La legge del respiro

Nasciamo con le mani aperte,
come chi attende un dono,
e riceviamo il tempo:
lenta corrente
che accarezza e consuma.

​Impariamo presto la luce,
il nome delle cose amate,
il calore di una voce nella notte;
e proprio allora, senza rumore,
comincia la perdita.

​Ogni gioia porta in sé
l'ombra della sua fine,
ogni incontro custodisce
il germe dell'addio,
ogni promessa
una crepa invisibile.

​Costruiamo case, idee, preghiere,
inermi fortezze contro il vuoto;
amiamo con ostinazione,
come se il sangue ignorasse
ciò che la mente sa da sempre.

​Creatura fatta di tramonto
che desidera l'eterno,
un fuoco che si alimenta
della propria cenere.

​Cammina,
con le tasche colme di assenze
e gli occhi all'orizzonte,
come se in quel dolore antico
fosse nascosta
l'ultima ragione del respiro.