Poesia
L’Eredità del Sale
Mia madre mi ha lasciato un mare
chiuso dentro una boccetta di vetro scuro.
Diceva:
“Bevi, che il sale disinfetta.”
Ma il sale brucia dove la carne cede,
spacca la terra,
secca il fiore alla radice.
Porto questo sapore sotto la lingua:
un’eredità di scogli,
corde spezzate,
parole che il mare non si riprende.
Oggi rompo il vetro.
Lascio che il bianco scavi nella ferita
fino all’osso,
fino a ciò che non può più mentire.
Perché solo dove tutto è stato arso
può nascere un grido che non ha padrone.