Il coraggio di andare

A volte amarsi
non è stringere più forte,
ma aprire lentamente le mani
quando tenerle chiuse
fa più male che lasciarle andare.

​È guardarsi negli occhi
senza cercare colpe,
e riconoscere che certe distanze
non nascono dal disamore,
ma da tutto ciò che l’amore,
per quanto grande,
non riesce più a salvare.

​A volte restare
è soltanto paura
travestita da promessa;
è chiamare eternità
ciò che, in silenzio,
da tempo chiede tregua.

​E allora bisogna andare,
con il cuore colmo di ciò che è stato,
senza rinnegare i giorni belli,
senza chiedere all’oblio
di cancellare ciò che abbiamo amato.

​Andare
non è smettere di amare.
È scegliere
di non trasformare il bene
in una prigione.

​È lasciarti libera,
anche se la tua libertà
mi costerà la tua assenza.

​E un giorno,
quando il dolore avrà imparato
a pronunciare il tuo nome
senza tremare,
forse capirò
che non ti ho davvero perduta:

​ti ho amata abbastanza
da non chiederti di restare
in un luogo
dove non potevi più fiorire.

​Perché l’amore vero
non misura la sua forza
da quanto riesce a trattenere.

​A volte ama
lasciando andare.

​A volte protegge
aprendo le mani.

​E il gesto più grande,
alla fine,
non è dire:

​«Resta.»

​Ma trovare il coraggio
di sussurrare:

​«Vai.
E fiorisci,
anche lontano da me.»