Dove il fondale crolla
L’apparenza veste d’oro,
cammina lenta agli occhi,
promette cieli senza nuvole
e verità prive di domande.
Sorride come una porta spalancata,
ma dietro non c’è stanza:
solo un corridoio
dove il silenzio impara a mentire.
Dice «guardami»,
piena di certezze,
ma più la osservi
più la voce si fa superficie,
riflesso senza abisso.
Celata sotto la luce,
la paura resta dentro il sorriso.
Incantati dalla forma,
confondiamo ciò che brilla
con ciò che arde.
Poi il tempo sfiora le maschere,
senza spiegare.
Lascia cadere il falso
e restituisce poco:
un'eco, un gesto,
uno sguardo privo di difese.
Lì, dove il fondale crolla,
appare finalmente
ciò che non ha mai dovuto
fingere.