ il tuo sguardo muto
    che non ha messaggi
    da inviarmi
     
    Ѐ una notte senza stelle
    e senza le tue carezze
    nella mia pelle
     

  • 20 aprile alle ore 10:08
    Il tempo corre

    Il tempo corre.
    Stanca riposo
    su una sedia di paglia
    La voce del mondo
    è sempre più lontana
    soffio sulla polvere
    che ammanta i ricordi
    Ogni tanto scrivo poesie
    sulle imponderabili linee
    tracciate dal volo
    delle foglie morte.
     
     

  • 03 aprile alle ore 9:04
    Sognavo

    Sognavo di volare
    sopra a nuvole  alte
    senza curvarmi al peso
    di questa vita greve,
    sentivo solo il soffio
    di mille ali eteree
    Tra gli angeli seduta
    profumi e ambrosie a iosa
    mentre sognavo scrivere
    d’amore e fiori rosa
    con un posto grande
    nel cuore e nella mente
    a ospitare il buono
    il bello, il giusto e il sano
    ancora  figli d’uomo.
    Cullarmi ritrovando
    calma e serenità
    tesori ormai perduti
    da questa umanità
    sognavo...
     

  • 28 marzo alle ore 15:03
    Non farla crescere

    La società di oggi
    colma di dolore
    partorito da una belva
    che ha nome violenza
    è il grembo infernale
    che la gramigna invade
    disegnando futuri scenari
    di morte
    avvolti da boati di silenzio...
    Ferma la tua mano violenta,
    Uomo!
    Non permettere che cresca
    tra disagio e ingiustizia.
    Educala all’amore
    e alla condivisione
    che impari ad accarezzare
    e lenire il dolore

  • 11 febbraio alle ore 10:14
    Non ombra

     Il frinire monotono delle cicale
    sui rami del noce a riposare
    bucava l’aria nella notte chiara.
    La luna piena alta nel cielo
    sorrideva… sfidava la mia vita
    ferma allo start in attesa di chiamata.
    Non ombra né ferita malcurata
    velavano certezze ancora salde
    grembo materno
    d’amore e di speranze.

  • 05 gennaio alle ore 23:49
    Animale ingrato

    M’inchino a te anno novo
    che sei venuto ar monno
    la notte der 31 urtimo scorzo
    T’avemo aspettato
    T’avemo preparato un po’ de botti
    na bottija de spumante frizzantino
    e ’n panettone tajato a fette grosse
    Sei nato a mezzanotte
    quanno er celo de Roma era fiorito
    de mille e mille fochi d’artificio
    Tutti a fasse “I più sentiti auguri”
    abbraccci e baci e...“Volemose bene”
    Caro Anno Nuovo
    all’inizzio è così,  tu sei er più bono,
    er più bello de tutti quelli
    che t’hanno preceduto
    Ma cor passar der tempo
    vedrai che nun te se fila più nessuno
    diranno che è corpa tua pure
    se l’IVA aumenta
    o se va tutto male
    spesso te diranno
    “Sei 'n anno disgraziato!”
    perché devi sapè
    che l’omo a vorte è...
    ‘n’animale ingrato

  • 27 dicembre 2017 alle ore 14:48
    Bisogno di Dio

     
    Ho visto schiarirsi il cielo
    alla luce dell’alba
    dopo una notte buia
    senza stelle e senza luna
     
    Ammassi nebulosi
    si sono riappropriati della forma
    e ho riconosciuto cose
    animali e persone
     
    Le montagne lontane
    illuminate dal sole
    mi hanno dato forza
    e scaldato la vita
     
    Un bambino piange
    e chiama la mamma
    intenerisce il mio cuore
    indurito e muto
     
    Una voce sussurra
    una preghiera a Maria…
    mi riaccende nell’animo
    il bisogno di Dio.
     

  • 15 luglio 2017 alle ore 17:07
    Tu sei...

    Tu sei...

    l'acqua che spegne le fiamme del fuoco
    che spesso divampa dal mio animo ardito

    sei il giorno di sole che arriva gradito
    e asciuga in silenzio il mio pianto

    del freddo mio viver_cui appoggio
    il mio traballante andare per le strade del mondo

    sei l’essere istrionico che si fa diverso
    e muta aspetto e cuore solo per affetto

    per questo, amico, tu non hai prezzo...
    sei il dono di un dio buono alle pene dell’uomo

  • 11 marzo 2017 alle ore 0:29
    Come onde

    La pelle urla,
    è in crisi di astinenza
    vorrebbe tenerezza
    sentire ancora forte
    l’emozione del cuore
    al tocco delicato
    delle tue labbra morbide.
    Davanti agli occhi passano
    come onde i ricordi
    di quei giorni lontani…
    e i baci e le carezze
    e gli abbracci avvolgenti
    che ho ancora nella pelle
    mi sconvolgono la mente
    allora alzo la voce
    e chiedo loro di tornare
    per regalarmi un'ultima
    struggente
    ebbrezza d’amore
     

