La tentazione del fuoco

Non è la guerra a sorprenderci,
ma la facilità
con cui impariamo a restarci dentro.

​Nasciamo con le mani aperte,
ma basta poco
per insegnarci a chiuderle.

​La pace chiede spazio,
ascolto,
attese che non fanno rumore.
La guerra no:
semplifica, divide,
arriva prima ancora di capire.

​C’è qualcosa nell’uomo
che teme il vuoto più del dolore,
e allora lo riempie
di confini, di ragioni, di nemici.

​Finiamo per crederle
perché la distruzione non chiede pazienza.
Non è il coraggio a spingerci,
ma una paura antica
che chiamiamo forza
pur di non guardarla negli occhi.