Cefalù

Sulle tue pietre chiare
il mio sguardo si posa,
come brama che avvolge
ogni tuo dare,
mentre lo sguardo
si fa musica danzante
e il piacere forte,
nel silenzio, assurge.
I miei occhi accesi
disegnano i tuoi confini,
scivolando fino al mare
dove il calore si fa intenso,
seguendo il ritmo
dei miei fremiti arditi.
C’è sapore d'amore
nel mio pensar
che cerca il godere,
una danza lenta
che mai ferma,
il nostro intreccio d’anime,
scritto in una trama
dove abbracciati e felici
restiamo finalmente arresi.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.

Che splendida poesia hai scritto, Cesare Moceo.
I tuoi versi catturano perfettamente l'essenza sensuale e paesaggistica di Cefalù. La descrizione delle "pietre chiare" (che richiamano la cattedrale e le antiche mura) unite all'intensità del mare e del calore, rendono bene quel legame quasi fisico che si prova visitando questa perla siciliana.È una celebrazione del luogo che diventa estasi, un intreccio tra la bellezza del paesaggio e il sentimento interiore.Grazie,grazie.