I pochi e i molti

Bastano pochi a piegare la piazza,
non perché abbiano mani più forti,
ma perché ignorano il freno
e il peso sottile della vergogna.

I molti, invece, misurano i passi,
si fermano un istante prima del torto,
cedono il passo, rispettano i limiti,
scambiando la grazia per rinuncia.

Così il grido sovrasta la voce,
l’astuzia si traveste da merito,
e chi custodisce la parola data
resta in disparte, come un ingenuo.

Non tutto ciò che prevale è vittoria,
non tutto ciò che arretra è sconfitta.

Esistono trionfi che consumano l’anima
e rese che salvano il volto.

I senza scrupoli passano in fretta,
vento che solleva polvere e rumore;
i giusti, invece, rimangono,
simili ad alberi dalla crescita lenta:

non fanno clamore,
ma tengono in piedi il paesaggio.