Carne e orologio

Non è un ticchettio, è un morso.

Il tempo ci mastica dal di dentro,

partendo dalle nocche, dai tendini

che si tendono come archi verso il buio.

Siamo sacchi di sangue e nostalgia,

pieni di nomi che non rispondono più,

eppure questa pelle insiste,

si fa pergamena per scrivere ancora

un’ultima, disperata dichiarazione di presenza.

Senti il polso?

Non batte, scava.

Scava il solco per il seme del ritorno

mentre fuori il mondo rotola indifferente

tra una preghiera e un rumore di stoviglie.