Il mondo in bianco e nero

Preferivo il mondo in bianco e nero,
quando il cielo aveva tratti essenziali
e la vita non aveva bisogno
di mostrarsi più bella di com’era.

​C’erano giorni pieni e semplici,
sorrisi che non cercavano applausi,
parole dette guardandosi negli occhi
e silenzi che sapevano parlare.

​Le strade sembravano più lente,
le sere duravano di più,
e un abbraccio aveva il peso
di una promessa mantenuta.

​Oggi tutto è a colori —
troppi colori, forse.
Schermi accesi, volti illuminati,
vite perfette in scatti imperfetti.

​Abbiamo dato un colore a ogni cosa,
ma forse abbiamo perso le sfumature.
Abbiamo imparato a mostrarci felici
e dimenticato come esserlo davvero.

​Per questo, a volte,
chiudo gli occhi e torno indietro:
a quel mondo fatto di ombre e luce,
dove anche la malinconia
aveva il suo peso preciso.

​E capisco che forse
non era quel mondo a essere migliore:
eravamo noi
a guardarlo con occhi diversi.

​Ma se potessi scegliere,
anche solo per un giorno,
vorrei ritrovare quel vecchio tempo,
senza filtri e senza rumore,
dove il cuore bastava
e il bianco e nero
non aveva bisogno di spiegarsi.