Parole per non perdermi

Scrivo poesie
non per essere visto,
ma per non perdermi.
Le parole nascono
quando il silenzio pesa,
quando qualcosa chiede forma
prima ancora di essere capita.
Non cerco applausi
né consenso.
La poesia, per me,
non è un ponte verso gli altri,
ma una stanza
in cui posso respirare.
Condividerle,
a volte mi pesa,
perché ogni sguardo esterno
sposta il senso,
trasforma ciò che era vero
in qualcosa da spiegare.
Scrivo per me,
per restare fedele
a ciò che sento
quando nessuno ascolta.
Di ciò che pensano gli altri
tengo la distanza giusta:
abbastanza vicina
per restare umano,
abbastanza lontana
per restare vero.
Se una poesia arriva a qualcuno,
bene.
Se resta solo mia,
va bene lo stesso.
Perché, prima di essere letta,
ogni parola
deve saper
preservarmi.