Poesia
Carne e orologio
Non è un ticchettio, è un morso.
Il tempo ci mastica dal di dentro,
partendo dalle nocche, dai tendini
che si tendono come archi verso il buio.
Siamo sacchi di sangue e nostalgia,
pieni di nomi che non rispondono più,
eppure questa pelle insiste,
si fa pergamena per scrivere ancora
un’ultima, disperata dichiarazione di presenza.
Senti il polso?
Non batte, scava.
Scava il solco per il seme del ritorno
mentre fuori il mondo rotola indifferente
tra una preghiera e un rumore di stoviglie.