  • 24 gennaio 2017 alle ore 18:10
    Oggi vi celi

    Da sempre di fiocchi candidi
    hai coperto ogni cosa
    riversando su tutto
    un silenzio sereno

    Di bianco abbagliante
    hai dipinto le case e le strade
    Con suoni ovattati
    ci hai addormentato

    Hai reso ridenti occhi
    e bambini che, sorpresi
    ti hanno guardato
    scendere piano

    Hai messo a riposo
    ogni refolo
    e sotto il tuo manto di freddo,
    hai sempre celato fermento...

    ma oggi vi celi
    solo morte e sgomento.

  • 26 novembre 2016 alle ore 9:00
    Chi sono?

    “Chi sono?”
    Quesito mesto
    che mi rivolgo spesso
    specialmente
    nei momenti di tensione
    quando tardo
    a prendere decisioni
    e, invece, avrei bisogno
    di conoscermi meglio
    e avanzare sulla strada
    del progresso.

    Così avanzo
    in questo labirinto
    con mille porte
    che non vanno aperte
    per non rischiare
    di trovarmi fuori
    prima di aver saldato
    il debito concesso.

    E mi scopro
    a consumare il tempo
    mentre vago
    nella difficile ricerca
    di me stesso.

  • 18 giugno 2016 alle ore 8:57
    Tu, figlio indegno

    Nutrite da cupidigia e indifferenza
    hai affondato le tue mani avide
    nel grembo sacro della terra
    senza ritegno senza rispetto...
    tu figlio indegno.
     
    Hai sparso veleni nelle acque illibate
    dei fiumi e dei mari.
    Hai strappato gli alberi alle foreste.
    Hai sottratto, hai bruciato...
    di gas mortali hai ammorbato
    l’aria che respiriamo.
     
    L’ira che monta a ogni
    tua nuova angheria
    colmerà la misura deflagrando
    e innescherà lo tsunami
    che sulle spalle porterà la morte
     

  • 31 maggio 2016 alle ore 16:50
    Fichetti

    "Fichetto" deficiente
    a te interessa solo l'apparire
    dell'essere non te ne frega
    niente

    Ogni tua cura
    la riservi al corpo
    né cibo, né esercizi
    hai per la mente

    Nei tuoi pensieri
    tanta palestra
    anabolizzanti
    e preservativi

    Più profumato
    di una meretrice
    l'anima tua
    fa puzza di bugie

  • 04 maggio 2016 alle ore 18:14
    ... e te guardi con amore

    Finché vivi su ‘sta terra
    omo mio sai che t’aspetta
    primma o ppoi ha da finì
    più de tanto ‘n po' dura’...

    Ma ‘na cosa c’è che speri,
    fino a quanno tu respiri,
    è la gioja de ‘n abbraccio
    de ‘n sorriso... ‘n bacio vero

    che quarcuno te stia accanto
    stringa forte la tua mano...
    e te guardi con amore
    quanno nun c'avrai colore.

  • 21 gennaio 2016 alle ore 9:43
    Sui monti

    Respira il mio animo
    alla brezza leggera
    che spira tra gli alberi
    alti sui monti...

    ne ama il monotono
    suo lento avanzare
    mentre salendo
    a fatica si inerpica
    nell’erta sterrata
    calcata dagli avi

    senza voltarsi,
    senza rimpianti.

    Su sentieri impervi,
    tra sassi e sterpi,
    s’immerge e si inoltra
    nei suoi silenzi...

    falciati solo
    dal verso acuto
    della poiana.

  • 09 novembre 2015 alle ore 18:08
    Ero un'amazzone

    Ero un’amazzone,
    cavalcavo l’onda...
    un’onda alta e fragorosa
    che correva veloce
    tra mille spruzzi
    e grida di gabbiano
    Solcavo le  acque
    dritta al timone
    strette nel pugno,
    le briglie della vita.
     

  • 31 ottobre 2015 alle ore 9:18
    Restami accanto

    Spesso mi sembra
    di sentirti ancora...
    Rivedo le tue mani
    ruvide ma buone
    e i tuoi occhi
    che indagavano
    il mio cuore.
     
    La tua voce poi
    non mi abbandona...
    non mi lascia mai sola.
    Nessuno più di te
    mi può comprendere-
     
    Mentre percorro mesta
    la mia strada
    chiedo a te consiglio
    e in te trovo l’affetto
    che i vivi non riescono
    più a darmi.
     
