La Domenica del Tempo
C’è un giorno che il tempo dimentica.
Non ha nome,
non appartiene a nessun mese,
non arriva dopo il lunedì
né prima della domenica.
Le sveglie resteranno mute sui comodini.
I treni continueranno a passare lontano,
ma senza portarci via.
Il sole entrerà nelle stanze
come entra il mare nelle conchiglie:
senza fretta,
senza chiedere nulla.
Nessuno dirà “è tardi”.
Nessuno sentirà il bisogno di correre.
Le ore si scioglieranno lentamente
come neve dentro le mani,
e il pomeriggio durerà quanto un respiro.
In quel silenzio leggero
la mente si siederà sul ciglio della strada,
accanto all’erba mossa dal vento.
Non ci saranno promesse da mantenere,
né giorni da salvare uno dall’altro.
Solo bicchieri pieni di luce sui tavoli,
lenzuola mosse dall’aria aperta,
cani addormentati sotto gli alberi,
e il rumore distante del mondo
che continua senza di noi.
Saremo finalmente liberi
dalla fatica di misurarci.
E forse la pace avrà questo suono:
una finestra aperta,
il vento che entra piano,
e nessuno che chieda più
che ora è.
20.04.2026