Il mare oltre la sua eco

O mio mare caro, che hai il destino d'oscillare nel mio vivere per sempre; a TE, mio confessore, amico di mille giorni andati, io chiedo: perché amo perdutamente ciò che mai potrò avere? Perché questo mio amar l'impossibile non nasce da ciò che sta fuori di me, ma da ciò che trabocca nella mia anima? Forse perchè non abbia a subire la polvere del quotidiano, né la noia della monotonia o i limiti di questa realtà controversa? Rispondimi con il fragore delle tue onde, che per me sono vita e passione, abbraccio e fuga!
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.