Ferita d'Eterno
Scorre tra le crepe del silenzio
un’eco che il tempo conserva,
intrisa di ferite e di mistero
come perla chiusa in se stessa.
Sono parole che non osano il suono,
custodi mute di un segreto antico,
restano accese in oscurità profonde,
senza gl'inganni di un dir nemico.
I giorni scorron e cambian pelle,
ma quel volere resta intatto:
è una ferita tesa verso l'Eterno,
che salva il cuore da sentenze e dolore.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
Una lirica intensa, dove la "ferita" non è solo dolore, ma diventa un varco, una tensione necessaria verso qualcosa di immutabile. Cesare Moceo descrive magnificamente quel silenzio custode che protegge la purezza del sentimento dalle contaminazioni del mondo esterno e del tempo.
Colpisce in particolare l'immagine della perla: un gioiello che nasce proprio da una sofferenza, da un granello di sabbia che ferisce l'ostrica, trasformando il trauma in bellezza preziosa e incorruttibile. È una poesia che eleva il dolore a strumento di salvezza spirituale.