    La tua forza
    me la sento dentro
    in te mi specchio
    e, mentre la notte
    si avvicina all'alba,
    ti chiamo a voce alta...
     
    ─Padre mio
    restami accanto!
     
     

  • 16 ottobre 2015 alle ore 12:27
    La falce

    Di violenza ormai trabocca il mondo
    il suo clamore copre ogni altro suono
    urlano i morti che non hanno pace
    urla il cuore degli assassini.

    Con ogni genere di nefandezze
    colpisce duro l’umanità
    scatena guerre tra i fratelli
    coltiva l’odio tra le genti.

    Chi fermerà l’onda del male
    prima che soffi in ogni dove
    il vento mortale innescato dal taglio
    secco... ineluttabile di quella falce?
     

  • 19 giugno 2015 alle ore 9:13
    Senza speranze

    È come andare
    senza sapere dove
    sperando solo
    che si arrivi in fretta.

    Ti trascini dietro
    il peso dei pensieri
    il dolore pungente
    dei ricordi.

    Non comprendi più
    il senso delle parole
    e il perché del nostro
    quotidiano vivere...

    Non senti battere
    il tuo cuore
    inutile orpello
    senza più speranze.

    Intorno a te c'è il mondo
    e le sue grida
    che ti lancia l'ennesima sfida...
    ma tu la senti sempre più lontana.

  • 27 maggio 2015 alle ore 9:10
    Ciliege

    Lisce, tonde,
    turgide palline
    di rosso fiamma
    ad arte rivestite.
     
    Alberi chiomati
    illuminate
    con mille lampi
    d’oro e di rubino.
     
    Le mamme grate
    guardano felici...
     
    A due a due
    o a mazzi
    le bimbe fan campane
    di orecchini
     
    mentre di noccioli e grida
    fan battaglie
    eserciti di monelli
    divertiti.
     

  • 30 aprile 2015 alle ore 20:55

    Chi son io che scrivo
    cancello e rileggo
    poi lascio la penna
    mi sdraio nel divano
    mi accoccolo e  leggo.
    Sono un’opera incompleta,
    un progetto bloccato
    una statua senza un braccio
    non un capolavoro...
    un abbozzo e nient'altro.
    Vorrei essere opera
    completa di forza...
    piena di coraggio
    anche e non soltanto
    per chi mi sta al fianco.
    Svegliarmi una mattina
    che corro fiera e me ne vanto
    è il sogno ricorrente
    delle mie notti in bianco.
    Sono così, incompleta...
    ma chi non lo è un pochino?
    Per questo mi accontento
    e non prego l’Artista
    di rimettersi al banco
    e perfezionarmi
    con l’attrezzo più adatto.

  • 14 febbraio 2015 alle ore 17:50
    La vigna

    Non ci sarà vendemmia,
    padre mio.
    I vitigni generosi
    scelti con cura
    interrati da te
    in ginocchio, con le mani
    ora, ammalati nello spazio breve
    di un’estate infame,
    stanno per morire…
    La tua vigna muore!
    Io non ho cuore
    né occhi per guardarla
    posso solo sperare
    che a te sia dato di vederla
    come ce l’hai lasciata
    bella com’era
    la nostra vigna… amata.
     

  • 11 gennaio 2015 alle ore 23:34
    Il mio "Albicocco biondo" non è più...

    Il mio albicocco biondo non è più…
    Ne hanno fatto legna per il fuoco.
    Non sarà più la casa dell'allodola
    o del fringuello o dell'usignolo.
    Ne sarà di aiuto a me viandante
    che a fatica salgo per la china
    e prima di rientrare alla magione
    m'inebrio al fresco dell'ombra generosa.
    Tronco slanciato e fronde rigogliose
    paradisiaca oasi per il corpo
    mentre la mente rimugina e si illumina.
     

  • 10 gennaio 2015 alle ore 0:10
    La prima neve dicembrina

    Scendeva fitta
    senza rumore
    la prima neve
    dicembrina.

    Fiocchi veloci
    si rincorrevano
    si superavano
    e poi cadevano...

    Seguivo i fiocchi
    da dietro il vetro
    di una finestra
    con le tendine.

    In casa l’albero
    e il presepe
    magie d’incanti...

    riflessi di stelle
    negli occhi ridenti
    di noi bambini.

  • 07 ottobre 2014 alle ore 16:02
    Finchè tu ne abbia la forza

    Calma piatta nel mio animo
    Non c’è onda o increspatura
    Niente smuove il mio torpore.
    Preferisco la tempesta
    il ciclone e l’uragano...
    input forti  che pretendono
    risposta
    che ti chiamano all’azione
    che ti impongono la lotta
    finchè tu ne abbia la forza.