"BOTTO'", PAPA'!

La finestra è la stessa
e un cielo d’ovatta si sbriciola lento
oggi come allora.
“Bottò! Papà”
erano bottoni bianchi senza peso
e il vento giocava con loro
e le braccia di mio padre
la mia sedia
col naso sul vetro.
Lo stesso silenzio candido,
lo stesso stupore…
“Bottò! Papà”
bottoni bianchi, impazziti e lenti
che danzano a milioni su un oceano di ricordi…
Bianchi, grandi, piccoli e tutti quanti
bottoni candidi, nuovi, mai visti…
e la bocca spalancata, come l’infisso,
all’improvviso…

 la mano aperta di mio padre
a coglierne uno…
bianco…
d’acqua in men che non si dica.
“Bottò! Papà”
e che cadano ancora inverni candidi
a seppellire l’asfalto logoro
e tutti i piccoli pensieri scuri…
ogni anno più adulti.
“Bottò! Papà”
un sorriso tenero e un bacio bianco
come la neve.

28/02/2005

Stefano Diotallevi