L’Anagrafe del Sole
Non tenere il conto
delle ombre che si staccano dalle cose,
quel lento oro
che marcisce nel fango.
L’autunno è un contabile severo:
numera i rami vuoti,
il gelo,
la perdita.
Lascia a lui
quella matematica di ruggine e vento.
Tu conta i fiori.
Uno per uno.
Misura il coraggio del rosso,
la disobbedienza del viola,
tieni a mente il profumo
che resiste alla nebbia.
Esiste una negazione viva
che non accetta la morte:
un’anagrafe del sole
scritta nei petali,
che pesa più
di ogni foglia caduta.
Lascia che il secco
svanisca senza nome.
Non dare dignità di numero
a ciò che muore.
Perché la tua ricchezza
non è ciò che hai salvato dal declino,
ma questo ostinato sbocciare
nel petto
che continua
senza chiedere permesso
all’inverno.
@ 30.12.2025