Dove Poso lo Scudo

Alle mie ferite penso da sola.
Ho bende di ferro
e farmaci d’ombra;
so dove il sangue brucia
e come si tiene vivo.

Non cerco mani che mi salvino,
né medici per l’anima,
né eroi affamati
del merito del mio riscatto.

La mia pelle ha già compiuto la sua muta,
ha imparato il silenzio necessario
delle creature che sopravvivono.
Conosce l’arte severa
di bastarsi.

Per questo ciò che chiedo
è più raro dell’amore
e più difficile della fedeltà:
voglio qualcuno
che non mi ferisca.

Qualcuno capace di attraversare i miei cocci
senza farsene re,
senza calpestarli per distrazione.

Qualcuno che sappia
quanto pesa una parola
prima di lasciarla cadere.

Che conosca la grazia delle porte socchiuse,
il gesto lieve di chi resta
senza fare rumore.

Non cerco miracoli,
né promesse eterne
consumate dalla bocca degli uomini.

Mi basterebbe una vicinanza quieta,
un respiro leggero accanto alla notte,
un luogo disarmato
dove poter finalmente
posare lo scudo.