Lo spazio imperfetto

Non è andata come pensavo:
avevo disegnato linee dritte,
ma il giorno ha piegato gli angoli
senza chiedere.

​Certe attese sono rimaste lì:
sedie vuote dopo una festa
mai cominciata davvero.

​Non tutto si è rotto.
Qualcosa ha ceduto piano
e ha fatto spazio.

​Restano le mani libere,
il cielo intero sopra la testa,
e questa forma di pace
che somiglia a un «va bene così»
più che a una vittoria.

​In questo spazio imperfetto
imparo a stare,
e finalmente
a ricominciare.