Devastante dolore
di inattesi distacchi
da cui riemergo
come da nebbia.
Le cose,osservo,
della mia vita,
della mia casa
così muta al mattino,
davanti al mio sguardo,
così uguale a sempre
eppure lontana,
vacua sfuggente
come colpevole
di inafferrabile tempo
di appartenenza.
Sconosciute, le cose,
come fossi appena arrivata
da chissà dove,
da chissà quando.
Straniere, al presente
della mia mente
assente, sbandata,
in cerca di fili a brandelli,
strappati,
da riannodare.
1 luglio 2015
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Vorrei avere una scatola di pastelli, come da bambina quando aprivo il mio astuccio e contemplavo piena di gioia tutte le matite nuove. Lo so che basterebbe riuscire a colorare questo vuoto immenso in cui sono sprofondata. Dal giallino più tenue al rosso più violento, dall'azzurro più delicato al blu più profondo, passando per il verde più brillante, il viola , il ciclamino. Per tornare su e ricominciare.