I dettagli del dopo

​Ci sono assenze
che non entrano subito nel dolore.
All’inizio sembrano soltanto
una stanza chiusa,
il telefono che non suona
all’ora di sempre.

​Poi arriva il dettaglio più piccolo:
una tazza rimasta sul tavolo,
un maglione con l’odore dentro,
una frase ascoltata distrattamente.
E il cuore capisce
ciò che la mente aveva rimandato.

​Pesano le carezze date troppo poco,
gli abbracci rinviati
per stanchezza, orgoglio o fretta,
le parole tenute in tasca
come se il tempo fosse infinito.

​Credavamo nel domani.
Ma il domani, a volte,
non arriva.

​Da quel momento il rimpianto
cammina accanto ai giorni:
siede con noi a tavola,
attraversa le feste in silenzio,
riappare nelle domeniche lente,
in certe sere in cui manca l’aria.

​Perché l’amore non detto
non svanisce:
resta sospeso nel petto
come una lettera mai consegnata.

​E forse è questo
il modo più umano di perdere:
continuare ad amare
quando non c’è più nessuno
a cui poterlo dimostrare.