Accetto di buon grado
gli attimi ripetitivi dei miei giorni
e il convincermi senza speranza
dell'inutilita' dei miei dubbi
che capestrano la mia solitudine
e la sua inesperienza
E vorrei restarne distante
e nascondere al mondo
i contrasti mutevoli del mio vivere
nel bisogno interiore
che a intermittenza mi pervade
di sfuggire la realtà
.
Cesare Moceo @
Tutti i diritti riservati
3 giugno 2018
Altri contenuti che potrebbero piacerti
Pochi comprendono che il non lamentarsi può significare il raggiungimento della convinzione dell'inutilità di esternarlo.
E ci si accorge d'esser pronti a ricevere in sé tanto la tristezza quanto la felicità. Solo che la tristezza è talmente gentile da bussare spesso alle porte dell'anima, mentre la felicità la vediamo passeggiare disinvolta in lontananza, sul marciapiede dirimpetto, distante dal nostro stare...