L’Eredità del Sale

Mia madre mi ha lasciato un mare

chiuso dentro una boccetta di vetro scuro.

Diceva:

“Bevi, che il sale disinfetta.”

Ma il sale brucia dove la carne cede,
spacca la terra,
secca il fiore alla radice.

Porto questo sapore sotto la lingua:
un’eredità di scogli,
corde spezzate,
parole che il mare non si riprende.

Oggi rompo il vetro.

Lascio che il bianco scavi nella ferita
fino all’osso,
fino a ciò che non può più mentire.

Perché solo dove tutto è stato arso
può nascere un grido che non ha padrone.