Le assenze non finiscono mai:
cambiano solo di temperatura.
Diventano l'aria densa sopra la nuca,
la luce di sbieco del pomeriggio,
oggetti che dimenticano il loro uso.
Ciò che perdiamo si sposta soltanto,
diventa un’inclinazione del respiro.
Tutto ciò che ho perso
cammina alla mia stessa velocità,
sul lato cieco della strada.
Non manca nulla. Tutto insiste.
21 maggio 2026
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Certe valli di parole non meritano nemmeno l'eco. Mi siedo dal lato del torto e lascio che sia il tempo a fare il lavoro sporco.